News dal territorio

13-09-2010

Un appello per l’antica Fornace di Patti Marina (ME)

Da una lettera inviata al Sindaco e alle Soprintendenze competenti per sollecitarne l’intervento a salvaguardia di un’antica Fornace in stato d’abbandono a Patti Marina (ME).

L’Associazione Italia Nostra, Presidio Nebrodi, lancia l’allarme per il grave stato di degrado in cui si trova l’antica Fornace di Via Agrigento, angolo Via Pacini, a Patti Marina. Nei giorni scorsi alcuni cittadini residenti nelle vicinanze, hanno denunciato, anche attraverso appelli pubblici, alle emittenti locali, lo stato di degrado in cui versa l’antica Fornace, da circa venticinque anni lasciata nel più completo abbandono, con la possibilità di crolli e rischi per l’incolumità dei passanti.

Italia Nostra si unisce alla denuncia degli abitanti di Via Agrigento e Via Pacini a Patti Marina e chiede alle SS. LL. di intervenire nell’ambito delle proprie, specifiche competenze.

Un intervento immediato viene richiesto al Sindaco e all’Assessore comunale ai Beni Culturali, affinché vengano presi i necessari provvedimenti per la messa in sicurezza e il recupero della Fornace.

Un particolare appello viene rivolto all’Assessore ai Beni Culturali, ben conoscendo noi la particolare sensibilità dello stesso nei confronti dell’arte e della tradizione ceramica, espressa pubblicamente durante l’ultima visita a Santo Stefano di Camastra, che lo ha visto promotore di pregevoli iniziative di valorizzazione di questa antica attività tradizionale, quali la carta della ceramica , detta “Carta di Burgio”. Obiettivo della “Carta di Burgio” è quello di valorizzare questa tradizionale attività artigianale siciliana. È proprio in quest’ottica che si inserisce la proposta di Italia Nostra, di recupero dell’antica Fornace di Patti Marina, che costituisce una delle ultime testimoniane di archeologia industriale del nostro territorio. Questo, nonostante Patti vanti una tradizione antichissima nell’arte della ceramica e può, a pieno titolo, essere considerato il centro che in passato ebbe la più importante produzione ceramica nella zona nord-orientale della Sicilia. Una fama conquistata per i caratteri che la contraddistinsero e cioè l’originalità delle tipologie vascolari, la continuità nel tempo e la sorprendente quantità dei manufatti pattesi, con la capillare ed estesa distribuzione di tali prodotti commerciali nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo centrale.

L’attività delle Fornaci, già attiva agli inizi del XVI secolo, riusciva a dare lavoro a centinaia di artigiani, semplici operai, rivenditori e trasportatori, dando all’economia della cittadina un contributo notevolissimo.

La produzione entrò in crisi subito dopo il dopoguerra. Dagli anni Sessanta in poi, il quartiere venne gradualmente trasformato: man mano furono chiusi, soppressi i caratteristici Forni e Magazzini.

Italia Nostra lancia l’appello affinché quest’ultima testimonianza di una tradizione plurisecolare non scompaia definitivamente.

La Fornace fu sottoposta a doppio vincolo, nel lontano 1984, dalla Sezione etno-antropologica, diretta allora dal dott. Sergio Todesco, e dalla sezione architettonica della Soprintendenza di Messina.

Ma da allora non è stato posto in essere alcun intervento, né per la sua messa in sicurezza, né per il suo recupero. L’immobile, ultimo baluardo di una plurisecolare tradizione, rischia oggi di sgretolarsi lentamente seppellendo con sé una preziosa memoria storica e l’identità di un popolo che per tanto tempo si è identificato in questa tradizione.

