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Data: 1 Febbraio 2024

ABBASSO LE ANTENNE!

In queste settimane sono giunte all’Associazione Italia Nostra di Bassano del Grappa numerose segnalazioni di cittadini preoccupati che avevano un unico denominatore: NO alle antenne ed ai ripetitori installati vicino alle abitazioni,  ai fabbricati frequentati da bambini e a beni  storico architettonici.

Sulle pagine della stampa locale e nazionale il tema delle antenne/ripetitori e dei campi elettromagnetici connessi ha fatto divampare negli ultimi anni molte polemiche verso gli amministratori locali: ricordiamo qualche anno fa il caso di Rossano Veneto che la Sezione di Bassano ha seguito con successo ma non dimentichiamo le antenne su un noto edificio pubblico, il palazzo Pretorio di  Piazzetta Guadagnin!

L’Associazione fin dall’inizio del dibattito ha sempre sostenuto in varie sedi ed in vari documenti, la sua contrarietà all’installazione di qualsiasi tipo  di “antenne  elettromagnetiche” nelle immediate vicinanze di abitazioni.

Poco importa se le delibere di installare questi apparati siano state assunte da altre  Giunte  o Consigli Comunali assai distratti. Oggi le persone che vivono  a stretto contatto con queste tecnologie (impianti di telefonia mobile, TV satellitare e radiodiffusione)  non condividono affatto queste decisioni.

Italia Nostra  ribadisce  che i cittadini  hanno il diritto  di essere informati su  scelte che coinvolgono la loro vita quotidiana, per poterle  condividerle in un confronto democratico, con un dialogo aperto tra istituzioni e cittadini, basato soprattutto in ogni caso sul principio di precauzione.

ll principio di precauzione (UNESCO) è stato adottato dall’UE nel 2005: “Quando le attività umane possono portare a un danno moralmente inaccettabile, che è scientificamente plausibile ma incerto, si dovranno intraprendere azioni per evitare o diminuire tale danno”.

L’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) ha lanciato un ‘warning’ per “il rischio di radiazioni da dispositivi di uso quotidiano” anche quando la radiazione sia sotto gli standard WHO / ICNIRP. EEA conclude: “Esistono molti esempi di non utilizzo del principio precauzionale , che hanno provocato danni gravi e spesso irreversibili alla salute e agli ambienti … le esposizioni dannose possono essere diffuse prima che ci siano prove “convincenti” di danno da esposizioni a lungo termine e comprensione biologica di come tale danno sia causato “.

Drammatica è,al riguardo ,in Provincia di Vicenza l’inquinamento da PFAS (sostanze Poli- e Per-fluoroalchiliche ) estesosi  dalla prima fonte – l’azienda Miteni di Trissino  – attraverso falde e acquedotti ad un territorio vastissimo e che proprio in questi giorni vede dichiarati come “ cancerogeni” i prodotti chimici collegati a PFAS.

In tutta Europa i nuovi capi dei governi eletti hanno incentrato le loro campagne elettorale anche sul tema dell’ambiente.

E’ significativo  citare  alcuni  documenti comunitari  EPRS/STOA 2021: STOA – Panel for the Future of Science and Technology EPRS | European Parliamentary Research Service,

«Health Impact of 5G», July.  https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2021/690012/EPRS_STU(2021)690012_EN.pdf 

Consiglio d’Europa 2011: Assemblea Parlamentare, Consiglio d’Europa, Risoluzione n. 1815 del 27 maggio 2011 «The potential  dangers of electromagnetic fields and their effect on the environment». https://assembly.coe.int/nw/xml/XRef/Xref-XML2HTML- en.asp?fileid=17994

in italiano: http://www.infoamica.it/wp-content/uploads/2012/06/Risoluzione-europea_campi-elettromagnetici.pdf

Risale al 2001 una nota informativa  STOA (Scientific and Technological Options Assessment Direzione generale degli Studi) n. 5/2001 del Parlamento Europeo sui CAMPI ELETTROMAGNETICI E LA SALUTE  in cui si leggeva:

“In base al PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, le autorità competenti debbono incentrare la propria azione sulla protezione dei cittadini dai rischi di danni causati dall’esposizione ai CEM . Il progresso tecnologico, nel senso più ampio del termine, è sempre stato associato a vari pericoli e rischi, sia presunti che reali; le applicazioni industriali, commerciali e domestiche che comportano la formazione di campi elettromagnetici (CEM) non fanno eccezione. In tutto il mondo l’opinione pubblica guarda con timore agli effetti negativi sulla salute che potrebbero derivare dall’esposizione ai CEM generati da sorgenti quali cavi dell’alta tensione, radar, telefoni cellulari e antenne telefoniche, soprattutto nei bambini. Per questo motivo, in alcuni paesi viene fermamente osteggiata la costruzione di nuovi impianti di distribuzione dell’energia elettrica e di reti per la telefonia mobile. La storia recente ha mostrato che la carenza di dati relativi agli effetti sulla salute delle innovazioni tecnologiche talvolta non è l’unica ragione per cui l’opinione pubblica osteggia tali innovazioni. Sovente  la scarsa attenzione per le differenze di percezione dei rischi è  dovuta  alle inadeguate  informazioni della comunità scientifica, dei governi e delle industrie all’opinione pubblica”.

