Italia Nostra

Data: 22 Marzo 2012

San Giminiano, Italia Nostra aveva ragione!

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San Gimignano: partiti i lavori per la tangenziale, subito sfiorata la tragedia

Le polemiche su quel tracciato, ora, si infiammano di più

di Giorgio Mancini

SAN GIMIGNANO – Dopo una montagna di polemiche, il primo masso “reale” rischia, per poco, di travolgere un operaio, come racconta la donna che ha inviato le foto. Incredulità e sgomento per un’altra morte bianca sfiorate per un soffio. I carabinieri della Stazione di San Gimignano sono intervenuti sul posto. Con l’ufficio tecnico del Comune, impossibile avere un contatto telefonico, nessuno risponde; dalla Polizia Municipale, gli stessi vigili urbani che erano intervenuti la mattina di Ferragosto, 15 agosto 2011, per accertasi dell’identità di Vittorio Ceccarelli, ben conosciuto in città, che si era incatenato alla storica cisterna dell’omonima piazza, per protestare contro questi lavori che, a suo dire, avrebbero causato danni immani anche al suo agriturismo, come risposta cortese e gentile hanno dichiarato: “non siamo stati chiamati”. L’associazione Italia Nostra si batte da tempo contro questo progetto di tangenziale. Ora, il primo risultato sembra non proprio di buon augurio.

Per quanto accaduto al Vecchio mulino di Santa Chiara, Vittorio Ceccarelli ha commentato sulla caduta del grosso masso: “c’era lì, vicinissimo, un tecnico che controllava le caldaie, avrebbe potuto essere un tragedia. Anche l’operaio della ruspa che lavorava in cima alla scarpata – come dichiara ancora Ceccarelli – non aveva nessuna cognizione che sotto vi fosse un casolare. Inoltre, come si può vedere dalle foto che documentano i lavori con la ruspa, questi sono senza una recinzione, né alcune protezioni per non far cadere materiale fuori dai limiti del cantiere stesso”. Ceccarelli, con un grosso cartello al collo su cui si leggeva “Rovinato dalla tangenziale” e una lunga catena che lo avvolgeva e girava intorno al pozzo, aveva cercato di attirare l’attenzione dei cittadini e turisti su una situazione che sembrava, da come veniva esposta, paradossale. E la risposta non si era fatta attendere, almeno sul piano umano. Nella Messa solenne in Duomo, Monsignor Mauro Fusi, durante la celebrazione, nella “preghiera dei fedeli”, aveva invitato a pregare proprio per Vittorio Ceccarelli che, poco distante, stava “dimostrando” contro ciò che a lui sarà tolto, auspicandosi che venisse trovata una giusta intesa tra le sue legittime aspirazioni e le competenti autorità.
“Così sono rovinato, non so cosa posso fare” si era sfogato quel giorno Ceccarelli al nostro giornale.

Altri due agriturismi, confinanti col suo, sono nella stessa situazione, e avevano fatto, tutti insieme, ricorso al Tar, ma l’attuale tracciato della tangenziale sta andando avanti. Italia Nostra si sta battendo con loro, ma le amministrazioni sembrano essere sorde alle richieste. L’incidente di questa mattina non è certo tranquillizzante.

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