il 7 agosto 2026 la Giunta provinciale ha approvato la delibera n. 1259 introducendo un regime temporaneo di riduzione del Deflusso Minimo Vitale (DMV) nei corsi d’acqua trentini, accogliendo la richiesta di un maggiore rilascio d’acqua avanzata dai Consorzi irrigui.
Il DMV consiste nella quantità di acqua che, nei casi di prelievi a fini idroelettrici o agricoli, deve rimanere, o essere reimmessa, nei fiumi e torrenti, al fine di garantire la tutela della vita acquatica e la naturale integrità ecologica degli alvei, seppure con popolazione ridotta.
La decisione della PAT, che denota la mancanza di programmazione sulle risposte ai cambiamenti climatici e adotta le solite soluzioni di sommaria urgenza per eventi che non rivestono più da anni carattere eccezionalità dato che si ripetono ad ogni estate, è stata contestata con determinazione dalla Federazione Pescatori Trentini, dal Canoa Club Trento e dal Comitato Permanente di Difesa delle Acque del Trentino – di cui Italia Nostra Trento fa parte – con la motivazione che il parametro attualmente ribassato non deve essere negoziabile poiché corrisponde alla soglia sotto la quale un corso d’acqua smette di funzionare come ecosistema.
Convinti nella necessità di un’azione di contrasto a tale determinazione, inviamo il dettagliato documento del Comitato Permanente di Difesa delle Acque del Trentino, in cui si denuncia la mancanza di fondamento giuridico della delibera – poiché si rileva che la stessa non possa derogare a un parametro fissato dal PGUAP e recepito nel Piano di Tutela delle Acque, strumenti sovraordinati che discendono dalla Direttiva europea 2000/60/CE – e ne chiede l’immediata revoca.





