Italia Nostra

Data: 26 Febbraio 2011

Difendiamo la sopravvivenza della Laguna

La Laguna di Venezia, patrimonio di bellezza, la cui esistenza e storia è legata in modo inscindibile con la storia della città, è in grave pericolo: in questi giorni si decide in merito alla realizzazione di un nuovo mega polo logistico, nel comune di Mira, di fronte a Venezia.

L’area interessata, 4,6 milioni di terreno agricolo, è ubicata a Dogaletto, sito di grandi memorie civili veneziane: lambita da un importante ramo del Brenta, nell’819 vi sorse l’abbazia di S.Ilario ove molti dogi e procuratori di S. Marco trovarono sepoltura. Dogaletto si affaccia sulle poche formazioni barenose (terreni tabulari sommersi periodicamente dalle maree) miracolosamente ancora preservatesi in Laguna sud.

La nuova grande struttura interportuale, oltre a distruggere un’area agricola e lagunare di pregio, sito di interesse comunitario (SIC) sottoposto a vincoli paesaggistici dell’ex legge 1497 e tutelato da leggi regionali (Palav, Piano di Area della Laguna e dell’Area Veneziana), accelerebbe in modo irreparabile l’erosione e il degrado morfologico dell’intero bacino sud: per collegare la nuova zona logistica al porto (e in particolare al ventilato porto off-shore) sarebbe necessario escavare ex novo profondi canali artificiali, ed è noto che i canali industriali, fra i quali il famigerato Canale dei Petroli, contro il quale Italia Nostra si è sempre battuta, hanno eroso e mutato la Laguna sud in un piatto, profondo e indifferenziato braccio di mare.

La realizzazione della piattaforma per containers a Dogaletto non è sostenibile neppure da un punto di vista economico (se si potesse considerare un’operazione redditizia distruggere la realtà naturale su cui e grazie a cui sorse Venezia): in un’area di circa 120 chilometri insistono già altri tre interporti, sotto utilizzati e finanziati con fondi pubblici: di Padova, di Rovigo e di Verona, che infatti si sono opposti con fermezza all’interporto di Dogaletto (5 volte più grande di quello padovano). L’intera operazione, progettata da proponenti privati, fra i quali alcuni proprietari delle aree agricole, costerebbe inoltre la cifra esorbitante di 2 miliardi di euro.

Italia Nostra si appella alle autorità competenti, in particolare al presidente della regione Veneto, on. Luca Zaia, e al sindaco di Mira dott. Michele Carpinetti affinché non permettano la distruzione di quest’area, mettendo in pericolo la sopravvivenza dell’intera Laguna di Venezia, sito Unesco patrimonio dell’umanità.

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