Italia Nostra

Data: 25 Giugno 2012

Replica all’Arpat sui minerali sfusi al Porto di Marina di Carrara

Dai primi di maggio sulla banchina del porto di Marina di Carrara stazionano “montagnole” di minerali sfusi. Si pubblica la replica della Sezione Apuolunense all’accertamento dell’Arpat (vai all’esposto del 4.6.2012)

Oggetto: Esposto relativo a “montagnole” di minerali sfusi sul piazzale del Porto di Marina di Carrara. Accertamento eseguito dall’ARPAT Dipartimento di MS presso la Porto di Carrara spa. Replica degli estensori dell’esposto.

Con ns. del 26.05 u.s. avevamo chiesto alle competenti Autorità (al fine di essere rassicurati, per rassicurare a ns. volta le persone che a noi si erano rivolte) una pronta verifica circa la natura e i possibili effetti nocivi per la salute e l’ambiente dei cumuli di minerali sfusi, presumibilmente di manganese, da alquanto tempo esposti a pioggia e vento sul piazzale del Porto. In data 20.06. u.s. -prot. n. 43635- via e.mail, il Dipartimento ARPAT di MS ci informa che è stato redatto da parte di suoi tecnici il Rapporto di Ispezione Ambientale a seguito dell’accertamento effettuato in data 7.06 u.s. (ma non ne allega il relativo verbale, come peraltro dichiarato) e ne espone in sintesi le risultanze.

Prendiamo atto di quanto ci viene cortesemente comunicato, ma con non poche perplessità che ci permettiamo di evidenziare di seguito. Unitamente ad altre incongruenze rileviamo, in sostanza e in primis, come degna di “nota” la specificità evasiva della risposta, che non convince né rassicura.

a) Sorprende leggere che da parte di operatori qualificati del Dipartimento “il materiale scaricato sulla banchina è stato identificato in “magnesite”, un minerale a base di manganese e ferro, impiegato nell’industria siderurgica…”. La magnesite, minerale bianco-grigiastro, è carbonato di magnesio (MgCO3) e serve a ben altri impieghi; il manganese (Mn) è ben altra cosa ed ha colore diverso!

b) Per la Responsabile del Dipartimento ARPAT di MS “l’attività di carico/scarico di cumuli è ovviamente una delle normali attività di gestione del porto commerciale (di Marina di Carrara) ed è soggetta ad autorizzazione in via generale, di cui la Società Porto di Carrara è in possesso…”. Per quanto ci riguarda gli attuali gestori delle attività nel ns. porto avranno anche e di certo le debite autorizzazioni per la movimentazione e lo stoccaggio delle merci, ma non per questo possono permettersi di scaricare sfusi e lasciare per alquanto tempo sulle banchine tonnellate di minerali pulverulenti patogeni, come il manganese, che possono compromettere la salute dei cittadini… e delle maestranze.

c) “…Come risulta dal Rapporto di Ispezione allegato (che non era in allegato all’e.mail trasmessaci) nel corso del sopralluogo non sono emerse violazioni della normativa ambientale in materia di emissioni diffuse né è stata riscontrata particolare polverosità anche perché i cumuli stoccati in banchina erano tenuti umidi per evitare la dispersione aerea, e soprattutto in considerazione del fatto che la pezzatura del materiale è mediamente intorno ai 9-10 cm e quindi la frazione più leggera, potenzialmente soggetta all’azione del vento è sicuramente minima…”. A nostro avviso detta pezzatura “grande” – che certamente non “spolvera” per il vento – corrisponde però solo ad un 20% del volume dei cumuli (come documentato dalle foto da noi trasmesse a corredo dell’esposto) mentre i cumuli presenti sulla banchina di ponente sono all’80% formati da terriccio di granulometria misurabile in millimetri, vale a dire polveri molto fini che nella fase di carico-scarico “spolverano” moltissimo, eccome.

d) Ed ancora, amici esperti ci dicono che difficilmente minerali del genere vengono bagnati, e non per evitare che “spolverino”, ma perché questa operazione aumenterebbe la percentuale di umidità del minerale che, così utilizzato in fonderia, potrebbe ingenerare miscele esplodenti a causa della formazione di idrogeno… Quindi, e concludendo, è proprio per evitare tali disastrosi inconvenienti, che i minerali in questione (di manganese!) non dovrebbero e non devono essere assolutamente bagnati. Basterebbe comunque insacchettarli, anche per movimentarli e stoccarli più agevolmente e in tutta sicurezza… con una minima spesa in più ovviamente.

Con i migliori saluti

Mario Venutelli

Presidente della Sezione Apuo-Lunense di Italia Nostra

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