Italia Nostra

Data: 5 Novembre 2018

Mura urbiche di Amelia (Terni): segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località: tra Via Nocicchia,Via del Mattatoio e Piazza XXI Settembre e tratto interno su Via del Teatro – Amelia (Terni)

Tipologia generale: opere difensive e di incastellamento

Tipologia specifica: mura urbiche

Configurazione strutturale: mura ciclopiche di Amelia in opera poligonale

Epoca di costruzione: sec. VI e IV  a.C.

Uso attuale: imponente cinta muraria in opera poligonale che cinge ancora oggi la cittadina per circa 2Km, racchiudendo un territorio di circa 25 ha.

Uso storico: la cinta muraria è stata costruita in età preromana a difesa della parte più esposta agli attacchi, e continuamente ricostruita, restaurata, elevata in altezza ed ampliata, sia in Età romana che in quella Medievale, con tecniche e stili leggibili

Condizione giuridica: proprietà pubblica

Segnalazione: del 29 settembre 2018 – segnalazione della Sezione di Amelia di Italia Nostra – amelia@italianostra.org

Motivazione della scelta: L’importanza storica di Amelia è testimoniata dall’imponente cinta muraria in opera poligonale che cinge ancora oggi la cittadina per circa 2Km, racchiudendo un territorio di circa 25 ha. La cinta muraria è stata costruita in età preromana a difesa della parte più esposta agli attacchi, e continuamente ricostruita, restaurata, elevata in altezza ed ampliata, sia in Età romana che in quella Medievale, con tecniche e stili leggibili. La linea della cinta medievale sostanzialmente coincide con quella delle mura poligonali, salvo alcune eccezioni, come nel tratto nord-occidentale, intorno a Porta della Valle, ove le mura medievali cingono aree esterne alla preesistente cinta poligonale.

Il tratto poligonale più esteso, circa 800 metri con un’altezza massima dal livello di campagna di 6 metri, si estende a sud e presenta un massiccio apparato poligonale di grandi blocchi di calcare grigio o biancastro, posti a secco. Il paramento esterno è tagliato molto accuratamente in forme trapezoidali con i blocchi disposti con precisione, perfettamente adattati e combacianti.

Negli scavi dopo il crollo, avvenuto il 16 gennaio 2006, si è scoperta la presenza di un ulteriore cinta in opera quadrata anteriore alle poligonali.

Quattro porte consentono l’ingresso nel centro storico: Porta Romana, Porta Leone, Porta Posterola e Porta della Valle. La più imponente è Porta Romana.

Il tratto dalla Torre del Santo Uffizio fino alla Postierla è ad oggi chiuso e non accessibile perché interessato dal crollo del 2006. Il tratto adiacente al Convento di Santa Monica è stato chiuso a seguito del parziale crollo del Convento. Il perimetro esterno delle mura è percorribile nel tratto che va dai cosiddetti Giardini d’Inverno alla Porta della Valle, lungo un piacevole sentiero con vista panoramica sulla vallata.

Le mura di Amelia sono state coinvolte da crolli, in alcuni tratti sono transennate e non accessibili e in altri sono state oggetto di Piani Urbani Complessi che hanno severamente snaturato il suo valore monumentale.

Il 16 Gennaio 2006, un tratto di mura adiacente a Via della Nocicchia è crollato, aprendo una breccia ancor oggi non ricostruita. Questo evento  drammatico ha permesso, però, di scavare per la prima volta, con tecniche microstratigrafiche l’area, lungo un fronte di oltre 20 metri riportando alla luce quello che da centinaia di anni era stato coperto e dimenticato sotto la terra.

Qui di seguito la descrizione del crollo degli archeologi Tania Suadoni e Andrea Lisciarelli in “Le mura poligonali di Amelia” pubblicato sul sito web www.archeologiamedievale.it:  “La porzione di mura crollate hanno interessato il piede della struttura poligonale, e le murature sovrastanti in altezza riferibili all’età medievale, probabilmente a seguito di rotazione verso l’interno delle stesse poligonali. Ancora oggi non sono state chiarite le cause del disastro. Successivamente al crollo si è proceduto ad alleggerire l’area del parcheggio sovrastante, con mezzi meccanici, poi nell’avvicinamento alle mura le lavorazioni sono state effettuate manualmente. Gli scavi archeologici in questa area hanno avuto burocraticamente una durata di cinque anni, in cui lunghe sono state le interruzioni per le lavorazioni edili del cantiere stesso. Le indagini sono iniziate dalla Postierla, per poi risalire e scoprire il percorso di ronda lungo tutta la cinta muraria, fino ad allora supposto ma mai verificato. Nel 2006 il crollo ha inesorabilmente cancellato parte dello stesso, e gli scavi sono proseguiti nel percorso a monte del crollo, fino al limite del cantiere stesso.”

Per nove lunghi anni tutta la zona adiacente al crollo è stata imbrigliata in una mostruosa rete di pali innocenti e coperta da un immenso tendone che sfigurava l’intero monumento. Finalmente nel 2017 il tratto di mura tra la Torre del Santo Ufficio e la cosiddetta Postierla Romana è stato ristrutturato (dalla Regione) e restituito alla fruizione, senza più impalcature a coprire la vista dei possenti bastioni. Nel 2018 si sono anche conclusi i restauri, ad opera della Soprintendenza, del tratto di Porta del Leone, con un intervento che ha cambiato l’aspetto della Porta e sollevato qualche perplessità.

L’area adiacente a Porta Posterola è stata destinata a parcheggio da un Piano Urbano Complesso finanziato con il POR – FESR. L’ascensore di servizio per il parcheggio arriva all’interno della Porta di Posterola, anticamente la dogana di accesso alla città, e questo ha per sempre compromesso la vista che si godeva dalla porta dei boschi e della antica diga del Lago Vecchio.

Il tratto di mura tra la Chiesa di Santa Monica e Porta Posterola è transennato in via cautelativa da anni e non percorribile a causa del crollo di una parte del Convento di Santa Monica, che ha reso pericolante lo stabile che affaccia sulle mura.

Infine, sotto la Torre degli Uffici, come ripetutamente denunciato da IN, gli autobus fermi al capolinea hanno il brutto vizio di parcheggiare proprio a ridosso delle mura, addirittura sfiorando i blocchi poligonali.

RIFERIMENTI STORICO-BIBLIOGRAFICI

Andrea Ponzi e Rosanna Ovidi “Indagini archeologiche nell’area del crollo delle mura di Amelia, 2009-2011. Risultati di scavo, in Memoria Storica”, n. 52

Tania Suadoni e Andrea Lisciarelli in “Le mura poligonali di Amelia”, pubblicato sul sito web www.archeologiamedievale.it

Paul Fontaine, “Note preliminari sulle mura antiche di Amelia”, in I quaderni della Via Amerina, Provincia di Terni

AAVV, “Antichissima Ameria”, Centro Studi dell’Opera Poligonale, 2017

Alessandra Bravi, Daniela Monacchi, “Amelia Preromana e romana”, Centro Studi Via Amerina e Corridoio Bizantino, Amelia 2017

EVENTUALI POSSIBILI PROGETTI FINALIZZATI AL RECUPERO/USI POSSIBILI

Regione e Comune sono sempre alla ricerca di nuovi fondi per poter ricostruire il tratto di 20 metri crollato ma c’è anche chi dice che sarebbe meglio non ricostruire e utilizzare la breccia come ulteriore accesso al borgo storico.

 

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