di Mario Pirani
da La Repubblica del 17.11.2014
Ci risiamo. Sembra che anche questo governo, che pur sembrava animato da propositi risanatori, sia pronto a piegarsi alle richieste di nuovi incentivi da parte delle lobby eoliche. Fin dai tempi di Tremonti, ministro dell’Economia e Finanze si era riconosciuto come gli incentivi concessi ai Signori dell’Aria rappresentassero uno spreco esagerato e inutille e vennero studiate forme di riduzione. L’ Italia nel frattempo si era mossa in base al protocollo di Kyoto, il famoso programma 20-20-20. Ovvero gli stati membri sono obbligati a raggiungere entro il 2020 i seguenti obiettivi: 1) riduzione delle emissioni di CO2 del 20% rispetto al 1990; 2) produzione del 20% di energia rinnovabile (rispetto a quella consumata); 3) aumento dell’efficienza energetica del 20% (misurata attraverso il calo dei consumi) . II fotovoltaico è finanziato con il Conto Energia: l’incentivo è talmente alto che ha dato vita a una bolla speculativa senza precedenti: in pochi anni, dal 2007 al 2013 sono stati costruiti impianti che oggi assorbono incentivi per oltre 6,7miliardi anno. Queste elargizioni saranno versate per 20 anni.
L’eolico è stato finanziato con i cosiddetti certificati verdi. In Italia c’è poco vento. Si raggiungono a malapena le 1.700 ore annue contro le 2000 ore di media del Nord Europa. Impiantare le pale eoliche è molto redditizio lo stesso perché l’incentivo è il più alto d’Europa (cioè del mondo). Siccome per installare queste strutture occorre… (continua a leggere l’articolo)



