Italia Nostra

Lanciano: “Non contestiamo il recupero dei 960 mq del Mercato Coperto. Contestiamo la destinazione d’uso”

17 Luglio 2026

Il Comune sceglie la strada della piastra commerciale, Italia Nostra propone un vero mercato agricolo del territorio come dettato in data 20 marzo 2026. L’associazione Italia Nostra esprime forte preoccupazione per l’approvazione della delibera n. 226 della Giunta Comunale di Lanciano in data 14 luglio 2026, con la quale è stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica denominato “Interventi di manutenzione straordinaria e rifunzionalizzazione del mercato coperto”, per un importo complessivo di 300.000 euro, finanziato nell’ambito del Piano Strategico Nazionale (PSP) 2023-2027 della Regione Abruzzo. Il progetto prevede la riqualificazione di circa 960 metri quadrati dell’attuale mercato coperto, oggi in parte inutilizzabili, destinandoli non più alla valorizzazione della storica funzione agricola del mercato, ma alla realizzazione di quattro box commerciali di circa 80 mq, destinati alla vendita e somministrazione di alimenti e bevande — hamburgheria-braceria, sushi/pokègastronomia di pesce, enoteca-bar e pizzeria/forno — corredati da dehors esterni con tavoli e sedute realizzati a spese dell’Amministrazione comunale, poi una sala polifunzionale di mq 230 che fa parte di un’altro intervento, è riportato in planimetria, (non sappiamo per quale scopo e destinazione d’uso!!!).

L’intero spazio di 960 mq. sarà separato totalmente con delle pareti dal settore della vendita dei prodotti agricoli ed avrà un ingresso per conto suo. Per Italia Nostra questa scelta rappresenta un errore sia nel metodo sia nel merito. È un errore nel metodo perché un intervento destinato a modificare profondamente uno dei luoghi simbolo della città avrebbe richiesto un confronto pubblico con cittadini, operatori agricoli, commercianti, associazioni e categorie economiche.

È un errore nel merito perché si continua a concepire la struttura mercatale come uno spazio da riempire con attività commerciali qualsiasi (tipo piastra commerciale), senza una visione strategica e senza alcun rapporto con la sua storia, la sua identità e la sua naturale vocazione agricola. I quattro locali (in una precedente delibera erano stati previsti sei) potrebbero infatti essere collocati nei tanti locali sfitti o in vendita nella piazza Garibaldi; non esiste alcuna relazione funzionale o culturale tra una hamburgheria, una pizzeria, un sushi bar o un’enoteca e quello che per oltre un secolo è stato il mercato degli agricoltori e degli ortolani dell’agro frentano.

L’associazione chiede ai cittadini di Lanciano di fare qualche riflessione in merito a queste scelte progettuali. La vera domanda è un’altra: perché utilizzare un finanziamento destinato allo sviluppo delle aree rurali per trasformare il mercato storico in una galleria commerciale – ristorazione invece di rafforzarne la funzione agricola? Italia Nostra ritiene che un investimento pubblico di questa importanza debba essere utilizzato per rilanciare il mercato agricolo, sostenere i produttori locali, valorizzare la filiera corta, promuovere la biodiversità agricola e fare della struttura un centro permanente di promozione dell’economia rurale frentana, non per concedere in locazione spazi commerciali privi di un disegno unitario.

La proposta del Comune appare come una sommatoria di attività tra loro scollegate, prive di una logica culturale, economica e territoriale. Manca completamente una visione complessiva della funzione che la struttura mercatale e piazza Garibaldi con il suo tessuto edilizio storico dovrebbe svolgere nei prossimi decenni. Al contrario, Italia Nostra propone un progetto organico fondato sul recupero dell’identità storica del mercato, capace di trasformare la struttura in un Mercato Agricolo del Territorio, mantenendone la vocazione originaria e ampliandone le funzioni attraverso spazi dedicati alla vendita diretta dei produttori, alla tutela della biodiversità agricola, ai grani antichi, al pane, all’olio extravergine, ai prodotti trasformati dell’agro frentano, alla formazione, all’educazione alimentare, alla degustazione e alla promozione della cultura contadina. Non si tratta di un progetto nostalgico, ma di una moderna politica di sviluppo territoriale fondata sulla filiera corta, sull’economia locale, sulla qualità alimentare, sul turismo rurale e sulla rigenerazione del centro storico.

