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Data: 14 Dicembre 2020

Solidarietà alla Consigliera Silvia Noferi (M5S) che ha difeso le tesi ambientaliste in Consiglio della Regione Toscana

I boschi visti come un cancro. Ridicolizzate le tesi ambientaliste dall’asse PD-Lega-Fratelli d’Italia. Lega e PD hanno presentato due mozioni identiche per chiedere di modificare la Legge che tutela le foreste protette dal Codice del Paesaggio. Solo il Movimento 5 Stelle ha votato contro alle due mozioni che mostrano la stessa visione liberista ed economicista dello sfruttamento delle risorse naturali in dispregio alle leggi dello Stato.

Il Consiglio di Stato ha recentemente sancito in un ricorso presentato da Italia Nostra e da altre associazioni per la Pineta del Tombolo, che anche i boschi sono beni culturali e pertanto meritano di essere tutelati dalla Soprintendenza. Le mozioni di PD-LEGA- Fratelli d’Italia, chiedendo al Governo di intervenire, mirano a eliminare l’autorizzazione paesaggistica per il taglio nei boschi “di riconosciuto interesse pubblico” per favorire aziende che operano nel settore della selvicoltura meno attente alle esigenze ambientali.

“Il parere della Soprintendenza in realtà – ha puntualizzato la consigliera del Movimento Cinque Stelle Silvia Noferi – non istituisce niente di nuovo ma anzi chiarisce importanti aspetti legislativi che sono stati volutamente ignorati dal Settore Forestazione della Regione Toscana, sebbene siano stati sollevati da tempo in varie sedi. La responsabilità di questa situazione di stallo è stata quindi solo degli uffici regionali, che non hanno voluto adeguarsi al cambiamento già predisposto anche dal TUFF in vigore dal 2018 (D.Lvo 03/04/2018 n 34 – Testo unico in materia di foreste e filiere forestali). Nel frattempo, tutti i tagli approvati ed eseguiti in aree tutelate dall’art 136 del codice sono stati illegali.”

La lungimiranza e il senso della realtà sembrano non arrivare nell’aula del Consiglio regionale, dove si sono sentite le argomentazioni più ridicole riguardo agli alberi visti come una sciagura, un cancro “che ha quasi raggiunto i crinali” devastando le piante di mirtilli e la fauna, o peggio paragonati all’insalata che una volta tagliata ricresce rapidamente! Le tesi ambientaliste difese dalla Consigliera, sono state tacciate di “estremismo, ortodossia, cose d’altri tempi, assurde, folli, da non poter essere ascoltate”, tanto che il Presidente del Consiglio le ha permesso di replicare per “fatto personale”: a lei va quindi tutto l’appoggio e la solidarietà di Italia Nostra.

Evidentemente nessuno si è accorto in Consiglio regionale che in Toscana ci sono problemi gravissimi di inquinamento ambientale, di mala gestione forestale, che aumenta il rischio idrogeologico e degrada il paesaggio, mettendo a rischio tutte le altre economie montane. Le argomentazioni opposte dai consiglieri di maggioranza, se seguite, non andrebbero altro che ad aumentare il rischio idrogeologico in Toscana, laddove la superficie forestale è vista come minaccia e non come protezione del territorio. Si confonde evidentemente la cura del bosco, la sua preservazione, con il non controllo ed il taglio colturale non regolamentato.  Il Consiglio Regionale mette dunque in stato d’accusa il principio costituzionale della tutela discendente dall’art. 9 della Carta, accusando di ingerenza burocratica le funzioni dello Stato garantite dalla Soprintendenza, quando, invece, ha avvallato, sino alla sentenza del Consiglio di Stato, procedure di governo dei boschi in palese contrasto con la normativa vigente nazionale. Non è dunque possibile avallare vie illegittime di gestione del territorio da parte di organi legislativi regionali.

Non possiamo neanche barattare soluzioni tecniche di gestione del bosco, come quelle proposte dalla Soprintendenza, con allocuzioni che denotano confusione, non conoscenza, approssimazione nelle materie trattate, sino ad espressioni di ingiuria, come sopra citato.

Mariarita Signorini

Vicepresidente Italia Nostra Toscana

 

per approfondimenti:

CS Boschi Toscana 26-11-2020

 

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