18-03-2019

Terme Romane di San Matteo a Lucera (Foggia): segnalazione per la lista rossa

Indirizzo/Località: Piazza delle Terme Romane – Lucera (Foggia)

Tipologia generale: area archeologica

Tipologia specifica: terme romane

Configurazione strutturale: complesso costituito da un muro, lungo il quale, all’esterno si individua una pavimentazione in mattoni larga un metro

Epoca di costruzione: sec. I d.C.

Comprende: complesso costituito da sei ambienti di diversa superficie con muro esterno confinante con un’ampia aula, con muro trasversale: in esso si apriva una soglia ed era pavimentato a mosaico

Uso attuale: oggi il complesso termale conserva solo labili accenni della sua evidenza e monumentalità ma rappresenta un punto fermo per la topografia dell’antica città romana. L’area è delimitato da una recinzione metallica e risulta pertanto non accessibile e non fruibile.

Uso storico: complesso termale risalente probabilmente al I secolo d.C., testimoniato dal ritrovamento di una statua dell’imperatore Commodo

Condizione giuridica: proprietà del Comune di Lucera

Segnalazione: del 26 febbraio 2019 – segnalazione della Classe III C Scientifico IIS “Bonghi- Rosmini”– Alternanza Scuola Lavoro con Sezione di Troia di Italia Nostra – troia@italianostra.org

Motivazione della scelta: Le Terme Romane di San Matteo sono un bene pubblico di proprietà del Comune di Lucera.

A Lucera sono ancora visibili i resti di grandi impianti termali di età romana. Nel 1872, durante lo scavo di una fogna nei pressi di Porta San Severo, veniva individuato per la prima volta un impianto termale di età imperiale. Furono scoperte grandi vasche per pubblici bagni, resti di murature, pavimenti a mosaico, condutture e un’iscrizione con dedica al Divo Commodo, oltre a terrecotte e altri oggetti. Era inoltre rinvenuta una statua di marmo bianco rappresentante una Venere (ora al Museo civico), assegnata all’epoca imperiale (I sec.), che i romani solevano porre nel vestibolo delle terme.

In realtà, sin dal 1853, erano rintracciabili resti di un’antica struttura: secondo quanto dichiarato dall’allora sindaco della città, si sarebbe trattato di “un pezzo di fabbricato a masso che sta addosso alla Chiesa Parrocchiale di San Matteo, e dicesi avanzo di tempio”.

Nel mese di novembre del 1922, il sig. Nicola Sacco eseguì sempre nell’area della piazza di San Matteo alcuni lavori di scavo per realizzare un deposito di formaggi, ma l’Ente dei materiali archeologici si appropriò di quella zona e Sacco non poté costruire il deposito. Vennero eseguiti degli scavi che portarono alla luce un complesso costituito da un muro, lungo il quale all’esterno vi era una pavimentazione in mattoni larga un metro. Nell’interno vi erano sei ambienti di diversa superficie, limitati sul lato opposto dall’altro muro (h. m 0,87; largh. m 0,50). Il vano più stretto si apriva con una soglia alta 20 cm sul piano battuto che fiancheggiava il muro esterno. Quest’ultimo confinava con un’ampia aula, dalla quale fu scoperto anche tutto il muro trasversale: in esso si apriva una soglia ed era pavimentato a mosaico. Al di là della strada di porta San Severo, ove proseguiva il muro perimetrale, vi era un ambiente absidato, ove si dice sia stata trovata la Venere sopra citata. Accanto ad alcune strutture in laterizio venne ritrovata una colossale scultura di marmo in trono (m. 1,80 x 1,30) in parte mutilata e dal volto sfigurato per ‘damnatio memoriae’, attribuita all’imperatore Commodo, che fu trasportata e ricostruita sulla scalinata di accesso al Museo Civico Fiorelli.

Gli scavi del 1922 restarono scoperti e recintati, in previsione di ulteriori ricognizioni; ma per l’incalzare degli eventi e per il pubblico disinteresse, tolta la ringhiera metallica protettiva, che fu donata alla Patria, gli scavi furono richiusi. L’area è attualmente delimitato da una recinzione metallica, risulta pertanto non accessibile e non fruibile. Il bene versa in gravi condizioni di degrado, manca di tutela e valorizzazione. Il valore artistico e archeologico del bene è elevato in quanto testimonianza di una fase significativa, quella di età romana, della storia della Città.

Oggi il complesso termale conserva solo labili accenni della sua evidenza e monumentalità e rappresenta un punto fermo per la topografia della città romana: non di certo dal punto di vista della valorizzazione, giacché esso giace in condizioni di degrado e di illeggibilità della struttura antica, delimitata solo da una esile recinzione e rimane in attesa di interventi di tutela e di valorizzazione. Neanche un cartello segnala la presenza di questo reperto storico: notiamo subito che la recinzione che dovrebbe impedire ai cittadini di entrarvi e rovinare i resti, non è in buone condizioni. La cosa che subito salta all’occhio è la scarsa manutenzione; le erbacce e la sporcizia che invade tutta “l’area storica” e quindi la poca importanza data a questi resti. Restituire, se pur parzialmente, questo monumento ai suoi antichi fasti, è importantissimo per la storia di Lucera: è questo che la cittadinanza invoca a gran voce da diversi decenni. La vicinanza delle terme all’anfiteatro romano agevolerebbe l’individuazione di una sorta di itinerario archeologico, che darebbe vantaggi facilmente immaginabili in vista di un incremento dei visitatori, a beneficio di un rilancio turistico e culturale di cui Lucera ha tanto bisogno, ma che tarda a concretarsi. E’ necessario che l’intero sito venga compiutamente esplorato, sino a ridosso dell’anfiteatro. In molte parti si potrebbero continuare gli scavi per portare alla luce quanto ancora è custodito dalle viscere della terra, ripulirli a dovere e porli sotto vetro pressurizzato, resistente al calpestio umano, creando suggestive visioni, tali da rendere giustizia ad una antica piazza cittadina, adeguatamente recuperata.

RIFERIMENTI STORICO-BIBLIOGRAFICI

Marina Mazzei. Gli scavi delle terme romane di piazza San Matteo a Lucera-I dati d’Archivio; in Taras 12, 1, 1992 pp. 161-170.
Vito Antonio Sirago, Lucera romana. 1980
http://www.clubunescolucera.it/home-d2/patrimonio-d1/le-terme-romane/
https://lucerabynight.it/zoom?id=39240&Le_Terme_Romane_di_Lucera_possono_diventare_un_polo_archeologico

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