Italia Nostra

Un castello riperduto, ovvero … a volte (i barbari) ritornano!

5 Dicembre 2024

Tra il 1411 e il 1412 il castello, perfettamente efficiente, è stato in grado di  resistere con bombarde e  balliste all’assalto degli Ungari al servizio dell’imperatore Sigismondo in guerra con Venezia. Sei secoli dopo il castello, moderatamente  inoperoso, non è stato in grado di resistere all’assalto delle nuove “macchine” da guerra!

Era il luglio di sei anni fa, mentre  si festeggiavano 1020 anni dalla testimonianza del Placito trascritto dal notaio Arnolfo, che finalmente l’area all’interno del castello veniva quasi del tutto liberata dall’assedio delle auto. In quella occasione l’Associazione rinnovava l’interesse per il vecchio progetto della Cittadella della Cultura (Italia Nostra – Bassano Città Murata, aprile  1999, promotore il compianto e mai dimenticato Giorgio Pegoraro),  dove oltre alla mostra permanente delle Città murate e centri fortificati del Veneto, c’erano anche le ricostruzioni di macchine medievali d’assedio, oltre alla programmazione di spettacoli e feste medievali annuali, ai mercati dedicati e dell’antiquariato, alle mostre temporanee a tema, alla sede dell’archivio di stato e della biblioteca civica antica,  prevedendo per il cortile del castello una semplice “area di rispetto”. (Qui alcune info sul progetto)

Citando il titolo di un azzeccato articolo di quel tempo, l’area del castello era diventata un “vuoto a rendere”, oggi invece è tornato ad essere un “pieno a perdere”!

E’ stato per lungo tempo  un luogo di parcheggio selvaggio di auto (se ne sono contate a volte più di 100!). Nel 2018  con uno slancio di virtuosa amministrazione della res publica (istruzione ed educazione come responsabilità sociale, la storia per la conoscenza e per la tutela) è diventato un luogo restituito alla collettività.

Ci avevano regalato dopo oltre vent’anni un bene comune di tutti e per il quale tutti ci eravamo impegnati a renderlo tale, una sorta di “vuoto a prendere”, declinando la convivenza civile in tutti quegli atti, talvolta anche banali o apparentemente insignificanti, di cui è fatta una giornata: il rispetto dell’ambiente urbano, da tenere pulito, da mantenere così come è, vicino alla millenaria Pieve, magari con i colori originali e togliendo qualche filo e qualche antenna di troppo!

Qualcuno si chiedeva “ riguardo all’annunciata valorizzazione del sito storico, se sia affacciato fino ad oggi alla finestra del Palazzo comunale un qualcosa che assomigli alla parola programmazione”. Ma è una questione che oggi  l’Amministrazione comunale deve porsi. Troppo facile concedere tesserini per un “parcheggio privato” per pochi eletti, più difficile pensare, programmare, restituire un luogo per renderlo fruibile a tutti i bassanesi e ai tantissimi turisti che purtroppo si fermano appena sotto l’arco delle campanelle per scattare una foto e andare via.

Provate a guardare verso il tramonto il cipresso sotto il campanile della Pieve di S. Maria in Colle, verso il profilo degli edifici che si affacciano verso la Brenta: cose semplici in ambienti semplicemente immutati dalla storia.

“C’è ancora domani”,  molti di noi saranno vecchi ed altri nasceranno. Forse ai bassanesi basterebbe così com’è, senza auto e rumori molesti, per preservarlo e consegnarlo a quelli che verranno dopo di noi fra mille anni, o forse anche solo tra cinque?

ITALIA NOSTRA

Sezione di Bassano del Grappa, Il Consiglio Direttivo