Italia Nostra

Data: 6 Novembre 2014

Bassano del Grappa: Appello ai sindaci interessati alla Ciclopista del Brenta

Cismon del Grappa, Valstagna, San Nazario, Campolongo sul Brenta, Solagna,  Bassano del Grappa, Nove, Cartigliano, Tezze sul Brenta, Pozzoleone, Fontaniva, Cittadella, San Giorgio in Bosco, Piazzola sul Brenta, Curtarolo, Limena, Vigodarzere, Padova, Noventa Padovana, Stra, Dolo, Mira, Mestre-Venezia

La Regione Veneto sul BURV n. 95 del 03/10/2014 ha pubblicato il bando “Fondo per lo Sviluppo e la Coessione” (FSC – che ha sostituito il Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS)  2007-2013. Asse 4 -Mobilità Sostenibile – Attuazione della linea di intervento 4.4 “Piste Ciclabili” (allegato alla Dgr 1724 del 29/09/2014), mettendo a disposizione nella programmazione regionale risorse per 35 milioni di euro.
Così potranno essere finanziati progetti, nella misura massima del 90 % della spesa,  il cui costo complessivo desunto dal quadro economico del progetto presentato, sia pari almeno a € 300.000,00 e con un importo massimo erogabile per ciascuna proposta non superiore a € 1.800.000,00.

Che dire, la teoria di biciclette è partita ma senza i corridori in sella?!

Ad oggi non si è sentito ne visto alcun Ente Locale o Ente di gestione dei Parchi e delle Riserve Naturali (soggetti beneficiari del fondo di finanziamento) parlare o ipotizzare una proposta: la scadenza per presentare le domande è il 2 dicembre prossimo! Bisogna fare in fretta, soprattutto per dare seguito alle finalità della delibera regionale “… per promuovere la mobilità sostenibile mediante la realizzazione di piste ciclabili che forniscano un apporto positivo alla risoluzione dei problemi della mobilità nelle aree urbane – periurbane e costituiscano un’opportunità di sviluppo turistico sostenibile nelle aree di pregio ambientale e culturale”.
Sono passati quasi diciotto anni quando con pochissimi amici (Eugenio Rinaldi, Mario Baruchello, Aldo Perin, e il sottoscritto) nel 1996 sfidando le intemperie e le difficoltà della strada (non saremo mai grati alla polizia stradale, ai carabinieri e alla Croce Verde per il loro eccezionale aiuto!), ma soprattutto la disaffezione degli amministratori locali abbiamo cominciato a parlare di ciclabili, di ambiente e di turismo in un momento in cui si parlava solo si superstrade e di pedemontane!
Quanti chilometri  macinati in bicicletta per andare da nord a sud,  e quante riunioni (più di 300 ne ho contate in questi lunghi anni!) per convincere gli amministratori sulla bontà del progetto e sull’ indotto economico (chissà perché all’estero fanno sempre prima!).

Lo scopo era ed è di valorizzare le bellezze storico ambientali della Valle del Brenta e della Pianura Veneta, e contemporaneamente richiamare l’attenzione delle Istituzioni sulla necessità di piste ciclabili, in questo caso con un ottica internazionale, potendo collegare Monaco di Baviera con Venezia.
Anche il solo tratto della Ciclopista del Brenta da Venezia a Trento rappresenta un itinerario ciclabile di interesse europeo. Questo itinerario rappresenta una fondamentale intersezione verso Venezia e l’Adriatico, tra piste ciclabili in via di sviluppo come la Ciclopista del Sole (Monaco-Roma) e la Ciclopista delle Dolomiti (Feltre-Lienz) già inserite nel progetto europeo del tracciato di connessione di tutte le grandi piste ciclabili denominato EUROVELO. La rete europea dell’itinerario del ciclo, è un progetto della federazione dei ciclisti europei per sviluppare 12 itinerari del ciclo di “long-distance” che attraversano il continente intero europeo.
La lunghezza totale di questi itinerari è oltre 60.000 chilometri, di cui più di 20.000 chilometri sono sul posto. Lo scopo di EuroVelo è consigliare la gente a provare ad andare in bicicletta invece di usare sempre l’automobile nei propri viaggi: la maggior parte dei tracciati su EuroVelo sono in ambito locale e sono per lo più per istruire, per rendere funzionale la visita ai luoghi, per utilizzare al meglio i negozi, o solo per svago. In linea generale la ciclopista non necessita di una nuova viabilità ciclopedonale che, per le distanze in gioco richiederebbe investimenti troppo ingenti, ma piuttosto può utilizzare percorsi stradali secondari e strade in via di dismissione, o dove proprio non sia possibile realizzare strutture autonome anche strade promiscue con il flusso veicolare minimo e regolamentato.

Non ci dimentichiamo che la Ciclopista del Brenta è perfettamente collegata alla rete ferroviaria Venezia-Trento (una volta valorizzata e attrezzata) con interscambi possibili in tutte le stazioni del percorso e con evidente sinergia in termini funzionali e di attrazione turistica. Perché dobbiamo sempre ricordare che l’itinerario si snoda lungo il fiume Brenta, in un ambiente splendido che va dai laghi di Levico e Caldonazzo sino alle colline di Bassano e prosegue poi lungo l’argine del fiume, attraversando il territorio padovano fino alla Riviera Veneziana, tra piccoli e grandi centri abitati che garantiscono l’accesso alle eccezionali ville in stile palladiano, alle preziose risorse ambientali del paesaggio, collegati ai diversi servizi necessari ai cicloturisti insediati sul territorio?
Abbiamo impiegato nove anni per sensibilizzare (accompagnando 15000 cicloamatori, bambini, famiglie, anziani e persone con mobilità ridotta per convincere gli amministratori locali) e realizzare 3,5 kilometri in Val Brenta per collegare il Trentino al Veneto sulla vecchia strada dei pellegrini che dal nord andavano in Terra Santa!

Quanto dovremo aspettare ancora per vedere realizzata la continuazione di questo sogno fino al mare? Se non ora quando?
Adesso non ci sono più alibi. I soldi ci sono. Bisogna che i sindaci si convincano e facciano in fretta la loro parte!
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Carmine Abate
Segretario Italia Nostra Sezione di Bassano del Grappa

 

 

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