La nostra Associazione chiede alle SS. LL. di intervenire per il recupero, l’acquisizione e il restauro di quest’ultima appendice superstite di una schiera di Fornaci che, un tempo, si susseguivano, le une alle altre, lungo una via della Marina e che sono state distrutte molti anni addietro. La Fornace, nonostante il grave stato di degrado in cui si trova, conserva ancora, al suo interno, quasi intatta l’architettura dei forni che si disponevano su due piani secondo le varie fasi della cottura. La Fornace, inoltre, costituisce un tutt’uno con un fabbricato attiguo, un vecchio Magazzino di grandi dimensioni, che veniva utilizzato per la conservazione e lo stoccaggio dei manufatti, anch’esso vincolato e che dovrebbe essere preso in considerazione per la realizzazione della proposta di un Museo della Ceramica pattese o di una tappa museale all’interno di un circuito dell’arte ceramica pattese.

L’Amministrazione Comunale di Patti, molti anni addietro, aveva avanzato istanza all’Assessorato Regionale ai BB.CC per l’acquisizione dell’immobile con l’obiettivo di realizzarne un Museo della Ceramica, senza alcun risultato, probabilmente per l’esiguità dei fondi regionali.

Un’altra testimonianza è costituita da una seconda Fornace sita in Via S. Nicolò La Mendola, che conserva quasi intatta la tipica struttura esterna, ma che all’interno, è stata completamente sventrata e oggi, purtroppo, viene utilizzata come officina.

Italia Nostra propone il recupero e la fruizione di entrambe le Fornaci di Patti. Gli obiettivi primari della proposta sono quelli di creare, attraverso la realizzazione di circuito museale della Ceramica pattese, che preveda nelle due Fornaci, quali luoghi di memoria, i presupposti per una riqualificazione culturale della cittadina, attraverso il recupero di una identità culturale e di un prezioso patrimonio storico ed etno-antropologico che affonda le sue radici in un passato lontanissimo. Si può dire, infatti, dalle ricerche attuate dagli studiosi, che l’utilizzo e la lavorazione dell’argilla in questa zona risale ad epoca preistorica.

All’interno dell’ambiente museale, restaurata la tipica struttura della fornace di Patti Marina, si potrebbe creare un percorso didattico sulle tecniche, gli usi, i costumi legati alla lavorazione dell’argilla e una sezione relativa al materiale iconografico, archivistico e oggettuale ancora esistente. Oppure, ancora, dei laboratori dove apprendere l’arte della produzione ceramica artigianale. Potrebbe, inoltre, avere la propria naturale collocazione parte della splendida collezione di circa 700 pezzi di ceramica pattese costituita da almeno una cinquantina di forme vascolari, che l’Amministrazione Comunale ha acquistato in passato e che attualmente si trova, impropriamente, in un locale piccolo e angusto che non valorizza adeguatamente i preziosi reperti.

Un’operazione culturale, quindi, quella della creazione del Museo, che potrebbe essere realizzata anche utilizzando fondi regionale e comunitari e che avrebbe certamente positive ricadute dal punto di vista turistico e conseguentemente economico sulla cittadina, accrescendone le potenzialità di sviluppo che già la stessa possiede, sia per il suo patrimonio d’arte sia per le bellezze naturali del luogo.

È da sottolineare che questa tradizione potrebbe essere fatta rivivere a livello artigianale, attraverso la creazione di laboratori per la realizzazione di ceramiche usando il vecchio sistema del “tornio a pedale”. Tale attività, sulla quale un tempo si basava l’economia del territorio, si potrebbe nuovamente riscoprire fornendo nuove possibilità di lavoro ai giovani, legate, peraltro, alla tradizione dei luoghi e attuando, grazie al Museo, dei corsi sulle tecniche della lavorazione dell’argilla e sulla creazione dei prodotti ceramici tipici pattesi, attraverso la realizzazione di laboratori specifici da prevedere all’interno dello stesso Museo e la creazione di nuovi indirizzi scolastici in ambito comunale che prevedano l’apprendimento dell’arte ceramica.

Nell’auspicio che questo appello venga tenuto nella giusta considerazione dalle SS. LL., si resta in attesa di urgente intervento per la messa in sicurezza e il recupero della Fornace di Patti Marina. Prima che sia troppo tardi.

Distinti saluti,

Dott.ssa Angela Pipitò

Responsabile Italia Nostra Presidio Nebrodi

Prof. arch. Leandro Janni

Consigliere nazionale di Italia Nostra

Italia Nostra Onlus