Esposizione involontaria/esposizione volontaria. Questo è un fattore importante nella percezione del rischio, specialmente nel caso di sorgenti di radiazioni elettromagnetiche. Le persone che non usano i telefoni cellulari percepiscono come alto il rischio proveniente dai campi a radiofrequenze (RF) relativamente basse emesse dalle stazioni base dei telefoni cellulari. Tuttavia, coloro che utilizzano un telefono cellulare generalmente percepiscono come basso il rischio rappresentato dai campi a radiofrequenze generati dal telefono cellulare che usano “per libera scelta, sebbene questo emetta radiazioni più intense”.

Il documento del Parlamento Europeo citato termina con una considerazione forte che Italia Nostra ha sempre sostenuto:

Le comunità sentono di avere il diritto di sapere cosa si propone e si progetta rispetto alla costruzione di impianti CEM che potrebbero essere dannosi per la loro salute, e chiedono di avere una certa misura di controllo e di poter prendere parte al processo decisionale. Fino a che non sarà creato un sistema efficace d’informazione pubblica e di comunicazione che coinvolga scienziati, governi, industria e la popolazione, si continuerà a non aver fiducia e a temere le nuove tecnologie CEM.

L’installazione delle antenne NON PUO’ ESSERE CONSIDERATA UN’OPERA DI PUBBLICA UTILITA’ (Corte di Cass.10.10.83 n.301) in quanto la telefonia cellulare non è assimilabile alla telefonia di base e NON HA NATURA DI PUBBLICA UTILITA’ essendo solamente un servizio diretto A CATEGORIA RISTRETTE DI UTENTI rientrando, quindi, solamente tra i servizi di interesse economico generale ai sensi dell’art.90 del Trattato CEE (TAR Lazio sentenza n.3335/98).

Per i giudici amministrativi, la tutela della salute va ampliata fino a comprendere le ipotesi in cui i rilievi scientifici non raggiungano una “chiara prova di nocività a lungo termine”, per cui “occorre applicare il principio di minimizzazione, corollario del principio di precauzione di derivazione comunitaria”. Il principio della salubrità dell’ambiente deve essere inteso inoltre non solo come assenza di danno ma “anche e soprattutto come assenza di alterazione irreversibile o comunque permanente di fattori ambientali, la cui cura è affidata alla pubblica amministrazione in modo prioritario rispetto ad altri interessi”. Un’affermazione inequivocabile che nella gerarchia dei valori, la difesa dell’ambiente e della salute umana è incomparabile.

Italia Nostra ha dedicato importanti campagne nazionali al PAESAGGIO URBANO, considerato nella complessità della sua stratificazione, dai nuclei storici originari all’insediamento delle periferie sempre più dilatate nel territorio, che stentano però a diventare autonoma città moderna quando non si tratta di aree marginalizzate e residuali da abbandonare alla speculazione edilizia.

Il parere espresso in questi giorni dal Sovrintendente Fabrizio Magani  per località Merlo nei pressi della storica Villa Giusti ha un grande valore al riguardo: ” Una antenna di 34 metri non si può mascherare: va spostata…”Potrebbe sembrare irrituale ma è  assai significativo che una autorità pubblica continui  chiedendosi : “…se sia poi stato fatto tutto il possibile per tutelare la salute pubblica “.

Cinquant’anni dopo la carta di Gubbio non possiamo dimenticare che i paesaggi urbani non sono fatti solo di pietre e di fisicità, ma anche di uomini vivi!

Gli uomini hanno bisogno di storia e di bellezza, ma anche di spazi in cui essere società: nei quali incontrare, scambiare, frequentare il vicino e il simile ma anche il lontano e il diverso, il forestiero. E questo il centro abitato, con le sue piazze, le vie ed i suoi monumenti può aiutare tutto questo.

La salute di tutti ha a che fare con queste considerazioni.

Italia Nostra  preoccupata della situazione ribadisce:

NO alle ANTENNE  a BASSANO DEL GRAPPA!

Bassano del Grappa , 20 Dicembre 2023

ITALIA NOSTRA

SEZIONE DI BASSANO DEL GRAPPA

foto: Carmine Abate

Italia Nostra
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