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23-09-2019

Sullo Stelvio manca un’idea unitaria

L’Osservatorio critica le proposte di piano: «Obsolete e frammentarie»

VAL DI SOLE – «Un gioco di specchi che non restituisce un immagine unitaria del Parco Nazionale dello Stelvio». Questa è l’impressione che l’Osservatorio sul Parco Nazionale dello Stelvio composto da nove associazioni ambientaliste (Cai, Fai, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Touring Club Italiano, WWF) ha ricavato dall’analisi – compiuta dal dicembre 2018 ad oggi – di centinaia di pagine sulle, proposte di piano, le zonizzazioni e le norme di attuazione per l’area protetta, prodotte da Regione Lombardia e dalle Province di Trento e Bolzano.

«Proposte che offrono un’immagine frammentaria dell’area protetta – scrive l’Osservatorio in una nota -, dove l’unico elemento comune sembra essere la riproposizione di formule obsolete per rilanciare l’economia alpina con più cemento, più infrastrutture di trasporto, più impianti sciistici, più bacini idrici per l’innevamento artificiale in un ambiente montano, radicalmente mutato per effetto dei cambiamenti climatici. La formula adottata, ancora una volta, per il Parco dello Stelvio favorisce la dissipazione della bellezza e lo spreco delle risorse naturali e culturali. Si crea così una situazione inaccettabile e pericolosa per la tutela della biodiversità e del fragile equilibrio dell’ambiente montano».

«Troviamo che sinora emerga un pensiero debole e contraddittorio sulle linee di sviluppo future, sulla governance attuale e sulla configurazione unitaria del Parco Nazionale dello Stelvio dal puzzle costituito dagli elaborati presentati nelle tre diverse procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) a cui l’Osservatorio delle Associazioni ha partecipato. La frammentazione del Parco nazionale ha inciso negativamente sul percorso di partecipazione degli enti locali e del territorio. Per questo chiediamo, se si vuole davvero rendere la partecipazione sostanziale ed efficace e prima che il Ministero dell’Ambiente dia il suo parere motivato vincolante previsto per legge, di convocare una conferenza conclusiva della VAS che serva a definire un Piano e norme di attuazione coerenti, coordinate e rispettose della normativa quadro nazionale sulle aree protette (legge n. 394/1991), che permettano di confermare quella unitarietà dell’area protetta nazionale, che sinora non è stata garantita, nonostante quanto stabilito dall’Intesa siglata tra Ministero ed enti locali nel 2015 e confermata dal decreto legislativo 14/2016».

L’Osservatorio sul Parco nazionale dello Stelvio ritiene che solo così si possa costruire un quadro di insieme e di impegni univoci per la tutela di un’area nevralgica per l’ambiente alpino, con i suoi 130.700 ettari nel cuore delle Alpi Centrali. Ed esprime tutta la sua preoccupazione per il disegno che emerge dall’approccio alla tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e paesaggistiche e allo sviluppo sostenibile dall’esame della documentazione sin qui prodotta. Le associazioni ritengono che il Parco possa diventare un laboratorio di eco-sostenibilità e di promozione di tecniche agricole e zootecniche “a prova di clima” e biologiche; servizi coordinati di informazione e gestione di flussi turistici differenziati per tipologia di domanda (sci, sentieristica-trekking, naturalistica, termale); sharing economy nel settore della mobilità, con partenariati tra Comuni di valle e montani e centri urbani maggiori per offrire servizi integrati; sostegno ad attività imprenditoriali pilota di green e circular economy che producano nuova ricchezza per le comunità locali; diffusione di competenze e strumenti volontari per la gestione equilibrata del patrimonio forestale con il coinvolgimento di comunità montane tradizionalmente marginali. Un Parco, insomma, sottolineano gli ambientalisti, che sia un soggetto di eccellenza nel campo della tutela della biodiversità e dello sviluppo sostenibile, piuttosto che una «Super Pro Loco».

(articolo tratto da L’Adige del 21 settembre 2019)

Italia Nostra Onlus