Nazionale

09-07-2020

Sicilia delenda est?

Noi di Italia Nostra abbiamo già affermato, con nettezza, di trovarci di fronte ad un disegno di legge (“Disposizioni in materia di beni culturali e di tutela del paesaggio” – primo firmatario Sammartino) irricevibile e inemendabile. Un dispositivo di legge con la sottesa, scriteriata volontà di smontare il sistema delle tutele dei nostri beni culturali e ambientali. Un ddl incostituzionale e comunque pericoloso. 

Il testo definitivo del DDL dopo le modifiche apportate in Commissione è da respingere integralmente. Tali modifiche, infatti, non cambiano il carattere incostituzionale della proposta legislativa originaria, ma anzi ne aumentano la sua pericolosità nei confronti della tutela del patrimonio culturale e paesaggistico della Nazione conservato in Sicilia.

Appare grave l’illegittimità costituzionale manifestata dalla volontà del legislatore regionale di travalicare i limiti imposti dalla gerarchia delle leggi espressa nel volere modificare norme nazionali di tutela discendenti dall’attuazione del principio costituzionale dettato dall’articolo 9 e perciò esse stesse recepite immediatamente dalla legislazione regionale. È grave dichiarare già al comma 1 dell’art. 1 che le disposizioni del codice “continuano ad applicarsi nel territorio della regione, fatte comunque salve le diverse disposizioni introdotte dalla presente legge”. Quale Codice applicheranno i funzionari delle soprintendenze siciliane: quello vigente in tutto il territorio nazionale o la variante sicula in formato Bignami?

Travalicando i limiti della potestà legislativa sancita dallo Statuto, le norme proposte attuano uno smantellamento dei compiti istituzionali degli istituti regionali di tutela. L’art. 6 riduce il parere tecnico-scientifico delle soprintendenze in tema di autorizzazione sui beni culturali regionali ad un mero accordo tra amministrazioni. Si era provato a fare lo stesso a livello nazionale con la cosiddetta Legge Madia: il tentativo fallì perché tale norma è stata riconosciuta come chiaramente anticostituzionale. Ora la si ripropone in Sicilia. Inquietanti gli articoli riservati agli istituti e luoghi della cultura – dall’art. 9 all’art. 13 – che prefigurano una completa privatizzazione delle loro tutela e valorizzazione, compiti istituzionali che andrebbero invece separati, come previsto dal Codice, dalle attività di gestione.

Sul tema delle reti museali l’art. 20 trasforma importanti musei transitati 40 anni fa dallo Stato alla regione, quali i musei archeologici di Agrigento, Gela, Camarina, e il museo Pepoli di Trapani, in musei non regionali, fagocitati nelle megastrutture burocratiche definite impropriamente “parchi archeologici”. Ci domandiamo perché, quindi, il legislatore abbia proposto di istituire il sistema museale regionale se poi gran parte dei musei istituiti dalle leggi regionali 80/1977 e 116/1980 verrà assorbito dal sistema dei parchi archeologici, snaturandone peraltro i compiti di tutela territoriale, e trasformandoli in contenitori vuoti attraverso i quali gestire i custodi e far transitare risorse destinate ai privati.

Si segnala con forte preoccupazione la parte relativa al personale dell’amministrazione regionale dei beni culturali. L’articolo 55 del DDL, aggiunto in Commissione, che si intitola “Sezione tecnica dei beni culturali”, lungi dal rappresentare un tentativo di  ripristino del ruolo tecnico dei beni culturali, contiene solo un generico richiamo ad una norma già prevista dalla L.r. 10/2000 che prescrive l’istituzione di settori specifici all’interno del ruolo unico.

Si ritiene invece pericolosa la possibilità di indire nuovi concorsi in modo generico per la dirigenza e per il comparto dei beni culturali. Prima di procedere a nuovi concorsi è infatti indispensabile risolvere l’anomalia della terza fascia del ruolo unico. Stante la situazione attuale gli eventuali vincitori dei concorsi per dirigenti avrebbero il diritto ad essere inquadrati nella seconda fascia della dirigenza, superando in tal modo dirigenti di terza fascia con anzianità trentennale di servizio.

Per quanto invece attiene il comparto, la possibilità di nuovi concorsi è solo propagandistica, perché impedita dal fatto che non esiste in atto una pianta organica del Dipartimento regionale dei beni culturali che riconosca i profili professionali specifici dei beni culturali analoghi a quelli riconosciuti dall’organigramma del MIBACT e dalla normativa sui professionisti dei beni culturali contenuta nell’art. 9bis del Codice, peraltro riaffermata in modo del tutto pleonastico all’art. 14, essendo questa una copiatura non necessaria del Codice stesso. Un effettivo ripristino del ruolo tecnico dei beni culturali presuppone invece la rideterminazione della pianta organica del comparto del personale regionale dei beni culturali adeguata ai compiti istituzionali previsti.

In ultimo si contestano le norme relative alla tutela paesaggistica – dall’art. 48 all’art. 53 – con le quali si riduce la potestà di autorizzazione delle soprintendenze, escludendo dalle autorizzazioni paesaggistiche le procedure semplificate previste del DPR 31/2017. Preoccupa il fatto che tali norme prefigurino l’interpretazione del Piano Paesaggistico Regionale non tanto come fondamentale strumento di tutela del paesaggio e dei suoi valori culturali, storici e ambientali, così come chiaramente previsto dal Codice, quanto di strumento urbanistico per la realizzazione di grandi opere che, al contrario, possono portare a modificare e danneggiare gravemente lo stesso paesaggio siciliano. Si ribadisce infine la pericolosità delle norme contenute in tali articoli con le quali si intende modificare il procedimento di approvazione del Piano Paesaggistico Regionale, costituendo pertanto un reale pericolo di annullamento del faticoso iter di approvazione dei Piani d’Ambito oramai quasi concluso, dopo vent’anni dal suo avvio.

Pertanto, Italia Nostra conferma l’assoluta contrarietà a questo DDL, invitando, ancora una volta, i deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana a non votarlo.

 

Prof. Leandro Janni, Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

Italia Nostra_Osservazioni al DDL BENI CULTURALI_luglio 2020

(ALLEGATO – https://www.italianostra.org/assemblea-regione-siciliana-ddl-sui-beni-culturali-e-incostituzionale/)

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