Bollettino

14-04-2016

Trivelle? No grazie! (num. 489)

dossier:

Un numero del Bollettino speciale dedicato alle trivellazioni in Italia:

<< Il referendum del 17 aprile non risolve completamente e definitivamente il grande problema delle trivellazioni in Italia. Ma certamente ci pone di fronte a una situazione per la quale chi governa questo Paese dovrebbe fare chiarezza. Il tema al centro del referendum chiama a decidere se portare a completamento le concessioni in mare entro le 12 miglia o se dare loro la possibilità di essere rinnovate in perpetuo ‘fino all’esaurimento del giacimento’. C’è stato poco tempo per informare i cittadini, anche se le Associazioni, tra cui noi di Italia Nostra, abbiamo cercato con tutti i mezzi di farlo. E con questo Bollettino vogliamo quindi dare delle basi per continuare la riflessione sulle trivellazioni a prescindere dal risultato che verrà fuori dalle votazioni, perché questo referendum è l’occasione per una riflessione sulla strategia energetica nazionale che deve adottare il nostro Paese per quanto riguarda clima e ambiente anche in accordo alle decisioni della Cop 21 di Parigi.

Sono anni che alcune nostre sezioni si occupano della questione delle trivellazioni, in mare o sulla terraferma, e come giustamente mi ha fatto notare Roberto Cuneo (Presidente della nostra Sezione di Savona) i motivi del SÌ a questo referendum emergono chiaramente se si fa attenzione alla differenza fondamentale tra concessioni e piattaforme. Oggi abbiamo operanti entro le 12 miglia 26 concessioni, 79 piattaforme e 463 pozzi. Ogni concessione ha quindi più piattaforme (fino a 9) e innumerevoli pozzi. Le concessioni sono per territori molto vasti e riguardano tutte le profondità mentre le piattaforme operano su aree e profondità limitate. Molte (17) delle concessioni operative scadono entro il 2019, quindi le piattaforme attualmente operanti sono in gran parte a fine operatività: hanno completato il loro compito e sono quasi totalmente ammortizzate. La legge precedente, che tornerebbe in vigore con la vittoria del SÌ, consente alle piattaforme che hanno ancora prospettive di produzione di avere una proroga di altri 5 o 10 anni. Quindi ha torto chi pensa di votare NO o non votare per salvaguardare gli investimenti fatti e di continuare a produrre con vantaggio economico per lo Stato a costi di investimento marginali e per mantenere l’occupazione: tutto questo non è minacciato dalla vittoria del SÌ. Quello che il referendum vuole evitare non è il massimo sfruttamento delle piattaforme esistenti ma la possibilità di realizzare nuove piattaforme per sfruttare quelle parti della concessione che non sono state ancora messe in produzione (nuove aree del giacimento o profondità maggiori). Con il SÌ non si fermano le piattaforme esistenti che, se ci sono motivi ragionevoli, possono prorogare la loro operatività, ma si impediscono nuove piattaforme nelle aree entro le 12 miglia. Tirando le somme, queste concessioni rischiano di perforare i nostri fondali senza un limite di tempo.

L’interesse economico, dunque, contro l’interesse comune. Ancora per quanto? I campanelli di allarme che ci dicono di avere cura del nostro pianeta valgono a tutte le latitudini della terra, Italia compresa. Questo dossier l’abbiamo volutamente sottotitolato: “Trivelle? No grazie! Mare, terra e cielo: ecco l’oro vero degli italiani”.>>

(da “La favola dei posti di lavoro a tutti i costi” di Maria Grazia Vernuccio).

AVVISO IMPORTANTE:

È ora possibile scaricare l’intero pdf del numero

Per consultare il Bollettino n.489 clicca qui

oppure puoi leggerlo gratuitamente dalla nostra app “Italia Nostra – Bollettino” per tablet e smartphone

Consulta il sommario (clicca sull’immagine per ingrandirla):

SOMM_489

 

La copertina:

COP_489

Italia Nostra Onlus