Italia Nostra

Data: 26 Luglio 2011

Padova, Italia Nostra ricorre al TAR

Il ricorso al T.A.R. di Italia Nostra contro il progetto del’Amministrazione Comunale per il recupero funzionale del Fronte del Foro Boario e i parcheggi in piazza Rabin

Il complesso monumentale dell’ex Foro Boario in Prato della Valle, costruito nel 1913 su progetto dell’ing. Alessandro Peretti, fu uno dei  più moderni nel suo genere, con tutti i servizi veterinari, la banca, gli uffici telegrafico e postale, la sala di trascrizione e lettura e la ristorazione. Accolto con generale favore in città, come testimoniano le cronache dell’epoca è ancora oggi considerato dalla critica “uno dei migliori esempi dell’architettura padovana di primo ‘900” (Universo, 1986).

La sezione di Padova di Italia Nostra ha presentato ricorso al T.A.R. contro il progetto definitivo di recupero funzionale del Fronte dell’ex Foro Boario (chiamato “Avancorpo”), e contro la realizzazione, nella retrostante piazza Rabin, di un parcheggio interrato per 600 auto e di un parcheggio in superficie per 40 autobus, progetto approvato dalla Giunta Comunale di Padova  con delibera  n° 107 del 15 marzo 2011, in quanto tale progetto disattende le prescrizioni di tutela gravanti sul manufatto e sull’area. In primo luogo su tutta l’area  è presente un vincolo “indiretto” a tutela del Prato della Valle e della basilica di Santa Giustina, che prevede il divieto di eseguire opere che possano danneggiare “la luce e la prospettiva, o comunque possano alterare le condizioni di ambiente  e di decoro” dei monumenti citati. In secondo luogo, come da declaratoria di vincolo  trasmessa al Comune di Padova il 12 febbraio del 1999,  sull’”Avancorpo” insiste anche un “vincolo diretto” che significa che il complesso deve essere considerato un “monumento” a tutti gli effetti della tutela. Infine  l’intera area dell’ex Foro Boario fa parte  del “Sistema del Prato della Valle” per il quale il P.R.G. vigente (Art.42 punto 7 delle N.T.A.)  prevede solo “interventi di restauro e rinnovo urbano  diretto alla qualificazione fisica e funzionale degli spazi”, da realizzarsi mediante uno specifico e unitario Piano Particolareggiato, teso alla riqualificazione fisica e funzionale dell’intero Sistema del Prato della Valle e che deve prevedere: il collegamento funzionale e morfologico dell’area con il Prato della Valle e il contiguo Sistema Bastionato” e “il recupero del corso d’acqua dell’Alicorno”

Nel 2009 con delibera n°197 la Giunta Comunale ha approvato il “Piano Particolareggiato dell’area” redatto dal  arch. Sergio Crotti che per quanto riguarda il Fronte dell’ex Foro  prevede  “il recupero dei corpi di fabbrica costituenti il fronte  preesistente, con interventi di restauro delle facciate esterne” e la possibilità della  “chiusura, con soluzioni architettoniche adeguate, dei portici esistenti, pur mantenendo la permeabilità tra le aree a Nord e a Sud del medesimo Fronte, nel rispetto degli schemi di Piano”. Inoltre, nella “scheda grafica normativa” si prescrive che  “Il fronte del Foro Boario, conservato, restaurato e riabilitato per le utilizzazioni previste, dovrà mantenere integro l’aspetto rappresentativo tradizionalmente noto ai cittadini.”

Che in realtà per lo stesso Crotti la chiusura i portici non sia comunque compatibile con le caratteristiche del monumento è dimostrata dai suoi stessi “schemi di Piano” in cui  vengono chiaramente indicate  le direttrici della  “percorribilità dei suoli” le quali, attraverso i portici dell’Avancorpo, collegano il Prato della Valle con l’interno dell’area ex Foro Boario (attuale piazza Rabin) e raggiungono il velodromo Monti,. sottopassando anche i progettati nuovi edifici da realizzarsi nell’area. Dal piano Crotti derivano, quindi, indicazioni precise sia per il rispetto del collegamento funzionale e morfologico dell’area dell’ex Foro Boario con il Prato della Valle (e  viceversa), indicazioni altrettanto precise sia per il mantenimento della permeabilità tra le aree a Nord e a Sud del sistema,  sia per il restauro del Fronte. Contrariamente alle citate puntuali  prescrizioni di tutela e alle indicazioni del Piano Crotti, il progetto definitivo approvato dalla Giunta prevede:

