La Sezione Sud Salento di Italia Nostra è lieta di invitarvi Giovedì 25 maggio a Parabita al Convegno “Il Castello di Parabita – situazione e prospettive”
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- Sabato 13 maggio – Parabita (ore pomeridiane) “O che bel castello… dimenticato” – Inaugurazione della mostra fotografica “Il Castello di Parabita tra storia e attualità” e filmato “Lo sguardo dell’angelo sul Castello di Parabita” (dal 13 al 30 maggio)
- Domenica 14 maggio – Corigliano d’Otranto (ore antimeridiane) “Sant’Angelo chiede una mano… per la sua chiesa”
- Giovedì 25 maggio – Parabita Convegno “Il Castello di Parabita – situazione e prospettive”
Realizzato nel tardo medioevo il castello di Parabita è stato oggetto nel tempo di ristrutturazioni e restauri che poco hanno lasciato delle originali caratteristiche angioine. Nei primi decenni del XVI secv. il feudatario di Parabita Francesco del Balzo ospitò le truppe francesi di Francesco I che combattevano gli spagnoli dell’Imperatore Carlo V insediati a Gallipoli. Fu infatti nella storica battaglia del 1528 tra i francesi contro gli spagnoli guidati da Pirro Castriota i quali, sconfiggendo i francesi usciti dal castello di Parabita nella Località denominata “Pergolaci”, entrarono in possesso del feudo par abitano.
È certo che l’architetto copertinese Evangelista Menga, tra il 1540 e il 1545, su incarico di Pirro Castriota, cominciò a modificare il castello attribuendogli le caratteristiche più simili alle residenza che a un baluardo fortificato ma – comunque – rafforzandolo con la sostituzione dei vecchi torrioni circolari con i nuovi bastioni, cosiddetti “alla moderna”, a pianta lanceolata similari a quelli del castello di Copertino. Al castello si accedeva originariamente tramite ponte levatoio, successivamente modificato in muratura. Dettagliata e suggestiva è la descrizione del maniero che viene fatta nell’ Apprezzo della Terra di Parabita dall’archivista reale Sabatino del 1678 “Un bel castillo al cabo alto del la tierra, fuerte y de buona habitacion” così come il disegno settecentesco realizzata dal Des Préz.
L’attuale aspetto del castello è dovuto agli architetti Avena di Napoli e Napoleone Pagliarulo di Parabita che nel 1911, su incarico dell’allora proprietario Raffaele Elia, hanno definitivamente modificato il maestoso maniero secondo l’aspetto attuale rendendolo più gradevole dal punto di vista estetico. In tali interventi molta attenzione è stata dedicata agli ambienti abitativi e di rappresentanza, che si sviluppano in altezza rispetto ai secoli precedenti in quando, l’aspetto più tozzo e le mura più alte, si confacevano meglio alla sicurezza dei residenti. L’ inserimento di nuove merlature e di eleganti finestre hanno segnato il tramonto definitivo del vecchio maniero angioino.
Gli archi, sensibilmente presenti nei vari prospetti, sono nella maggior parte a tutto sesto. I numerosi ambienti presentano diversi tipi di volte: molte a botte nei piani bassi, una botte ogivale nella sala d’armi, una a padiglione nella camera da letto, una a cupola su pennacchi sferici nell’immancabile cappella di famiglia, dedicata a San Francesco d’Assisi, nella quale erano custodite numerose reliquie. Nella stessa cappella era custodito anche il corpo di San Vincenzo Martire, proveniente dalle catacombe di Commodilla in Roma, donato nel 1737 al duca di Parabita Giuseppe Ferrari. Nel 1855 la reliquia fu trasportata nella chiesa matrice per volere dell’ultima duchessa di Parabita Lucia La Greca.
Di pregevole fattura si presenta la corte interna sulla quale si affacciano dei portali finemente decorati con motivi rinascimentali che conducono agli ambienti interni dei piani superiori. Le varie stanze sono state decorate agli inizi del ’900 da Salvatore Cozzolino e da Agesilao Flora .Di proprietà privata il castello di Parabita è stato abitato nel corso del ‘900 dalla famiglia Ravenna discendenti degli Elia, a cui i beni feudali di Parabita sono pervenuti da Mariantonia, figlia della duchessa Lucia la Greca. Negli ultimi anni, dovendo passare di proprietà, il castello è stato svuotato di tutte le suppellettili in stile rimanendo così interamente disadorno.
Oggi il castello manifesta evidenti esigenze di restauro in quanto non ha avuto nel corso dell’ultimo secolo alcun intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria ad eccezione del recente smontaggio e rimontaggio della garitta laterale. Per queste ragioni la Sezione Sud Salento ha ritenuto indispensabile avviare da alcuni anni una sua determinata attività di sensibilizzazione e di proposta perché questa importante testimonianza della storia di Parabita e del Salento non si degradi ulteriormente ma diventi oggetto di importanti interventi di risanamento, di restauro e di valorizzazione.



