Progetto di riqualificazione urbana di aree pubbliche in via Feltre: Italia Nostra di Belluno denuncia il grave danno al patrimonio arboreo cittadino. Belluno continua ad andare controcorrente. Come già ampiamente documentato nel 2024, in occasione dell’intervento su piazza Vittime di via Fani, Italia Nostra sezione di Belluno osserva che anche per l’imminente riqualificazione urbanistica di via Feltre l’Amministrazione comunale si sottrae ad un dialogo fattivo con le evidenze scientifiche che individuano nel patrimonio arboreo cittadino un valore ambientale di primo piano: come è noto, gli alberi non sono semplici elementi decorativi dal momento che migliorano la qualità dell’aria abbattendo attorno a sé inquinanti gassosi, particelle di metalli pesanti e polveri sottili, sequestrano tonnellate di CO₂ nel corso di soli vent’anni, contrastano le isole di calore, assorbono e mitigano l’effetto della pioggia, proteggono dal rumore, rendono ogni abitato più salubre e bello, non ultimo attenuando le forme architettoniche spesso banalizzanti in voga negli anni del boom economico. La loro rimozione rappresenta una perdita grave per tutta una comunità, non ultimo anche sotto il profilo memoriale.
La progettazione
La progettazione in oggetto, purtroppo, attua con ostinazione le deplorevoli pratiche di sigillazione del suolo; soprattutto, prevede l’eliminazione di tutti i tigli maturi della via (che attualmente sfiorano i centocinquanta esemplari) e la creazione, solo in alcuni tratti, di cosiddette “isole verdi”, per un totale di meno di quaranta giovani alberi, i quali non potranno tecnicamente sostituirsi a quelli perduti nel ruolo ecologico ed estetico che viene svolto da queste vere e proprie infrastrutture ecosistemiche. Infatti, è scientificamente provato che gli alberi adulti assorbono quantità di inquinanti atmosferici da trenta a sessantacinque volte maggiori rispetto agli alberi giovani. Si tratta, dunque, di un depauperamento generale, anche in termini di biodiversità, in quanto in via Feltre la riduzione drastica del numero di alberi nei tratti in cui ora sono presenti non sarà accompagnata da piantumazioni nei punti in cui attualmente sono assenti, senza alcuna compensazione di sorta.
Il progetto esecutivo: le carenze
Come ha recentemente sentenziato il Tribunale Civile di Torino, «l’abbattimento integrale di alberature lede il diritto soggettivo alla salute» e pertanto «i comportamenti e gli atti della pubblica amministrazione sono sindacabili». Il progetto esecutivo, a tutt’oggi, non risulta corredato dalle perizie agronomiche obbligatorie per legge, indispensabili per valutare lo stato di salute degli alberi, la loro stabilità e, se del caso, la reale necessità di abbattimento.
A tal proposito, ricordiamo la sentenza n. 1076 del TAR Lombardia 12 aprile 2024 e la sentenza n. 9178/2022 del Consiglio di Stato che sanciscono il divieto di tagliare alberi senza validi e comprovati motivi, evidenziando in questo modo come sia fondamentale una seria motivazione di abbattimento legata ad effettive problematiche fitosanitarie e di stabilità di ogni esemplare, che siano ampiamente documentate da una serie di perizie tecnico-strumentali e non solo attraverso la valutazione visiva. Si tratta dunque di un provvedimento giuridico molto importante nella gestione del verde urbano perché evita l’abbattimento indiscriminato e qualsiasi intervento radicale, in quanto esso deve essere supportato da un’adeguata istruttoria tecnica. In assenza di perizie agronomiche, il progetto di riqualificazione di via Feltre è privo dei presupposti fondamentali e la realizzazione risulta potenzialmente illegittima e passibile di essere impugnata nelle aule di Tribunale.
Le richieste di Italia Nostra
Per questo chiediamo la sospensione immediata dell’abbattimento, la pubblicazione delle perizie agronomiche previste dalla legge (di cui la Sezione di Belluno ha fatto richiesta con accesso agli atti in data 17 marzo scorso), delle verifiche tecniche indipendenti e trasparenti, l’esplorazione di soluzioni alternative al taglio. Ovvero, per quest’ultimo aspetto, come ha fatto obbligo il Tribunale di Torino, laddove non fosse possibile rinunciare all’abbattimento, dilazionare gli interventi in cinque anni per quote del 20% e piantare alberi alti almeno quattro metri con un diametro di almeno 20/25 centimetri, a partire dalle tratte con meno alberi o con alberi deperienti; infine, aggiungendo anche in quote significative vegetazione orizzontale.
Altresì, sembra necessaria una seria valutazione delle specie adatte allo specifico di una via cittadina, per cui certamente quanto indicato nel Progetto (leggi «alberi nuovi tipo Pero ornamentale») appare più dettato da esigenze di bassa manutenzione, da una moda del momento lontana da argomentazioni agronomiche incontrovertibili.
L’approccio generale
Preoccupa, inoltre, l’approccio generale che, pur nel nome della sostenibilità, indica accuratamente spessori, materiali e strati di ogni settore di pavimentazione, mentre manca di indicazioni qualificate relative alla messa a dimora e alla cura successiva degli esemplari arborei, a cui va aggiunta la gestione dell’acqua di irrigazione che potrebbe essere inserita in un virtuoso ciclo di recupero delle acque meteoriche e viene invece ignorata. Italia Nostra reputa, perciò, inaffidabile nel merito la progettazione in oggetto, che in sostanza fa arretrare la città di Belluno quando invece potrebbe accogliere e realizzare gli orientamenti più avanzati.
Le osservazioni sul metodo
Italia Nostra condivide tutte le osservazioni già depositate e rese pubbliche dalle Associazioni ambientaliste presenti in provincia; sebbene riconosca che l’area abbia necessità di interventi anche infrastrutturali significativi, tuttavia la sezione di Belluno ritiene che il metodo adottato sia stato non trasparente anzi impositivo, che per di più non abbia coinvolto in modo ampio e partecipativo i cittadini residenti nonché i portatori d’interesse, soggetti qualificanti che una buona amministrazione dovrebbe avere a cuore. Come alcuni nostri concittadini hanno pubblicamente rilevato, «non si tratta semplicemente di rifare una strada ma di decidere che tipo di città Belluno vuole essere nei prossimi anni».
Alla luce del dibattito che si è definito in queste settimane, sulla base del proprio mandato statutario e delle raccomandazioni dei più importanti esperti di ecologia e gestione del verde urbano, Italia Nostra chiede che l’amministrazione della città di Belluno accolga le indicazioni suggerite e dia una svolta costruttiva che rispetti e tuteli davvero il patrimonio arboreo esistente.
Le città e i cittadini del futuro hanno bisogno degli alberi.
Il Consiglio Direttivo di Italia Nostra
Sezione di Belluno
Belluno, 10 aprile 2026
Qui l’articolo su Il Corriere delle Alpi





