Italia Nostra

Data: 12 Agosto 2016

Villa Tonello detta Villa Margherita (Recoaro Terme): segnalazione per la Lista Rossa

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Indirizzo/Località: Via Fonti Centrali 1 – Recoaro Terme (Vicenza)

Tipologia generale: villa

Tipologia specifica: lussuosa villa della metà dell’Ottocento situata all’ingresso meridionale dello stabilimento balneo-idroterapico di Recoaro Terme

Configurazione strutturale: complesso gioco di solidi che un basso basamento lapideo rialza interamente dal terreno

Epoca di costruzione: XIX sec.

Uso attuale: il complesso oggi è inutilizzato e in grave stato di abbandono

Uso storico: fu dimora estiva della regina Margherita di Savoia, divenne succursale dello storico albergo Giorgietti, venne utilizzata poi dall’Istituto Professionale Alberghiero di Stato e in seguito ospitò gli uffici amministrativi del complesso termale.

Condizione giuridica: proprietà della Regione Veneto

Segnalazione: del 5 agosto 2016 – Sezione di Schio di Italia Nostra – schio@italianostra.org

Motivazione della scelta: Villa Tonello a Recoaro Terme – conosciuta anche come Villa Margherita – è uno dei tesori dell’architettura italiana della seconda metà dell’Ottocento. Fu realizzata tra il 1863 e il 1868 dall’architetto Antonio Caregaro Negrin. Situato in posizione panoramica all’ingresso meridionale dello stabilimento balneo-idroterapico del centro prealpino, al di là del torrente Prekel, l’edificio propone un complesso gioco di solidi che un basso basamento lapideo rialza interamente dal terreno.

La fronte è volta a oriente e mostra un corpo centrale a due piani racchiuso tra due torri angolari a impianto poligonale, di cui una sopraelevata rispetto al resto della costruzione. Una stretta scalinata tra poggi conduce a una loggia di tre arcate sorrette da colonne composite, mentre il piano superiore si articola in un ballatoio con balaustra a trafori che congiunge le due torri. Sulla parete di fondo di entrambi i piani si aprono due finestre centinate e nel mezzo una nicchia. Sul versante settentrionale l’asimmetria della composizione viene ribadita da una scala a due rampe addossata al settore di sinistra, percorso da tre assi di aperture, cui segue un breve avancorpo centrale rialzato, con nicchie occupate dalle statue celebrative del conte Lelio Piovene – scopritore nel 1689 delle proprietà terapeutiche dell’acqua proveniente dalla fonte Lelia – e della personificazione della fonte Lorgnia, e una più contenuta porzione di superficie a un asse sulla destra. Il breve voltatesta occidentale presenta solamente due assi di finestre, mentre più ricca di aperture e mossa appare la facciata sud, che avanza in corrispondenza dell’ingresso in un portico sostenuto da un pilastro e terrazzino superiore con parapetto lapideo.

Tutte le aperture dell’edificio hanno cornice neorinascimentale ad arco su pilastri, con elementi acroteriali a motivi floreali, mentre testine sporgono dai serramenti in legno. Altri elementi in stucco decorano le pareti, segnate da fasce orizzontali e da bianche riquadrature geometriche, in contrasto con il color ocra dell’intonaco. La torretta poligonale, che si alza su tre piani nell’angolo sud-est, è conclusa da un’altana coperta da una struttura in vetro. Gli interni sono stati alterati più volte nel secolo scorso; rimane l’ampio vano scale al centro dell’edificio, che disimpegna tutte le stanze distribuite ai vari piani. Si conserva anche qualche pavimento alla veneziana, decorato con motivi geometrici o floreali.

La villa venne realizzata per Giuseppe Tonello di Trieste tra il 1863 e il 1866 da Antonio Caregaro Negrin (1821-1898), che qui rivela la sua cultura veneta e tardoeclettica, giungendo a risultati che anticipano il Modernismo di fine secolo. Le cronache dell’epoca la ricordano successivamente come lussuosa dimora estiva della regina Margherita di Savoia, che vi ospitava eminenti personalità, e poi come succursale dello storico albergo Giorgietti. Utilizzato in seguito dall’Istituto Professionale Alberghiero di Stato, che ne ha sconvolto irrimediabilmente gli interni, l’edificio ospitava gli uffici amministrativi del complesso termale. Gli ultimi restauri conservativi risalgono ai primi anni novanta.

Proprietaria dell’immobile è la Regione Veneto. L’accessibilità non è consentita a causa dello stato di degrado.

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