Ciò che è successo e sta succedendo è sconvolgente. L’Amministrazione comunale – in un momento di grande dolore per la città per la perdita di Alicia, rispetto alla quale esprimiamo profondo cordoglio – ha dato il via ad una diffusa mattanza di alberi: in poche ore, dal 14 aprile, sono state stroncate senza appello decine di alberature, sono stati decimati gli esemplari di pertinenza delle scuole, sono in corso, ancora in questi giorni, abbattimenti di esemplari sulle principali direttrici stradali. Per far chiarezza su quanto sta accadendo, abbiamo presentato richiesta di accesso civico chiedendo al Comune dati, informazioni e documenti a giustificazione degli abbattimenti.
L’accesso agli atti
Attendiamo risposte nei tempi previsti dalla legge, non escludendo ulteriori azioni successive presso altre autorità. L’abbattimento degli alberi, soprattutto di quelli maturi e secolari, dovrebbe avvenire in casi estremi – se non ci sono alternative – e comunque bisognerebbe prevedere la sostituzione con esemplari idonei. Per dissipare odiosi equivoci e strumentalizzazioni, circolate a mezzo stampa e social, ribadiamo a gran voce alcuni concetti: per noi incolumità delle persone e tutela della natura e dell’ambiente non sono in contrasto. Responsabilmente, non ci siamo mai opposti al taglio di alberi, nei casi di certificato rischio per la sicurezza e l’incolumità pubblica e di conclamate criticità fitosanitarie. Ma non condividiamo le scelte di chi gestisce il verde pubblico, culminate in questi giorni con abbattimenti indiscriminati
Serve una corretta gestione del verde pubblico
Abbiamo ribadito, pubblicamente e nelle interlocuzioni che ci sono state in questi anni con questa Amministrazione, che la corretta gestione del verde pubblico necessita di un censimento delle specie arboree, di un costante monitoraggio, di una corretta manutenzione, della regolamentazione della gestione, di importanti risorse economiche a bilancio. Il primo e unico censimento del verde cittadino effettuato dal Comune di Bisceglie risale al 2007. Furono censite 229 specie sul territorio, per circa 8108 esemplari, dei quali 6662 alberi e 1446 arbusti. Oggi la situazione del verde cittadino fa impallidire.
I numeri in declino
Il numero totale degli esemplari è diminuito: le palme delle canarie sono state decimate dal punteruolo rosso, tantissimi Pinus halepensis e Pinus pinea sono stati abbattuti e mai sostituiti, la maggior parte delle querce sono ammalate, centinaia Chamaerops excelsa sono morte nel parcheggio di Conca dei Monaci. Dopo vent’anni la superficie verde totale, che nel 2007 era circa lo 0,025 % del tessuto urbano, è sensibilmente diminuita. Siamo sinceramente preoccupati per la sorte del verde urbano, gestito senza alcun criterio. Lo spettacolo desolante dei tronchi mozzati si associa ad aiuole vuote, piene di erbacce o tombate, esemplari soffocati dal cemento e che non vengono irrigati e su cui non viene effettuata alcuna manutenzione, marciapiedi impraticabili che per lunghi tratti rendono insicura e proibitiva la mobilità pedonale.
Gli appelli inascoltati
A nulla sono serviti i nostri appelli. Non sono mancati i tentativi di dialogo attraverso la “Consulta per l’ambiente” (miseramente fallita) e attraverso incontri interlocutori con l’Amministrazione in cui abbiamo proposto l’istituzione di un “Tavolo verde” (mai realizzato) e lo stanziamento di somme ordinarie a bilancio per la manutenzione del verde urbano, superiori ai miseri 200.000 euro in due anni attualmente previsti. A Trani per la stessa finalità sono stanziate somme per oltre 1.000.000 di euro. Siamo preoccupati anche dalle potature, che devono evitare capitozzature che infliggono ferite e mutilazioni deleterie per la stessa sopravvivenza della pianta. Se le potature non avvengono con criteri botanici ben precisi i risultati sono: la perdita del naturale portamento della specie, il danno estetico, l’aumento del rischio di ammalarsi o indebolirsi, il rischio di caduta dell’albero.
Il verde pubblico è patrimonio materiale
Il verde pubblico non può rappresentare un’emergenza da gestire, ma un patrimonio materiale, di cultura e di storia dell’intera città da curare perché elemento fondamentale per la qualità della vita, il benessere, la salute; perché l’ambiente sano, pulito e sostenibile è un diritto umano da tutelare. La sua gestione non può passare per un approccio empirico, ma deve incarnarsi in un’attenta pianificazione e programmazione di azioni e interventi, ponderati sulla base di un censimento delle specie esistenti e del loro stato di salute.
I dubbi delle associazioni
Ci chiediamo, dopo l’immobilismo dei nostri amministratori tutti questi anni, se i tagli in corso siano dettati da una situazione emergenziale conclamata o, invece, dall’urgenza di correggere in corsa gli errori commessi. La cronica disattenzione sulla questione ha fatto emergere una sostanziale carenza da decenni di interventi e la necessità di mettere al centro dell’azione pubblica azioni di prevenzione strutturale e cura del territorio. Chi doveva dettare l’indirizzo politico ed amministrativo per evitare lo scempio di oggi? Chi doveva stanziare corpose somme a bilancio per la manutenzione ordinaria? Chi ha trascurato scientemente l’ascolto delle associazioni e dei movimenti che hanno fatto segnalazioni e avanzato proposte? Chi amministra questa città dovrebbe assumersi le responsabilità degli errori commessi, probabilmente sottovalutando la gravità della situazione.
Le Associazioni:
Ambiente Giustizia Lavoro
Italia Nostra sezione di Bisceglie
Legambiente Bisceglie
Libera il futuro
Bisceglie Life 9.41
Pro Natura Bisceglie – Gruppo Ripalta Area Protetta





