Italia Nostra

Data: 27 Luglio 2010

Accolto ricorso Italia Nostra Perugia su Palazzo Grossi

Accolto il ricorso di Italia Nostra di Perugia
Illegittimo il project financing di Palazzo Grossi: l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici trasmette gli atti alla Procura Regionale della Corte dei Conti

Con Deliberazione n.44 del 19 luglio 2010, il Consiglio dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici ha accolto il ricorso di Italia Nostra di Perugia contro il project financing per la ristrutturazione dell’ex Scuola Pascoli, oggi Palazzo Grossi, nuova sede del Comune di Perugia.
L’esposto è dello scorso anno, mentre è del 13 gennaio scorso la comunicazione del Direttore Generale della stessa Autorità per la Vigilanza di apertura del relativo fascicolo contro il Comune di Perugia, notizia che Italia Nostra aveva dato alla stampa il successivo 14 gennaio.
Come si ricorderà, a tale comunicato stampa aveva reagito il Sindaco Boccali con un attacco personale al presidente di Italia Nostra di Perugia, al quale erano seguiti i comunicati di sostegno e solidarietà, allo stesso Presidente di Italia Nostra di Perugia, da parte della Vicepresidente di Italia Nostra di Perugia, Claudia Gornati De Ciuceis, del Presidente regionale di Italia Nostra, Gianfranco Angeli, della Presidente Nazionale, Alessandra Mottola Molfino, del Presidente de La Città di Tutti, Renzo Massarelli, e della Presidente di Legambiente di Perugia, Anna Rita Guarducci.
Nello stesso comunicato stampa, il medesimo sindaco Boccali dichiarava inoltre che la ristrutturazione dell’ex scuola Pascoli “è stata una operazione trasparente e del tutto regolare, frutto di scelte politiche ineccepibili e motivate, e condotta dalla struttura dirigenziale e tecnica del Comune con competenza e correttezza”.
Con la Deliberazione del 19 luglio, l’Autorità per la Vigilanza ha invece accertato il contrario:

  1. “nel caso in esame manca l’essenza di ciò che si può definire operazione di project financing; manca, infatti, la capacità dell’opera da realizzare di generare flussi di cassa mediante la gestione”;
  2. “l’utilizzo della procedura de qua, inoltre, può aver comportato un’alterazione della concorrenza nel mercato degli appalti di lavori; l’impiego improprio del project financing, potrebbe infatti, aver disincentivato le imprese che, non essendo stabilmente inserite nella realtà locale, non potevano essere competitive nel presentare, per la realizzazione dell’intervento, un’offerta la cui remunerazione dipendeva in buona parte dalla locazione dello stesso Comune, con manutenzione ordinaria e straordinaria per un periodo trentennale”;
  3. “il concessionario abbia beneficiato all’attualità della possibilità di apertura al pubblico dei locali inizialmente destinati a bar-mensa aziendale. E’ evidente come tale possibilità, derivante da variante al PRG, parte operativa, non sia riconducibile a fatti imprevedibili, come evidenziato dallo stesso esponente, ma a provvedimenti adottati dallo stesso Comune ed esuli, pertanto, dall’alea insita nella gestione, che, in positivo o in negativo, è rimessa al concessionario”.

In sostanza, la più qualificata ed importante Autorità amministrativa in materia di contratti pubblici ha accertato che: (1) il project financing per la ristrutturazione dell’ex scuola Pascoli è illegittimo; (2) l’uso improprio del project financing ha favorito le imprese locali e determinato l’alterazione della concorrenza nel mercato degli appalti dei lavori; (3) il concessionario Pascoli srl (società subentrata alla Calzoni sas di Massimo Calzoni) ha ricevuto un indebito vantaggio dalla variante urbanistica con la quale il bar-ristorante di Palazzo Grossi è stato aperto ad utenti esterni.
L’Autorità per la Vigilanza ha, quindi, disposto “la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica della Corte dei Conti per i profili di competenza”.
Sarà ora compito della Procura della Corte dei Conti di valutare il danno economico per il Comune di Perugia e di accertare le responsabilità contabili di quanti hanno assunto decisioni sul project financing (Dirigenti comunali, Sindaco, Assessori e Consiglieri comunali).

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