– il tamponamento con vetrate di tutti  i  4 loggiati

– l’ampliamento e la trasformazione in porte di ingresso alle attività commerciali di quasi tutte le finestre del piano terra, anche di quelle nei loggiati, per consentire l’accesso alle previste nuove attività commerciali

– la realizzazione di nuovi corpi dietro ai due volumi laterali che raddoppiandone lo spessore e sovrastandoli, ne snaturano  completamene forma e significato

– la realizzazione sulle terrazze di passaggi vetrati di collegamento fra i corpi principali che attraversano anche il vuoto del corpo di ingresso.

Risulta a tutti evidente che la progettata chiusura dei loggiati comporta  la cancellazione di uno dei principali elementi qualificanti e caratterizzanti del  Sito e del Monumento, ossia la permeabilità e percorribilità fisica (oltre che visiva) fra il Prato della Valle e l’area del ex Foro Boario,  e che le modifiche/alterazioni all’Avancorpo, palesemente estranee al concetto stesso di “restauro”, ne stravolgono completamente  l’immagine tradizionale “nota ai cittadini”. Ambiguo e non convincente appare il comportamento della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici del Veneto Orientale, che su due progetti sostanzialmente identici (come pubblicamente riconosciuto sia dall’Assessore alle Infrastrutture sia dalla progettista), si è espressa con giudizi antitetici: in prima battuta, in data  09.07.2010  dichiarava non ammissibili le opere del progetto e successivamente, il 25.01.2011,  le autorizzava, pur riservandosi successive valutazioni del progetto esecutivo, che  peraltro non risultano ancora espresse. Infine dal provvedimento di vincolo indiretto si desume che la salvaguardia del monumento “Prato della Valle e della Basilica di Santa Giustina” dovrebbe prevedere innanzitutto l’eliminazione del traffico di attraversamento  in Prato che è elemento di separazione dell’unità della piazza. Invece, il progetto definitivo, assentito dalla Soprintendenza e approvato dalla Giunta Municipale, non soltanto  prevede il mantenimento del  traffico di attraversamento nel Prato della Valle, ma in più situa l’accesso ai parcheggi proprio dal Prato della Valle e da via 58° Fanteria lato Santa Giustina e questo stato di fatto si protrarrà per almeno 30 anni, tempo minimo della concessione che prevedibilmente sarà soggetto a dilatarsi in quanto  eventuali ulteriori interventi di  “bonifica archeologica”, molto probabili data la presenza della via Annia, saranno monetizzati alla Concessionaria con l’allungamento dei tempi della concessione. Per quanto riguarda Piazza Rabin, per la quale il progetto approvato conferma la presenza di un parcheggio per 40 pullman in superficie, il futuro non appare molto dissimile  dalla  squallida situazione attuale, solo forse peggiorata dalla presenza delle torrette di aerazione e di ogni altro elemento necessario al funzionamento del parcheggio interrato destinato alle auto. Siamo in presenza di un  progetto certamente molto distante dalla auspicata “riqualificazione fisica e funzionale dell’intero Sistema del Prato  della Valle” auspicata dal P.R.G. vigente, e infine lo stombinamento dell’Alicorno appare elemento strumentale finalizzato al rispetto formale delle norme. A nostro avviso il fronte del Foro Boario, dopo essere stato sottoposto a interventi di manutenzione straordinaria (con l’eliminazione di tutte le inferriate, per riproporre l’immagine originale), dovrebbe essere destinato ad usi civici, e l’area di piazza Rabin dovrebbe essere interessata da un ben più stimolante progetto di riqualificazione paesaggistica.

Padova 11.07.11

la presidente, Maria Letizia Panajotti

Foro Boario, prospetti

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