Italia Nostra

Data: 12 Dicembre 2010

Sul nuovo porto turistico per diporto nella cala di Miramare

Nel porto di Savona le Funivie hanno ormai abbandonato gli impianti di Miramare, installati nella splendida insenatura omonima a partire dall’anno 1912, nel luogo dove precedentemente, nel XIX secolo, si erano realizzati i primi stabilimenti balneari della nostra città.

Il Piano Regolatore Portuale, approvato dalla Regione Liguria e dal competente Ministero nel 2005, prevede l’interramento e il tombamento di tutta l’insenatura fino al pontile di sbarco del carbone e la sistemazione in quell’area dei cantieri navali Wally e Azimut, allora ubicati sulla punta orientale (lato Albisola) della calata adiacente al Palacrociere.

Sono passati ormai cinque anni e la situazione è completamente cambiata: i cantieri Wally e Azimut si sono trasferiti in una nuova e funzionale sede sul lato Est della darsena ottocentesca del porto ed hanno trovato una buona funzionalità: gli ammortamenti dei costi dei grandi investimenti effettuati per il trasferimento richiederanno almeno vent’anni di permanenza in questa sede.

In base a quanto sopra oggi non c’è più nessuna necessità di rispettare per Miramare le previsioni del Piano regolatore Portuale del 2005, peraltro non rispettato già per molte varianti, quale quella del terzo accosto per la Costa Crociere.

Le Funivie hanno trasferito definitivamente nella darsena alti fondali l’attività di sbarco per cui l’insenatura marittima di Miramare potrebbe essere recuperata nella sua originaria integrità e potrebbe ospitare un ampliamento del già esistente porticciolo turistico per piccole imbarcazioni.

Tale porticciolo sarebbe collocato in uno dei punti più interessanti della costa marittima del Comune di Savona e potrebbe essere collegato in modo efficace in un progetto complessivo che comprendesse la valletta che sfocia a Miramare (come già ipotizzato da molti partecipanti al concorso di idee del 1983[1])

L’ex-albergo Miramare, importante testimonianza di stile liberty, oggi abbandonato, appartenente alla Provincia di Savona, si trova pochi metri sopra la caletta e potrebbe tornare ad essere un luogo di ospitalità qualificata, con un porticciolo a pochi metri di distanza.

Sopra l’albergo insiste il quattrocentesco complesso monumentale della chiesa e del convento di S.Giacomo, patrimonio comunale che da troppi anni giace abbandonato e inutilizzato, nonostante la posizione di particolare bellezza. Il Chiostro presenta spazi riutilizzabili come sedi di artisti (lo fu per un certo periodo di tempo) e artigiani. Oggi, nel poco spazio praticabile, ospita un centro di ricerca sull’energia solare ed un circolo ricreativo.

Sulla stessa valletta, sostanzialmente conservata grazie alla servitù dei vagonetti, oggi dismessi, insiste anche il vivaio comunale che dà una bella area di verde qualificato.

Va sottolineato che ci troviamo a trecento metri da Piazza Leon Pancaldo e quindi dal centro della città.

E’ da ricordare che Miramare si trova esattamente davanti all’accosto della Costa Crociere. per cui la sistemazione della valletta è molto importante come biglietto da visita della città.

Nell’ottobre del 2006 il Sindaco di Savona e l’Autorità Portuale hanno firmato un protocollo d’intesa finalizzato anche a definire “questioni relative all’ottimizzazione dell’assetto delle aree risultanti dalle dismissioni delle funivie a Miramare”. In conseguenza di questo accordo è stato disegnato un progetto di riempimento della caletta per realizzare dei capannoni.

L’accordo in questione appare a Italia Nostra particolarmente insensato: non risponde ad alcun criterio urbanistico il realizzare dei capannoni lungo la linea di costa che dovrebbe condurre a da Savona ad Albisola e che dovrebbe essere uno dei fattori trainanti dell’attrattività di Savona. Ci troviamo lungo l’Aurelia che costituisce l’elemento fondante del Piano Paesistico ligure.

Oggi il porticciolo ospita circa 150 imbarcazioni: togliendo l’ingombro delle Funivie e prevedendo un utilizzo esteso fino alla Torretta si può arrivare a oltre 450 posti barca, realizzando così il 70% di quanto previsto per il porticciolo della Margonara, senza occupare preziosi metri di costa e senza riempire il mare con una nuova diga foranea.

Una buona progettazione potrebbe recuperare il volume di silo del carbone (la maglia quadrata dei pilastri lascia una luce libera di 6 m) trasformandolo in porto secco cioè deposito per barche di piccola dimensione, da insilare con mezzi meccanici (alcuni esempi sono operanti in Francia e USA). Il sistema è stato presentato anche a Loano 2 nel Convegno organizzato dalla Regione Liguria “Verso un distretto alto tirrenico” (settembre 2009). Con questa struttura rinunciando a qualche decina di posti barca in acqua, si aggiungerebbe circa un centinaio di posti barca, a secco, utili per una nautica più popolare.

E’ anche possibile che un disegno creativo recuperi anche parte delle strutture del pontile per dare elementi di attrazione di particolare significatività che mantengano una citazione del passato industriale della città.

E’ evidente che il progetto sopra indicato, coinvolgente istituzioni diverse, Comune, Provincia e Autorità Portuale, normalmente orientate a problemi di breve respiro, richiede una guida creativa e dotata di visione strategica quale può essere la Regione Liguria.

In base a quanto sopra ripresentiamo la nostra proposta già inserita nelle Osservazioni al PRP che sottoponemmo alla IV Commissione del Consiglio Regionale in data 29/7/2005.

Alleghiamo una immagine che aiuta a valutare l’appropriatezza della nostra richiesta.

Nella foto qui di seguito riportata si vede l’insenatura di Miramare l’albergo Miramare e il complesso della chiesa e del convento di S. Giacomo.

Roberto Cuneo

Presidente della Sezione di Savona


[1] Il recupero fu oggetto di un approfondimento da parte della Consulta Culturale savonese che raccolse parte della documentazione disponibile

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