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30-11-2018

Urbino, vincolo monumentale di insieme – Storica sentenza del TAR Marche

Sentenza storica per il TAR Marche che ha respinto il ricorso del Comune di Urbino avverso il vincolo monumentale di insieme a tutela della città, apposto dalla Soprintendenza Regionale.

Nel procedimento l’associazione Italia Nostra si è costituita ad opponendum, tramite l’avvocato Maria Raffaela Mazzi, a sostegno della Soprintendenza Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche nella persona dell’Architetto Francesco Scoppola che aveva incardinato il vincolo su tre pilastri fondamentali:

  • la tutela diretta del patrimonio archeologico nel centro storico e nelle aree limitrofe,
  • la tutela diretta della cinta muraria fortificata della città di Urbino,
  • la tutela indiretta di visuale, prospettiva, luce e decoro degli esterni non direttamente vincolati del centro storico di Urbino.

Il TAR  delle Marche non ha ritenuto sufficienti le deduzioni del ricorrente, in quanto non sussistono difetti di motivazione “con più specifico riferimento alla scelta di sottoporre a vincolo archeologico un’intera area, considerata come un unicum inscindibile”.

Emergono infatti numerosi e diffusi rinvenimenti all’interno del perimetro della città murata, come è documentato dalla relazione allegata alla declaratoria del vincolo, che inducono a ritenere altamente probabile per “ogni lavoro che si svolga nel terreno o ai pianiterra degli attuali edifici di imbattersi in preesistenze archeologiche, non solo di età antica, ma anche di età medievale e rinascimentale.”

Inoltre “con riguardo al contestato vincolo indiretto, in realtà l’estensione di quest’ultimo non può che essere conseguente all’imposizione del vincolo archeologico su tutto il centro storico e sulle mura cittadine, dato che tale tipo di vincolo ha appunto la funzione di garantire la visibilità e fruizione collettiva delle aree sottoposte a vincolo diretto.”

In sintesi il TAR riconosce l’unicità del centro storico di Urbino e l’inscindibilità dell’area archeologica delimitata dalla cinta muraria fortificata. Pertanto ritiene legittimo anche il vincolo indiretto sulle quinte architettoniche che delimitano gli spazi pubblici del centro antico, come logica conseguenza dei due vincoli diretti (area archeologica e mura urbiche).

La sentenza acclara infine che i provvedimenti di tutela rientrano nelle prerogative della Soprintendenza, nel rispetto della potestà legislativa primaria che la Costituzione attribuisce allo Stato; anche in presenza di vincoli di altra natura già esistenti, ritenuti insufficienti a garantire la conservazione del centro storico di Urbino, riconosciuto nel 1998 patrimonio dell’umanità dall’Unesco di cui è stato appena celebrato il ventennale.

 

Federica Tesini – Presidente Italia Nostra – Sezione di Pesaro e Fano

veduta d’insieme del centro storico di Urbino in una significativa foto di Paolo Mini

Italia Nostra Onlus