Comunicati

08-08-2019

Toninelli ascolta le compagnie crocieristiche e non gli stakeholder ambientali sulla questione Grandi Navi a Venezia

Italia Nostra ha richiesto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, per ora senza aver risposta, di essere ascoltata in merito al problema della crocieristica in Laguna. Come reso noto del Ministero ieri, al tavolo tecnico hanno partecipato oltre a funzionari del MIT e all’Autorità portuale, rappresentanti della Capitaneria di Porto di Venezia, della Guardia di Finanza, della Polizia di Frontiera, dell’Agenzia del Demanio, di Venezia Terminal Passeggeri Spa, Terminal intermodale Venezia Spa, Terminal rinfuse Venezia Spa, Venice Ro Port Mos S.C.p.A. e delle compagnie crocieristiche interessate.

La decisione che si profila è quella di spostare “provvisoriamente” gli attracchi delle navi da Venezia (Marittima) a più siti, a Fusina e a Marghera, raggiungibili attraverso il Canale Malamocco-Marghera il che significa aggiungere circa 1000 passaggi  all’anno di navi per lo stesso canale. Ed è ben noto a tutti che il traffico navale nel canale ha generato fenomeni erosivi che hanno demolito la Laguna Centrale. Tutto ciò è provato da studi scientifici prodotti da Istituti di ricerca e Università italiane e straniere. Il governo non può far finta di ignorarli, così come non può più ignorare gli studi sul gravissimo inquinamento prodotto dalle stesse navi da crociera.

Non è spostando e ormeggiando le navi un po’ qua o un po’ là che si risolvono i problemi di salvaguardi della Laguna e di Venezia, entrambe degne di essere tutelate e tramandate come beni dell’umanità. Si vota contro la TAV ma si decide di sacrificare la Laguna di Venezia agli interessi di compagnie di navigazione e croceristiche?

E’ invece necessario cambiare il passo, perché, come la cronaca degli ultima anni ci insegna, una soluzione alle grandi navi non esiste: o si sacrificano le pietre di Venezia, la morfologia della Laguna e la salute degli abitanti o si sacrifica questa croceristica. Tertium non datur. Bisogna fare leva sulle compagnie perché tutto il Mediterraneo sia solcato da navi di piccola dimensione, come proposto finalmente dall’Autorità portuale veneziana agli altri porti europei interessati dal fenomeno. Altrimenti si aprirà un periodo di conflitto sociale non facilmente superabile. I numeri dei partecipanti alla manifestazione di giugno organizzata dal Comitato No Grandi Navi parlano chiaro: 10.000  veneziani chiedevano l’estromissione delle navi dalla Laguna e non solo da Venezia. L’apertura delle ostilità c’è già stata, con il nostro ricorso contro il marginamento del Canale dei Petroli (che per reggere un aggravio di traffico dovrà essere ampliato).

Italia Nostra rinnova dunque la richiesta al ministro Toninelli di essere ascoltata.

Mariarita Signorini, Presidente Nazionale Italia Nostra

Lidia Fersuoch, Presidente Sezione di Venezia

UN NUOVO REGALO DI STAINO PER LA NOSTRA BATTAGLIA CONTRO LE GRANDI NAVI A VENEZIA!

GRAZIE MAESTRO!

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