Italia Nostra

Sieci, abbattuti sette lecci

27 Settembre 2011

Mentre ancora Italia Nostra, Rifondazione Comunista e una delegazione di cittadini stava trattando per risparmiare le alberature storiche della piazza Albizi alle Sieci,  interessata da una pesante cementificazione,  l’Amministrazione Comunale di Pontassieve ha autorizzato l’abbattimento dei lecci. Con un colpo di mano all’alba, sono stati tutti abbattuti sette lecci, non perché fossero malati, non perché fossero pericolosi, non perché non facessero ombra,  non perché non svolgessero la funzione di purificare l’aria dal passaggio di circa 20.000 veicoli il giorno su via Aretina.  Ma solo per corrispondere a un progetto urbanistico che avrebbe come criterio estetico la realizzazione  di una delle solite banalissime piazze che imperversano in tutti i piccoli centri abitati. Contro la strage dei lecci c’era stata una rivolta degli abitanti che avevano raccolto 600 firme per evitare l’abbattimento. E così in barba alla sostenibilità ambientale e ai processi partecipativi che richiedono il rispetto della volontà popolare la Giunta di centro sinistra ha fatto tabula rasa, degli alberi, delle richieste e aspettative dei cittadini.  Un pessimo esempio di governabilità del territorio per realizzare una piazza con funzione strettamente commerciale, con panchine scomode e roventi d’estate, che non ospiteranno ne’ vecchi ne’ tantomeno bambini, avendo levato pure i giochi che c’erano.

Prima era una piazza, col sapore di un tempo, magari da rivedere per la pavimentazione e la vecchia fontana,  ma era una piazza e la sua funzione di aggregazione sociale la svolgeva magnificamente. L’amministrazione ha promesso  ” Ci faremo un mercatino”, gli abbiamo obbiettato che in Piazza Santo Spirito a Firenze il mercato lo fanno tutti i giorni senza dover abbattere alberi storici, come del resto alle Cascine. ‘Ci faremo il cinema all’aperto’ geniale -abbiamo obbiettato- lungo una strada statale chissà come sarà la qualità dell’audio!    ‘Gli alberi non rispettano un disegno dunque non sono esteticamente compatibili con la revisione del luogo’  ha aggiunto il capo cantiere.  I lecci  avevano almeno 50 anni, i due di essi in fondo alla piazza ne avevano almeno 90, foto e cartoline lo dimostrano, piante con dimensioni di tronco riguardevoli  di 170 cm di circonferenza. Ma non c’è stato niente da fare. Il cantiere era già allestito e dopo due riunioni con l’Amministrazione in cui si è cercato di salvare il salvabile, almeno di risparmiare i due lecci centenari, l’Amministrazione ha proceduto spedita per non ‘incorrere in penali’. La Soprintendenza aveva bocciato il progetto almeno quattro volte, quest’ultimo progetto di riqualificazione della Piazza non è stato avallato da nessuno ed è passato col silenzio –assenso. I cittadini attoniti non hanno potuto fare nient’altro che assistere allo scempio di quello che finora aveva una valenza, una memoria, una identità,  e noi con loro possiamo solo continuare a denunciare, affiche simili scempi non si ripetano.

Firenze lì 26 settembre 2011

Mariarita Signorini,  Italia Nostra Firenze

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