Italia Nostra

Data: 22 Giugno 2020

Venezia difende le dune degli Alberoni: raccolte in pochi giorni quasi 10.000 firme

“Venezia difenda le dune degli Alberoni”, questo il titolo della mobilitazione, lo stesso della petizione, che, lanciata on-line ha già raggiunto quasi 10.000 firme. Nell’ultimo fine settimana le iniziative pubbliche organizzate dalle associazioni ambientaliste hanno diffuso ulteriormente la questione e un ricorso all’Unione Europea potrebbe essere la prossima mossa studiata Italia Nostra, Venezia Cambia, Lipu, Estuario Nostro, Wwf, Comitato Ambientalista Altro Lido per bloccare la realizzazione di un nuovo stabilimento balneare privato.

Le Dune degli Alberoni, al Lido di Venezia, rappresentano uno fra i sistemi dunali meglio conservati dell’Alto Adriatico. La presenza di particolari specie di flora e fauna, uniche in tutto il Mediterraneo, rendono questa zona naturale una vera “cattedrale di biodiversità”, che è sopravvissuta alle aggressioni che hanno compromesso quasi ovunque gli habitat di dune marittime del litorale veneto. La gestione naturalistica messa in atto fino al 2017, attenta anche ad una fruizione consapevole dell’area, ha permesso la protezione e l’evoluzione naturale dell’apparato dunale, che negli ultimi 20 anni ha aumentato la sua estensione e la ricchezza naturalistica. All’interno dell’area individuata come ZSC e ZPS delle Dune degli Alberoni, protetta dalle Direttive Europee denominate “Habitat” 92/43/CEE e “Uccelli” 2009/147/CEE, è stato recentemente approvato dal Comune di Venezia il progetto per la realizzazione del nuovo stabilimento balneare “Aquarius”, oggi già in fase di realizzazione.

“Questo atto rappresenta un evidente sfregio all’ambiente naturale – si legge nel testo del comunicato che accompagna la petizione –  e dimostra una scarsa considerazione delle norme comunitarie di tutela, la cui applicazione ha lo scopo di testimoniare l’esistenza di habitat e specie rare, come il fratino, e di preservarne la vitalità, proteggendoli dall’intervento antropico. Il consumo di suolo causato dalla costruzione dei nuovi edifici, gli scavi eseguiti per l’esecuzione del sistema di smaltimento delle acque reflue e la conseguente produzione di rifiuti, hanno già determinato, in questo contesto delicatissimo, un impatto negativo sul sistema dunale con potenziali ulteriori gravi danni agli habitat di interesse comunitario che lo costituiscono, uno dei quali anche prioritario, l’habitat di “dune grigie”.

La frammentazione e la modifica del sistema dunale rischiano di provocare oltre all’estinzione di specie vegetali ed animali, anche la perdita di importanti servizi ecosistemici, tra i quali, ad esempio, la protezione del centro abitato degli Alberoni dalle mareggiate, come è risultato chiaro anche in occasione del recente ed eccezionale evento alluvionale di enorme impatto su Venezia del 12 novembre 2019.

“Chiediamo quindi di sospendere al più presto i lavori, di rilocalizzare le strutture di servizio fuori dell’ambito dunale e di attuare una stretta regolamentazione dell’accesso alle dune circostanti, che al momento non è per niente garantita. – sottolineano le associazioni – Considerata la grave Crisi Ecologica e Climatica in corso, chiediamo inoltre al Comune di Venezia ed alla Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio di bloccare l’attivazione o il rilascio di nuove concessioni balneari e delle relative licenze edilizie all’interno dell’area ZSC-ZPS e dell’Oasi naturalistica delle Dune degli Alberoni, al fine di poter garantire la conservazione di quel sistema naturale prezioso da un punto di vista ambientale, sociale ed economico”.

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