Monumenti e luoghi storici a rischio: Italia Nostra rinnova la Lista Rossa con 341 beni da tutelare e 58 già salvati. Italia Nostra presenta la nuova Lista Rossa dei beni culturali in pericolo, il progetto nazionale dedicato alla conoscenza, al monitoraggio e alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano. Dopo quindici anni di attività e 520 segnalazioni raccolte su tutto il territorio nazionale, l’Associazione rinnova e potenzia questo strumento di tutela partecipata attraverso una piattaforma digitale che permette di individuare i beni a rischio, documentarne le condizioni di conservazione e seguirne l’evoluzione nel tempo.
Il nuovo sito
Il nuovo sito è stato mostrato oggi a Roma, nella Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana – Treccani, in occasione del convegno “La tutela condivisa e partecipata. La Lista Rossa di Italia Nostra”. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti e associazioni impegnati nella salvaguardia del patrimonio culturale nazionale.
Dalla denuncia alla prevenzione: quindici anni di tutela partecipata
Nata nel 2011 in seguito al crollo di alcuni antichi muri a Pompei, la Lista Rossa è diventata uno degli strumenti più rappresentativi dell’impegno di Italia Nostra. Dopo le prime 162 segnalazioni raccolte nella campagna 2010-2011, il progetto si è ampliato grazie alle sezioni territoriali e ai cittadini. Le 520 segnalazioni complessivamente ricevute nel tempo costituiscono un archivio sottoposto a ricognizione, aggiornamento e progressiva validazione: non sono quindi tutte riferite a beni ancora in pericolo. Delle 402 schede ad oggi validate, 341 riguardano beni ancora da tutelare, 58 sono confluite nella Lista Verde e 3 nella Lista Nera.
Il progetto non si limita a censire monumenti e luoghi a rischio: ne segue l’evoluzione e aiuta a promuovere interventi di tutela. I beni recuperati o messi in sicurezza possono passare nella Lista Verde, mentre quelli distrutti o compromessi in modo irreversibile confluiscono nella Lista Nera, per documentare anche le perdite subite dal patrimonio collettivo.
Una mappa interattiva aperta alle segnalazioni dei cittadini
La nuova piattaforma rende l’archivio più accessibile attraverso una mappa georeferenziata e strumenti di ricerca per territorio e tipologia. Le schede raccolgono localizzazione, storia e valore del bene, condizioni di conservazione, rischi, immagini e informazioni sugli eventuali interventi. La classificazione comprende 23 categorie, dai siti archeologici ai borghi, dagli edifici di culto alle architetture rurali e industriali, fino ai giardini e ai paesaggi culturali. Lo stato di conservazione è descritto attraverso sei livelli, dal buono alla compromissione irreversibile.
Chiunque può contribuire tramite il modulo “Invia una segnalazione” sul sito, compilando una scheda guidata e allegando fotografie e informazioni sulla posizione del bene. Le segnalazioni dei cittadini vengono esaminate e trasmesse alle sezioni territoriali competenti per l’approvazione; la verifica si avvale di documentazione, banche dati specialistiche, cartografie e ricognizioni sul campo. La piattaforma consente così di mantenere aggiornate le informazioni e sostenere iniziative concrete di conoscenza, sensibilizzazione e tutela.
Nel corso del convegno è prevista anche la tavola rotonda “La conoscenza come manutenzione preventiva”, dedicata al ruolo del monitoraggio e della partecipazione civica nella conservazione del patrimonio.
La Lista Rossa
“La Lista Rossa non è un semplice repertorio di segnalazioni né un elenco di beni culturali a rischio – dichiara Edoardo Croci, Presidente nazionale di Italia Nostra –. Dietro ogni scheda vi sono storie, identità, paesaggi e comunità che rischiano di perdere una parte significativa della propria memoria collettiva. Il nuovo sito è il punto di arrivo di anni di studi e sperimentazioni, per individuare strumenti sempre più efficaci con cui conoscere, documentare e comunicare il patrimonio del nostro Paese. In questi anni abbiamo assistito anche a importanti successi: 58 siti sono confluiti nella Lista Verde, mentre 341 beni restano da tutelare. Solo rendendo questi beni nuovamente riconoscibili, accessibili e significativi per la collettività sarà possibile garantire una tutela effettiva e duratura nel tempo”.
La lista rossa è consultabile su https://listarossa.italianostra.org/




