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01-02-2019

Villa Emo: tutela e pubblica fruibilità per tutti!

La vicenda di questi giorni della vendita di Villa Emo, eccezionale opera di Andrea Palladio a Fanzolo di Vedelago in provincia di Treviso, ad un soggetto privato da parte della proprietà Fondazione Bancaria del Credito Trevigiano, è un triste segnale della preoccupante situazione degli istituti bancari nella regione Veneto.

Nel darne notizia, il CdA del Credito Trevigiano scrive che “L’immobile oggetto della trattativa non rappresenta un asset strumentale all’attività bancaria …. E’ fatto salvo il diritto di prelazione previsto a favore del Ministero dei  Beni Culturali e delle altre competenti autorità”. La vendita porterà alla banca un rilevante beneficio economico ma l’unica offerta pervenuta, per quindici milioni di euro, non offre garanzie per la tutela del bene e la sua fruibilità pubblica futura.

ITALIA NOSTRA, come associazione che da sempre si occupa della “tutela del Patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione”, ritiene che l’alienazione di un simile monumento, patrimonio di tutta l’umanità, ad un singolo privato cittadino sia sempre una gravissima perdita culturale, elemento ben più rilevante della perdita patrimoniale. La legge italiana, ed in particolare il Decreto Legislativo 42/2004 (erede della gloriosa Legge 1089/39) protegge simili beni culturali, che devono essere conservati per le generazioni future e dati in fruizione pubblica, anche in caso di proprietà privata.

Ci auguriamo che il MiBAC eserciti il diritto di prelazione e acquisti Villa Emo, proprio in considerazione del suo valore. In caso contrario è ancor più pressante e auspicabile che il Ministero, tramite la Soprintendenza Regionale del Veneto, modifichi l’attuale decreto di vincolo, non solo estendendo l’area protetta ma, soprattutto, procedendo a una revisione del dispositivo in modo da precisare e aggiornare in modo puntuale gli obblighi di tutela e fruizione pubblica.

«Non si tratta di fare una “guerra al privato” ma di una presa d’atto», dichiara Mariarita Signorini, presidente nazionale di Italia Nostra. «Non sempre le aspirazioni del proprietario privato sono in sintonia con la tutela e la pubblica fruibilità, come purtroppo è già accaduto in altri casi. Ci auguriamo che la nuova proprietà di Villa Emo sia “più illuminata” dei suoi predecessori, custodi per molti anni di un bene che non hanno esitato a vendere, seppure per salvarsi da una situazione economica complessa».

 

Mariarita Signorini – Presidente nazionale Italia Nostra

Carmine Abate – Presidente consiglio regionale Veneto Italia Nostra

Romeo Scarpa – Presidente sezione di Treviso Italia Nostra

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