Il brolo è un luogo dove si coltivano alberi da frutto, ortaggi e fiori; in genere si trova nella parte retrostante di un edificio. Termine di origine medievale, è diffuso soprattutto nel Veneto. In questo caso, però, si tratta del brolo di un convento; concepito quindi con tutta la sapienza che i frati, soprattutto nel Medioevo, avevano in fatto di agricoltura. Non dobbiamo dimenticare che essi erano i maggiori diffusori di tecniche agrarie, nel contado che stava intorno ai conventi. A Conegliano, per esempio, sono stati proprio i monaci, in particolare i Benedettini, a diffondere la coltura della vite.
Questo brolo, questo triangolo verde, ha la preziosità di trovarsi in pieno centro storico, quindi, cuore verde della città più antica. Un fazzoletto di terra racchiuso fra le mura medievali. L’orto si trova proprio sotto il muro che guarda a sud. Muro in sassi, che d’inverno incamera il calore dei raggi solari e crea un riverbero che fa crescere, anche nella stagione più fredda, il radicchio, la rucola e le piante aromatiche, che qui gli scolari vengono a coltivare. D’inverno vi fioriscono le pratoline, vi si trovano già, per esempio, tarassaco e silene.
Ma le mura medievali intorno al Brolo creano, soprattutto, un vero e proprio “hortus conclusus” che, come nelle culture orientali, può assumere un significato ed un fascino filosofico-religiosi. E’ uno spazio, infatti, che si ritaglia fuori dal quotidiano, fuori dal rumore del mondo, uno spazio raccolto e nello stesso tempo tutto al sole, apertissimo… (continua a leggere)
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