Italia Nostra

Data: 21 Febbraio 2015

Teatro dei Vigilanti a Portoferraio: chiarimento sulla presa di posizione

A giudicare da alcune note stilate in risposta diretta o indiretta al nostro suggerimento di collocare nel Teatro dei Vigilanti altrettante memorie a Renato Cioni e a Giuseppe Pietri, nonché, aggiungiamo, scusandoci con i parenti e gli estimatori per non averlo già fatto, a Giuseppe Taddei, sembrerebbe quasi che, da parte di Italia Nostra Arcipelago Toscano, si fosse messo in dubbio il valore di Cioni. Naturalmente non è così. Questo Sodalizio ha fatto solo presente la non opportunità di mutare un nome che contrassegna da 200 anni un edificio dalle origini illustri, che nessuno ignora, peraltro vera e propria palestra per la formazione della coscienza risorgimentale cittadina. Tutt’intorno abbiamo esempi di denominazioni che nessuno si è mai sognato, né si sognerebbe di cancellare: a chi potrebbe venire in mente, a Pisa, di chiamare “La Sapienza” “Palazzo Pascoli o Carducci”? O il “Museo di S. Matteo”, “Museo Ragghianti”? Per non parlare di Firenze: qualcuno potrebbe pensare seriamente di passare da “Palazzo Vecchio” a “Palazzo La Pira”? E che direbbero, a Marciana Marina, se qualcuno decidesse di ribattezzare la “Torre della Novaglia” “Torre Brignetti”?
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Noi, mentre prendiamo atto della posizione assunta dall’Amministrazione comunale, riteniamo che il nostro suggerimento riesca a conciliare le esigenze del rispetto dell’identità con quelle del giusto riconoscimento di meriti acquisiti. E cogliamo l’occasione, in attesa di farlo, argomentando più estesamente, in altra sede, per proporre ancora una volta la rifondazione dell’Accademia dei Vigilanti, erede di quella napoleonica dei Fortunati. Quando si risolvesse in questo senso, Portoferraio tornerebbe ad affiancarsi a tutte quelle piccole città toscane nelle quali le accademie conducono da secoli ininterrottamente una discreta, ma preziosa battaglia a favore della cultura.
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primo comunicato:
La Sezione di Italia Nostra dell’Arcipelago Toscano, nell’apprendere dalla stampa di un’iniziativa dell’Amministrazione comunale intesa ad intitolare il Teatro dei Vigilanti allo scomparso tenore Renato Cioni, mentre si inchina alla memoria dell’artista, esprime la propria contrarietà verso l’iniziativa medesima. Siamo infatti convinti che i nomi che contraddistinguono monumenti, frazioni di abitati e luoghi comunque significativi di una vicenda storica e culturale non debbano essere mutati, facendo parte anch’essi di un patrimonio con il quale ogni comunità quotidianamente si rapporta per confermarsi nella propria identità. Cogliamo l’occasione per proporre la sistemazione, all’interno del teatro, di due targhe, dedicate rispettivamente a Cioni ed al maestro Giuseppe Pietri, nonché il ripristino dell’Accademia dei Vigilanti, un’istituzione che fu a lungo uno dei vanti maggiori di questa città.

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