ovvero, come fa una iniziativa privata senza alcuna utilità pubblica ad ostacolare il restauro del più importante e pubblico monumento di Bassano?
Da sempre Italia Nostra considera strategica l’educazione e la formazione sui temi del paesaggio, l’ambiente e i beni culturali nella convinzione che solo cosa si conosce si può tutelare e valorizzare. Il Ponte degli Alpini è un patrimonio non solo dei bassanesi ma dell’umanità intera!
La restituzione della memoria potrebbe essere uno slogan ma vuole invece richiamare la consapevolezza per il restauro ed il recupero del patrimonio di un monumento o di un’opera d’arte. La conoscenza e la conservazione sono essi stessi già innovazione sia nell’uso dell’artigianato quanto nell’uso e nell’evoluzione di strumenti e di tecnologie per l’analisi.
In primis va salvaguardata la sicurezza e la stabilità dell’opera, del suo cantiere e delle maestranze coinvolte sia in relazione alla complessità prevista nei lavori che per la delicatezza dell’ambiente-fiume nell’alveo della Brenta.
Non va dimenticato che dobbiamo al patto uomo-natura se il paesaggio in cui il Ponte si inserisce è rimasto un unicum nel tempo contribuendo non solo ad essere riconosciuto come una icona intatta del meraviglioso territorio veneto ma anche la base identitaria della comunità che ci vive.
E’ bene mettere in evidenza la contraddizione fra il riconoscimento di territorio di particolare pregio ambientale e la modifica radicale dei luoghi con le derivazioni idrauliche nel canale e nel fiume a pochi passi dal Ponte degli Alpini per costruire una centralina idroelettrica, perchè:
deturpa il paesaggio, deturpa il fiume, deturpa il castello, deturpa il ponte degli alpini, deturpa la città, deturpa un bene comune, deturpa la coscienza cittadina.







