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13-11-2014

Terme di Petriolo: rischi per l’antico monumento e ora anche per i bagnanti

Italia Nostra dichiara la propria disponibilità a tentare di salvare il complesso storico e aprirà immediatamente un confronto con proprietà e Autorità di tutela. Pronto l’esposto alla Procura della Repubblica di Siena, ma Italia Nostra ne sospende l’invio nell’intento di recuperare l’importante sito archeologico e termale.

Si accendono di nuovo i riflettori sul caso Bagni di Petriolo per la richiesta di far luce su eventuali violazioni delle normative vigenti, al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Dalla perizia fatta eseguire lo scorso mese di luglio da Italia Nostra Siena e Amici Bagni di Petriolo riteniamo che non siano state rispettate pienamente le prescrizioni che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Siena e Grosseto aveva dettato nel luglio 2013 a Unipol, proprietaria dell’area e della chiesa, ad ANAS e alla ditta costruttrice Strabag a tutela dello storico complesso Bagni di Petriolo, per la costruzione del nuovo viadotto sul Farma (nel bacino dell’Ombrone) proprio a ridosso delle terme. Isopralluoghi hanno rilevato che gli interventi sulla chiesa e alle sottostanti vasche hanno carattere provvisorio, spesso incompleto e la messa in sicurezza della cinta muraria a lato del fiume è stata rimandata a data da definirsi.

Le prescrizioni della Soprintendenza

Oltre al preventivo invito a realizzare la strada di cantiere lontano dai beni tutelati, venivano prescritti l’installazione di strumenti di monitoraggioper registrare le vibrazioni del terreno (ora disattivati)interventi di messa in sicurezza e manutenzione delle antiche strutture, l’adozione di presidi di protezione come puntellamenti, misure anti-urto, e antivibrazioni delle pavimentazioni. Veniva disposto, inoltre, di regolare la velocità massima e il numero massimo giornaliero di passaggio dei mezzi di cantiere. Tutte le misure di prevenzione dovevano essere compiute prima dell’inizio dei lavori in modo da prevenire ed evitare dissesti ai beni tutelati, non a registrarli a danno avvenuto. Invece, i lavori e il passaggio di pesanti camion sono continuati senza interruzione, mentre gli interventi di messa in sicurezza sono stati rimandati, parzialmente eseguiti o nemmeno iniziati… (continua a leggere)

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