Serre di Parco Querini: si inaugura il bar tacendo dei due ricorsi promossi da Italia Nostra e Civiltà del Verde ed ammessi dal Consiglio di Stato.
Le serre di Parco Querini, o meglio: quel poco che rimane dell’antica struttura fatta realizzare nei primi decenni dell’Ottocento dall’allora proprietario conte Antonio Capra (il progetto va attribuito a Giuseppe Jappelli, lo stesso architetto e ingegnere idraulico che ha progettato, tra le altre cose, il giardino Treves di Padova Cittadella Vigodarzene Valmarana a Saonara), ospiteranno a breve una caffetteria gestita dall’associazione Agendo che a Vicenza, da anni, si occupa di inclusione sociale.
La vicenda
Detta così potrebbe sembrare una bella notizia, persino ottima, se non fosse che su quell’edificio, di proprietà comunale, grava il peso di due ricorsi al Consiglio di Stato avanzati da Italia Nostra e Civiltà del Verde nel febbraio 2020 e che lo stesso Consiglio di Stato, con provvedimento n. 822 del 16 aprile 2025, pubblicato il 31 luglio scorso sul portale web “Giustizia Amministrativa”, ha accolto con parere positivo.
Il decreto del Presidente della Repubblica
Si attende ora il decreto firmato dal Presidente della Repubblica che renderà il parere obbligatorio e vincolante in modo insindacabile. Lascia stupiti che il Comune di Vicenza, pur conoscendo l’esito dei ricorsi, si mostri del tutto incurante delle procedure amministrative che prevedono come minimo l’attesa della pubblicazione del decreto del Presidente che si adeguerà al parere vincolante del Consiglio di Stato. Ogni utilizzo dell’edificio in questa fase appare quanto mai improvvida e scorretta.
I ricorsi
Ma cosa contenevano i ricorsi avanzati da Italia Nostra e Civiltà del Verde? I ricorsi rappresentano innanzitutto l’atto conclusivo di una lunga e faticosa battaglia a cui hanno aderito migliaia di cittadini (sono state raccolte firme, organizzati incontri informativi e conferenze stampa) in difesa del progetto di restauro conservativo delle antiche serre e, più in generale, del contesto del parco, confortati anche dal parere di ICOMOS che per conto dell’UNESCO, nel 2024, ha esaminato il progetto esprimendo un giudizio inequivocabilmente critico e preoccupato per «l’impatto negativo sull’autenticità e integrità del bene e sul suo Eccezionale Valore Universale» (ICOMOS Technical Review, 17 gennaio 2024, pag. 17).
La costruzione di un nuovo edificio
Un restauro conservativo filologico trasformato, per volontà del Comune, senza motivazione logica e tecnica, nella costruzione di un nuovo edificio che ingloba le preesistenze e che avrebbe dovuto essere completato con la costruzione (in parte ora purtroppo già realizzata) di altri manufatti dove collocare bar e ristorante. I ricorsi avanzati dalle due associazioni vicentine denunciavano che il progetto aveva subito, dalla fase preliminare a quella esecutiva, importanti modifiche, ultima delle quali (quella impugnata) nella parte di copertura (essendo più alta di 35 cm per tutta la sua estensione spaziale), alterando così la fisionomia dell’edificio e il suo impatto sul parco: due condizioni che richiedevano il rilascio da parte della Soprintendenza, prima dell’avvio dei lavori, di autorizzazione paesaggistica trattandosi di un bene vincolato inserito in un contesto, Parco Querini, esso pure protetto e sottoposto a stringenti misure di tutela. Il Comune ha invece scelto di agire ignorando gli obblighi di legge, dunque in modo illegittimo, portando a compimento un intervento edilizio che, di fatto, questo è l’esito implicito del parere del Consiglio di Stato, è da considerarsi abusivo e, in quanto tale, andrà demolito e ripristinato nello stato precedente alla Variante illegittima quando verrà pronunciato il decreto presidenziale sulla base del parere del Consiglio di Stato.
Il vincolo paesaggistico
Com’è noto, infatti, un edificio realizzato in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, senza la necessaria autorizzazione (di cui agli artt. 146 e 181 del D.Lgs. 42/2004), è considerato abusivo, seppure in possesso di permesso di costruire o di altro titolo edilizio. L’autorizzazione paesaggistica è infatti un atto autonomo e obbligatorio e deve essere richiesta e concessa prima dell’avvio dei lavori. In assenza di nulla osta paesaggistico, il permesso di costruire è inefficace e non è sanabile con una semplice sanatoria edilizia (art. 36 D.P.R. 380/2001). Viene dunque da chiedersi cosa abbia spinto le giunte comunali che si sono succedute (Variati, Rucco e ora Possamai) chiamate ad operare nell’interesse dei loro cittadini a infierire su un bene di tale importanza storica e culturale facendo oltretutto uso, a più riprese, di risorse economiche pubbliche (fondi Cassa Depositi e Prestiti, Bando Periferie, PNRR per un ammontare di circa 2 milioni di euro). Si tratta di una risposta che abbiamo cercato a lungo senza poterla individuare.
Il parere del Consiglio di Stato
Troviamo invece, immutata, la volontà di celare fatti importanti e gravi come quelli deducibili dal parere del Consiglio di Stato, e altri che attengono ad aspetti come l’accessibilità e la sicurezza dei luoghi. Colpisce il coinvolgimento di una del tutto ignara associazione di volontariato in una vicenda dai risvolti complessi e rischiosi, oggi tutt’altro che chiusa, anzi destinata, se queste sono le premesse, ad aggravarsi. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Mai detto fu più calzante per descrivere il contesto in cui ci troviamo. Eppure, malgrado tutto, confidiamo ancora nel buon senso e ci aspettiamo dall’Amministrazione comunale comportamenti coerenti con i principi di Legalità, Trasparenza e Buona Amministrazione.
Non appena verrà sottoscritto il decreto presidenziale in accoglimento del parere vincolante del Consiglio di Stato con le successive determinazioni, i cittadini sensibili e interessati potranno partecipare ad un incontro pubblico di illustrazione e approfondimento del caso delle serre di Parco Querini così da chiarire i molti aspetti che contraddistinguono la poco edificante vicenda sopradescritta che auspichiamo possa essere ricondotta, quanto prima, nel giusto binario.
| Maria Grazia Pegoraro | Monica Toffanetto |
| Presidente di Italia Nostra Vicenza APS | Presidente di Civiltà OdV |




