Italia Nostra

Data: 13 Dicembre 2022

Il nuovo viadotto sul Bacchiglione in località Debba. Un progetto costoso e devastante per il paesaggio del Bacchiglione e della campagna vicentina

Il nuovo viadotto sul Bacchiglione in località Debba.
Un progetto costoso e devastante per il paesaggio del Bacchiglione e della campagna vicentina.

La realizzazione del progetto del nuovo viadotto sul Bacchiglione in località Debba, proposto per conto della Provincia di Vicenza da “Vi.abilità srl “, distruggerà una delle aree di maggior pregio ambientale, paesaggistico e storico-culturale del Bacchiglione e una parte della campagna vicentina rimasta ancora miracolosamente intatta. Infatti la realizzazione di un viadotto di 550 metri, largo 11,50 metri, a sei campate, sovrastante di sette metri la campagna degraderà irreversibilmente il contesto figurativo di Villa Rubini (opera dell’architetto Scamozzi) e rovinerà l’unicità dello storico Borgo di San Pietro Intrigogna, che vedrà sorgere a poche centinaia di metri un viadotto di circa 600 metri.

Ai piedi del Bugano la strada verrà sopraelevata fino a 1,70 m, intaccherà l’unghia del monte e il muro storico di contenimento in pietra per far partire una grande rotatoria.
Ci risulta incomprensibile come possa non essere stato tenuto in considerazione che l’intera zona interessata dal progetto è soggetta alla tutela paesaggistica di cui all’art. 142 del d.lgs n. 42 del 2004 e ss.mm.ii, classificata dal P.I. del Comune di Vicenza come zona rurale ambientale (ZTO E), sottoposta alla tutela dei contesti figurativi delle Ville Venete a norma dell’ art. 46 del PTCP e degli artt. 9 e 22 del NTA del PAT per la presenza di Villa Rubini come rappresentato nell’elaborato 2 “Carta delle Invarianti”, inclusa nella Rete Natura 2000 in quanto Sito di Interesse Comunitario; dal PAT del Comune di Longare come zona di pertinenza fluviale nel Piano d’Area Monti Berici (P.A.MO.B.)

Tutta l’area interessa coni visuali privilegiati, vedute panoramiche , contesti figurativi esistenti e segnalati, sia quelli del Monte Bugano e villa Righi-Zannini che di S. Pietro Intrigogna. Siamo alle porte di Vicenza sud, “le porte di Debba del Bacchiglione” lungo la Riviera, luogo con importanti manufatti di archeologia fluviale, con la conca di navigazione e le cascate d’acqua, anse del fiume tra le più belle, campi coltivati, borgo e borghetti storici, villa veneta e contesti figurativi.

Le simulazioni dell’opera evidenziano chiaramente lo scempio paesaggistico che verrebbe perpetrato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le prescrizioni dettate dalla Soprintendenza non serviranno a mitigare il danno grave e irreversibile che l’intervento progettato produrrà al paesaggio, come patrimonio storico culturale e ambientale.
Siamo inoltre convinti che i costi per affrontare la criticità della viabilità degli attuali ponti di Debba avrebbero dovuto essere molto meno rilevanti.

Senza devastare il paesaggio fluviale e la campagna vicentina possono essere adottate soluzioni molto più semplici ed economiche e già consolidate nella prassi.

Come sostengono e documentano il Prof. Enzo Siviero e il Prof. Michele Culatti, vi è la possibilità concreta di costruire “un nuovo ponte in affiancamento a quello storico esistente riducendo drasticamente gli impatti ambientali e paesaggistici;” è possibile, infatti, a una distanza di una decina di metri dal ponte storico, innestare un ponte con rotatoria su Viale Riviera Berica che poi si congiunge con via dei Ponti dei Debba. Il ponte carrabile non sarebbe più lungo di 35/40 metri e “il ponte storico”, una volta restaurato, e messo in sicurezza, diverrebbe pedonale e potenzialmente oggetto di valorizzazione paesaggistica”.

Una tale soluzione è già stata adottata per ridurre i costi e l’impatto ambientale con il ponte sul Canale a Battaglia Terme.
Un’altra soluzione è quella adottata per il ponte storico della Motta in località San Bonifacio, più antico di un decennio del ponte di Debba e del tutto analogo a questo.

Infatti, su progetto dell’arch. Pierdomenico Mazza approvato dalla Soprintendenza, è stata effettuata la sostituzione del ponte storico con un altro ponte, ampliando il preesistente in modo da renderlo funzionale in ambedue le corsie di marcia, mantenendo le due travature metalliche reticolari di sponda, restaurate.

Sconcerta poi il fatto che per la realizzazione di quest’opera non sussistano reali e serie motivazioni. Riguardo al traffico previsto osserviamo che:

Asserita urgenza. Esso non è affatto urgente e indifferibile. Infatti, il Piano Regionale veneto dei Trasporti 2020- 2030 non lo prevede come opera strategica. L’opera finisce nella piccola rotatoria esistente; da qui si dipartono due strette strade, su cui, in teoria, nessuno vuole far passare il traffico pesante. Invece il viadotto è progettato precisamente per il transito anche di camion. Ad oggi non vi è alcun progetto per il collegamento del viadotto con il casello sulla A4 di Vicenza Est. Va da sé che un corretto iter, anche autorizzativo, prevede che il viadotto sia progettato e realizzato contestualmente a tutte le strutture viarie relative, comprese le piste ciclabili. La Valdastico sud A31, che pure tanti danni ha creato al territorio e al paesaggio a sud di Vicenza, rimanendo ancora una cattedrale nel deserto, a Debba e nella Riviera Berica almeno ha contribuito a ridurre fortemente il traffico pesante, il più impattante e pericoloso. Ora si mira all’opposto: il viadotto si prevede richiamerà il 35% di traffico in più ed è dimensionato precisamente per ospitare anche il traffico pesante, che ovviamente dovrà attraversare l’abitato.

Modesti flussi attuali di traffico. Riguardo ai flussi di traffico, lo stesso studio del proponente (Vi.abilità) parla, nella Relazione Tecnica Illustrativa, elaborato 2, di flussi di traffico modesti sui ponti di Debba. Testualmente, tale documento recita, a pag. 39:

… sono stati svolti dei rilievi del traffico veicolare lungo le principali aste di adduzione… I rilievi sono stati condotti nell’ottobre 2010 nella fascia oraria 7:30-8:30 … il ponte sul fiume Bacchiglione in località Debba e strada Pelosa hanno un flusso relativamente modesto, di circa 400 veicoli/h.

Infine, a pag. 40 si intuisce dal segno grafico che si prevede un notevole incremento di traffico, dovuto a un prolungamento verso il casello Vicenza Est per cui ad oggi nulla è previsto.

In sintesi, il documento ammette quel che chiunque ha potuto verificare di persona, vale a dire che l’attesa presso il ponte di Debba è assai modesta anche in orario di punta, e che l’incremento di traffico previsto è in funzione a un prolungamento verso il casello del tutto ipotetico.

Per le ragioni esposte riteniamo che lo sperpero di denaro pubblico, al pari della devastazione del paesaggio, sia un fatto molto grave e inaccettabile, tanto da dovere essere posto all’attenzione della Corte.

Vicenza 06/11/2022


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