Italia Nostra

Costituzione, città che cambiano e cittadini attivi: il dibattito sulla tutela del patrimonio italiano a TG2 Italia Europa

23 Gennaio 2026
tutela tg2 italia europa

Costituzione, città che cambiano e cittadini attivi: il dibattito sulla tutela del patrimonio italiano a TG2 Italia Europa. Nel corso della trasmissione andata in onda il 23 gennaio 2026, all’interno della quale è stato ospite il Presidente di Italia Nostra Edoardo Croci con Umberto Broccoli, già soprintendente ai beni culturali di Roma e Francesco Nicchiarelli, coordinatore di interventi su Piazza Pia a Roma e collaboratore alla realizzazione di alcune stazioni della Metro C, l’attenzione è stata catalizzata dal patrimonio culturale italiano. Richiamando l’articolo 9 della Costituzione — oggi ampliato a tutela dell’ambiente e della biodiversità —  la conduttrice Marzia Roncacci ha chiesto ai suoi ospiti una riflessione sullo stato attuale dell’attività di salvaguardia dei beni culturali nel nostro Paese.

La tutela ed i 70 anni di Italia Nostra

Sul fronte della tutela è intervenuto il presidente Croci che ha tracciato un bilancio dei settant’anni di attività dell’associazione. Croci ha ricordato la storica mostra L’Italia da salvare del 1967, simbolo di una stagione in cui paesaggio e beni culturali subivano pressioni fortissime. Pur riconoscendo i progressi compiuti, ha evidenziato come molte criticità rimangano aperte. Emblematica, ha spiegato, è la battaglia per la tutela della Via Appia, avviata da Antonio Cederna e tutt’oggi incompleta, poiché solo alcuni tratti del percorso sono protetti da parchi archeologici.

L’Appia Antica

“La battaglia l’ha iniziata proprio Antonio Cederna che in realtà ha scritto 140 articoli solo sull’Appia. È stata una battaglia chiave per Italia Nostra – ha puntualizzato Croci – È stata anche una battaglia che ha avuto successo perché alla fine lo stesso Cederna poi è diventato presidente del Parco Archeologico dell’Appia. Poi è una battaglia che non è in realtà conclusa, ancora oggi è attuale per Italia Nostra, perché l’Appia attraversa quattro regioni, il Lazio, la Campania, la Basilicata e la Puglia e in realtà solo una piccola parte oggi tutelata e protetta con un parco archeologico regionale o con un parco nazionale. Quindi in realtà quello che chiediamo è poi di tutelare l’intera tratta dell’Appia. Come per Capo di Bove, il fatto di esercitare la prelazione da parte dello Stato Nazionale è stato fondamentale. Anche questa è stata una questione su cui l’associazione ha avuto un ruolo molto importante, riconoscendo un ruolo dei cittadini attraverso l’associazionismo nel riuscire anche a ottenere dei risultati importanti nella tutela e valorizzazione”.

La Lista Rossa

Croci ha anche segnalato l’importanza della Lista Rossa, utilissima per salvaguardare il patrimonio da tutelare ed in tanti casi, da riqualificare. Un esempio è rappresentato dalla conclusione positiva della vicenda del Castello Maniace di Siracusa, a rischio per un progetto di cementificazione al suo interno, poi bloccato dopo le proteste di Italia Nostra. Casi come questo, mostrano quanto la vigilanza civica resti indispensabile. A fianco delle criticità non mancano esempi virtuosi: il recupero delle antiche terme di Petriolo, aperte oggi al pubblico grazie a un progetto congiunto con il Comune, è uno dei modelli di valorizzazione.

I Bagni di Petriolo

“A Monticiano in provincia di Siena, Italia Nostra ha recuperato le antiche terme cinquecentesche di Petriolo – ha sottolineato Croci – terme fortificate, terme papali che erano abbandonate da tempo. Ora sarà aperto al pubblico d’accordo con il Comune realizzando visite guidate. L’associazione sta formando dei giovani sul territorio e sta quindi creando anche occupazione. Ecco, di esempi di questo tipo ne abbiamo tanti. Tra l’altro adesso c’è una mostra che è la mostra sul 70esimo anniversario di Italia Nostra che è itinerante e che avrà come prossima tappa quello del Parco Archeologico di Sibari e Crotone in in Calabria. E proprio in questa mostra si vedono tanti esempi di come Italia Nostra, a volte impedendo degli scempi, altre volte invece promuovendo degli interventi, ha consentito di recuperare e valorizzare il nostro patrimonio storico culturale”.

In chiusura, Croci ha ricordato come la tutela del patrimonio richieda una vera coscienza collettiva, un impegno condiviso tra istituzioni, tecnici e cittadini. “Un patrimonio così ricco — ha ribadito — può essere protetto solo se la sua cura diventa una responsabilità diffusa”.

Per ascoltare il podcast: cliccare qui