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I quattro motivi per trasformare il parco regionale in parco nazionale delle Alpi Apuane

30 Giugno 2025

Italia Nostra Versilia ha iniziato a rendere noti al grande pubblico tramite articoli e post sui social, i motivi utili a trasformare il parco regionale in parco nazionale delle Alpi Apuane. L’associazione ritiene che occorre una tutela più incisiva per un’area di straordinario valore ambientale, culturale e per la sua biodiversità. Per dare una maggiore protezione alle minacce ambientali, come l’attuale attività estrattiva nel suo interno, e speculative. Per promuovere, in alternativa, uno sviluppo eco sostenibile che valorizzi il patrimonio culturale locale. Per meglio intercettare finanziamenti nazionali ed europei per il suo sostentamento.

 

Le principali motivazioni

 
  1. la politica regionale (tutta) ha abbandonato il concetto che i parchi naturali esistenti siano PRESIDI della Ambiente . In particolare le Alpi Apuane vengono viste come “bacino industriale da sfruttare”.
  2. il parco regionale è paralizzato nel suo funzionamento con un presidente partime (anche sindaco di Castelnuovo Garfagnana) e un direttore partime a due giorni al mese. Ridotte al 50 %I controlli sul territorio, rispetto alla gestione precedente.
  3. è sottofinanziato dalla Regione dello stesso importo di 10 anni fa, che consente di avere solo 4 guardiaparco (rispetto ai 14 di quello di San Rossore) per un territorio di oltre 20.000 ettari.
  4. ogni anno il parco regionale viene visitato da 20.000 a 30.000 persone rispetto a oltre un milione di quelli che visitano il parco Nazionale degli Abruzzi. Questo dato dovrebbe far comprendere come un parco Nazionale è un volano per l’economia locale e le sue popolazioni.

L’approvazione del Direttivo Italia Nostra Versilia

Il direttivo di Italia Nostra Versilia, nella riunione del 27/05/25, ha approvato l’istituzione del parco Nazionale delle Alpi Apuane, ritenendo che occorra una tutela più incisiva per un’area di straordinario valore ambientale, culturale e per la sua biodiversità, per una maggiore protezione alle minacce ambientali, come l’attuale attività estrattiva nel suo interno, e speculative