Italia Nostra

Data: 20 Ottobre 2013

Verona: i parcheggi di fronte alla fiera

La giunta comunale di Verona sta sciupando, anzi ha già sciupato,  l’opportunità di progettare una porzione di città, la cosiddetta Verona sud, che avrebbe potuto aumentare la qualità urbana dell’intero territorio cittadino. Il tentativo di scorporare l’area di Verona sud dal resto del territorio veronese per considerarla come la zona di maggiore attrattiva per le attività speculative, era iniziato negli anni ottanta e definito con il famoso piano Barbin, quando la città era governata dalla D.C. e dal P.S.I.; proseguito poi durante le due amministrazioni Sironi e nella prima amministrazione di centro sinistra guidata dal sindaco Zanotto; la giunta Tosi – Giacino ha concluso,  peggiorandolo, un vecchio disegno speculativo.

Da un primo e sommario calcolo si evince che saranno realizzati complessivamente sull’intera zona, circa quattro milioni di mc, di cui circa un milione di edifici residenziali e circa tre milioni tra direzionale, commerciale e alberghiero. Nessun intervento è stato ipotizzato per migliorare e riequilibrare la qualità urbana della zona, ma solo per fare cassa. Nella stessa area del deposito merci delle Ferrovie, dove si potrebbe realizzare un grande parco urbano, con benefici ambientali e climatici e servire come elemento di ricucitura tra le zone sud ed ovest della città, si ipotizzano nuove strade, nuovi parcheggi e nuove costruzioni.  Come sostiene Sergio Mantovani, va tenuto conto che il quartiere vanta un credito di 300.000 mq di verde, ottenuto con le licenze edilizie. Si perde l’opportunità di realizzare un parco per costruire parcheggi che già esistono di fronte alla fiera, ma che la politica urbanistica del duo Tosi – Giacino, intende ridurre per permettere la realizzazione di un nuovo polo commerciale di 8.500 mq.

La zona della fiera avrebbe bisogno di essere decongestionata e non aggravata di altro traffico. Ancora una volta si è voluto accogliere la richiesta di un gruppo privato, senza considerare la complessità dell’intero territorio comunale con le relative esigenze e necessità. Anziché redigere un piano cui i differenti operatori si sarebbero dovuti adeguare; la pubblica amministrazione ha preferito accogliere le varie richieste dei privati, realizzando una sorta di eterogeneo abito di arlecchino, che in futuro procurerà parecchi squilibri al territorio. In quinta circoscrizione, l’87% del totale delle aree nel Piano degli Interventi, per quasi 435.000 mq, sono commerciali. Sono previsti centri commerciali alle ex Cartiere, alla Manifattura Tabacchi, alle  Officine Adige,  all’ex Biasi con l’Ikea, alla Palazzina e in altre zone della quinta circoscrizione.

Nel momento in cui si è deciso di lasciare la fiera nella sua sede attuale, sarebbe stato necessario dotarla di spazi e di servizi adeguati per permetterle di essere competitiva con le altre sedi nazionali ed europee. Il rischio è di perdere  manifestazioni importanti come il Vinitaly. Queste scelte non sono giustificate neppure dall’esigenza di fare cassa. Gli errori e gli eccessi saranno pagati in futuro dalla collettività in modo più gravoso e pesante di quanto il Comune abbia incassato. L’assessore sostiene che solo un terzo dell’area, 8.500 mq, sarà ceduto, ma non considera tutto il flusso di traffico che un  altro polo commerciale attirerà di fronte alla fiera. Il consigliere Bertucco ha fatto notare che in  tutta la provincia di Verona, attualmente, le aree commerciali occupano 144.000 metri quadri e che nella sola Quinta Circoscrizione, quella di Verona sud, il Piano degli Interventi ne prevede adesso altri 432.233.

Giorgio Massignan

Presidente della Sezione di Verona di Italia Nostra

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