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Emergenza cocciniglia tartaruga sul litorale abruzzese: Italia Nostra e Conalpa intervengono e chiedono azioni urgenti per salvare i pini storici

23 Luglio 2026

L’emergenza legata alla diffusione della cocciniglia tartaruga continua ad aggravarsi lungo la costa adriatica e nei territori di Silvi e Pinetococciniglia tartaruga, mettendo seriamente a rischio uno degli elementi più caratteristici del paesaggio locale: i pini storici del lungomare. Proprio per denunciare il rapido peggioramento della situazione e sollecitare interventi tempestivi, le associazioni ambientaliste Conalpa ETS e Italia Nostra APS – Sezione di Silvi hanno inviato una formale istanza con contestuale diffida al Comune di Silvi e agli amministratori competenti.

Al centro della richiesta vi è la crescente infestazione di Toumeyella parvicornis, nota come cocciniglia tartaruga, un parassita alieno che sta colpendo con particolare intensità i pini del territorio comunale, soprattutto lungo il viale alberato del lungomare.

La cocciniglia si nutre della linfa delle piante e produce abbondanti quantità di melata che favoriscono lo sviluppo della fumaggine, una patologia fungina che ostacola la fotosintesi. Le conseguenze possono essere devastanti: progressivo disseccamento, perdita di vitalità e morte degli alberi in pochi anni.

A confermare la gravità della situazione è la relazione tecnico-agronomica del dottor Luigi Giannangelo, membro della Commissione Regionale del Verde Urbano, secondo cui l’unico strumento realmente efficace in un contesto urbano ad alta frequentazione è l’immediato ricorso a trattamenti endoterapici specifici.

A rendere ancora più urgente la situazione è il continuo avanzare dell’infestazione lungo la costa adriatica abruzzese. La cocciniglia tartaruga non sta infatti colpendo soltanto Silvi, ma ha già interessato pesantemente anche il comune di Pineto, confermando una diffusione sempre più estesa del parassita nel litorale regionale. Secondo le associazioni, questa progressiva espansione rende indispensabile una strategia condivisa tra i diversi Comuni costieri, prima che il patrimonio dei pini storici venga compromesso in modo irreversibile.

Le associazioni ricordano inoltre che il lungomare di Silvi ha già subito negli ultimi anni una significativa riduzione del patrimonio arboreo a seguito degli interventi di riqualificazione urbana. La perdita dei pini superstiti rappresenterebbe un danno incalcolabile dal punto di vista ecologico, paesaggistico, identitario ed economico, privando la città di uno dei suoi simboli più riconoscibili.

Nella diffida inviata al Comune viene richiesto l’avvio entro quindici giorni di un piano straordinario di trattamenti endoterapici sui pini del lungomare e successivamente sull’intero patrimonio arboreo comunale. Le associazioni chiedono inoltre l’attivazione di un monitoraggio costante dell’infestazione, la costituzione di un tavolo di coordinamento con i Comuni limitrofi di Città Sant’Angelo, Atri e Pineto e l’adozione di specifiche misure fitosanitarie per impedire la diffusione del parassita attraverso il materiale vegetale contaminato.