Questa proposta, che Italia Nostra ha già illustrato pubblicamente, costituisce una vera alternativa alla trasformazione del mercato in un semplice contenitore commerciale e dimostra come sia possibile utilizzare le risorse pubbliche per creare sviluppo, occupazione e identità senza snaturare la storia della città. Italia Nostra invita l’amministrazione comunale “ tutta” a rivedere questo progetto molto superficiale e insensato, per evitare l’ennesimo fallimento di una politica che ha dimenticato il significato di bene comune – bene e non merce – .

NB. si allega in calce planimetria progettuale approvata in Giunta Comunale

Qui di seguito il progetto di un mercato agricolo del territorio pubblicato in data 20 marzo 2026 L’obiettivo è rigenerare il mercato agricolo del territorio stabile e attivo per più giorni a settimana (3-4), in cui produzione, vendita, cultura contadina e conoscenza del cibo possano convivere.

Principio fondamentale della proposta è il mantenimento e il rafforzamento della vocazione agricola dello spazio, che deve continuare ad essere:

• luogo di vendita diretta dei prodotti agricoli;

• spazio di valorizzazione della cultura contadina;

• punto di incontro tra città e campagna;

• presidio economico e sociale del centro storico.

 

A tal fine si propone l’organizzazione della struttura in diversi ambiti funzionali:

1. Mercato ortofrutticolo dei produttori locali: cuore del progetto, con vendita diretta di ortaggi, frutta, legumi e prodotti stagionali, garantendo qualità, prezzi equi e rapporto diretto tra produttore e cittadino.

2. Spazio per la biodiversità agricola: dedicato alla conservazione e diffusione delle varietà tradizionali, con attività quali vendita e scambio di sementi, recupero di varietà locali, formazione per giovani agricoltori, consulenza per orti domestici e agricoltura partecipata, con l’obiettivo di creare una banca dei semi dell’agro frentano.

3. Laboratorio del pane e dei grani antichi: piccolo forno per la produzione di pane artigianale con farine locali, con dimostrazioni di panificazione e vendita di prodotti tradizionali, creando un collegamento diretto tra produzione agricola e alimento finale.

4. Spazio per prodotti agricoli di base: farine, cereali, legumi e prodotti secchi, con eventuali dimostrazioni di macinazione tradizionale.

5. Area per piccoli produttori locali: formaggi, miele, marmellate, conserve e prodotti trasformati, valorizzando il lavoro agricolo e artigianale.

6. Spazio dedicato all’olio extravergine: vendita, degustazione e valorizzazione di una delle principali produzioni del territorio.

7. Spazio formativo e culturale: incontri con agricoltori, corsi di orticoltura e panificazione, educazione alimentare e attività per le scuole.

8. Area degustazione: per rendere il mercato un luogo vivo, attrattivo e coerente con la sua identità. Benefici attesi e governance del progetto

La proposta mira a generare benefici diffusi: valorizzazione dell’agricoltura locale, sostegno economico ai piccoli produttori, aumento della frequentazione della piazza e del centro storico, rafforzamento delle attività commerciali esistenti e maggiore permanenza dei visitatori.

Si prevede inoltre la costruzione di una rete integrata tra mercato, ambulanti, negozi, ristoranti e attività locali, attraverso:

• circuiti di promozione condivisa;

• voucher e sconti incrociati;

• utilizzo nei menù dei prodotti dell’agro frentano;

• organizzazione di eventi tematici.

Fondamentale sarà il ruolo del Comune come garante della vocazione agricola e artigianale , facilitatore delle relazioni e promotore di strumenti di sostegno, evitando una gestione puramente politica dello spazio. Si propone inoltre l’istituzione di un tavolo permanente composto da produttori, commercianti, ambulanti, rappresentanti del Comune e cittadini, con funzioni di programmazione, gestione dei conflitti e monitoraggio degli impatti.

All’attuale amministrazione , ormai della città della morte, si chiede di finirla di approvare piastre commerciali come quella di via Rosato e quella ultima in prossimità di via Tinari e via Colacioppo di 13,900 metri quadrati , con la speranza che non approvate anche un’altra, che è in itinere, in via del Mare. Queste sono scelte scellerate che i cittadini pagheranno fortemente.

Il Presidente del Consiglio delle Sezioni Italia Nostra Abruzzo

Arch. Pierluigi Vinciguerra

QUI la planimetria

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