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16-02-2016

Soriano Calabro, Convento di S. Domenico: interventi edilizi “irrituali” (abusivi?)

Italia Nostra invita tutte le Istituzioni preposte alla tutela a verificare la legittimità degli interventi

In occasione di una recente visita al Convento di S. Domenico nel Comune di Soriano Calabro (VV), da parte di alcuni soci dell’Associazione Italia Nostra Onlus, sezione di Reggio Calabria, si è preso atto, della completa rimozione dell’intonaco, di considerevoli aree, della facciata principale e laterale del complesso Conventuale, oggi sede Comunale, senza che siano stati posti in essere i necessari interventi protettivi del corpo murario. Trattandosi, infatti, di muratura in pietra con leganti a base di calce, è altissimo il rischio che la stessa, sottoposta all’azione degli agenti atmosferici, con il passare degli anni, subisca effetti disgregativi e cedimenti se non idoneamente trattata. Proseguendo nella visita, sono stati riscontrati lavori in corso, ad opera dell’Amministrazione Comunale finalizzati alla completa rimozione dell’intonaco di alcune pareti interne dello scalone nobile.

Italia Nostra, Associazione nazionale, che sin dal 1955 porta avanti battaglie di tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione, non avendo contezza se dette attività abbiano ottenuto i necessari pareri da parte della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Calabria, con la presente, sottopone all’attenzione dell’opinione pubblica ed alla sensibilità delle Istituzioni competenti, la necessità di un immediato intervento per la tutela del patrimonio artistico monumentale secolare costituito dal Convento di S. Domenico in Soriano in ottemperanza al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio D. Lgs. N. 42 del 22 gennaio 2004 cui tutte le Amministrazioni pubbliche devono obbligatoriamente attenersi, e se non ancora assoggettato da specifico Decreto di vincolo, valutare la possibilità di tutelare detto patrimonio culturale ai sensi dell’art.10 della Legge n°137 del 6/07/2001.

Il convento, tra i più importanti in Europa, fu eretto dai Padri Domenicani all’inizio del 1500,  e distrutto dal terremoto del 1783. Buona parte dell’edificio è stata successivamente recuperata e utilizzata come palazzo municipale e come Biblioteca; un settore dello stesso è stato destinato all’edificazione della nuova chiesa di San Domenico eretta nel XIX secolo e, recentemente , una sezione è stata inoltre utilizzata per l’allestimento di un l Museo dei marmi, che raccoglie numerose opere relative al complesso conventuale di San Domenico.

Pertanto, alla luce dell’importanza del sito, meta di turisti provenienti da tutto il mondo, è palese che qualsiasi intervento su tale complesso conventuale va accompagnato da un’adeguata progettazione di restauro conservativo che rispetti da un lato l’identità del manufatto e dall’altra metta in evidenza le caratteristiche originarie del complesso monumentale, escludendo qualsiasi opera  di sola“spicconatura di intonaci” che di per sé vanifica tutti i concetti del Codice dei beni culturali e del paesaggio che definisce in questi termini il restauro, all’art. 29, comma 4:

“Per restauro si intende l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione e trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale.”

Il testo legislativo si rifà ad un lungo e raffinato percorso di definizione teorica del restauro, con riguardo ai due aspetti essenziali: il problema della conservazione della materia originale (“integrità materiale”) e il problema della conservazione e trasmissione dei valori culturali. Al restauro non è delegata, infatti, solo la funzione di conservare l’immagine, l’aspetto visivo, ma anche di conservare e trasmettere le informazioni tecniche e culturali codificate nel bene culturale oggetto di intervento. Fortemente preoccupata per la qualità dei lavori in corso, che ha potuto occasionalmente osservare, Italia Nostra, a cui è caro il tema del restauro architettonico, sulla scia dei concetti di Cesare Brandi, Giovanni Carbonara ed altri, continuerà a vigilare sul complesso conventuale di S. Domenico e  procederà, nei prossimi giorni, ad effettuare le verifiche degli atti autorizzativi presso gli Enti di tutela preposti, al fine di salvaguardare un sito secolare tra i più importanti d’Europa.

Arch. Carlo De Giacomo – Presidente Italia Nostra Calabria 

Prof. Gaetano Luciano – Presidente Italia Nostra sezione Vibo Valentia 

Prof.ssa Angela Martino – Presidente Italia Nostra sezione di Reggio Calabria  

 

Veduta panoramica del Convento di S. Domenico in Soriano Calabro (VV) di alcuni anni fa con prospetti sulla piazza completi di intonaci

Veduta panoramica del Convento di S. Domenico in Soriano Calabro (VV)
di alcuni anni fa con prospetti sulla piazza completi di intonaci

 

Particolare prospetto lato piazza attuale con la completa “spicconatura degli intonaci”

Particolare prospetto lato piazza attuale con la completa “spicconatura degli intonaci”

 

Particolare lavori di completa “spicconatura degli intonaci” delle pareti interne dello scalone monumentale

Particolare lavori di completa “spicconatura degli intonaci” delle pareti interne dello scalone monumentale

 

Italia Nostra Onlus