Italia Nostra

Data: 9 Febbraio 2018

Padova: impatto sulle mura monumentali del Cimitero Maggiore di Chiesanuova e sull’area vincolata del Foro Boario

Impatto sulle mura monumentali del Cimitero Maggiore di Chiesanuova e sull’area vincolata del Foro Boario di Corso Australia della proposta di viabilità della Leroy Merlin

Trasmettiamo a lei e all’arch. Pezzetta l’articolo a suo tempo pubblicato da Mario Battalliard dal titolo: “Considerazioni sulla situazione geomorfologica dell’area del Cimitero Maggiore di Padova“.

Pur essendo edotti che tale tema sia estraneo alle sue dirette competenze, crediamo che esso possa essere utile al fine di indurre alla vigilanza anche l’istituzione che lei rappresenta sull’area Monumentale Cimitero Maggiore di Padova.

Se, infatti, come nella ventilata proposta di nuovo accesso all’area del Foro Boario di Corso Australia attraverso un cavalcavia, si realizzassero le infrastrutture viarie previste dalla Leroy Merlin (uno svincolo di notevoli dimensioni e rampa in salita in adiacenza ai muri perimetrali realizzati da Daniele Donghi), si produrrebbero sicuramente effetti secondari su tale area di conclamate fragilità idrogeologiche.

L’impermeabilizzazione del suolo e il posizionamento del terrapieno di raccordo al cavalcavia indurrebbero importanti problemi di drenaggio delle acque, soprattutto durante le precipitazioni meteoriche che per i cambiamenti climatici hanno caratteri di alta intensità in tempi localizzati. Le opere idrauliche, in previsione a dette infrastrutture, per preservare perimetro e altezza di falda all’interno del cimitero, dovrebbero quindi essere ben complesse (e onerose).

lnoltre, viste e considerate le condizioni di una falda sub-affiorante, la presenza di terreni coesivi ed incoerenti fittamente alternati a depositi torbosi, di natura altamente rigonfiante, l’impatto dei lavori di scavo e riempimento per le infrastrutture potrebbero comportare delle criticità (non previste assolutamente in fase di progettazione preliminare) che metterebbero a repentaglio il già fragile e precario equilibrio idrogeologico dell’intera aerea occidentale rispetto alla linea ferroviaria Padova-Bologna, con le stesse opere dell’architetto Davanzo.

Evidentemente sarebbe più saggio, se non più serio, studiare il territorio su cui si interviene, prima di fare proposte di così importante impatto.

Ringraziandola della cortese attenzione, si porgono i più cordiali saluti.

Per il Direttivo, Paolo Pavan

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