Italia Nostra

Siclia, Piano Paesaggistico prov. Palermo, le associazioni: “Uno strumento su misura, ma su misura di chi?

8 Ottobre 2026
piano paesaggistico palermo
Siclia, Piano Paesaggistico prov. Palermo, le associazioni: “Uno strumento su misura, ma su misura di chi?”. Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, LIPU e Italia Nostra Sicilia considerano grave la decisione dell’Assessore regionale dei Beni culturali, Francesco Scarpinato, di annullare integralmente il Piano paesaggistico degli Ambiti 3, 4, 5, 6, 7, 8, 10 e 12 della provincia di Palermo, adottato il 10 giugno scorso dopo un lungo percorso istruttorio durato oltre 25 anni.
 

Il decreto di annullamento

 
Il decreto di annullamento richiama errori materiali di trascrizione nelle Norme di attuazione, riferiti alle aree ex ASI e alla disciplina degli impianti tecnologici, ma dispone il ritiro dell’intero Piano. «Se gli errori sono circoscritti, devono essere corrette le sole parti interessate. Non si comprende perché si debba azzerare uno strumento giunto all’adozione dopo oltre venticinque anni di studi e approfondimenti e dopo il parere favorevole dell’Osservatorio regionale. Un patrimonio di conoscenze e di lavoro istruttorio che non può essere disperso senza motivazioni puntuali e adeguatamente documentate», dichiarano le associazioni.
 
 

Le proteste dei sindaci del Palermitano

 
La decisione arriva, inoltre, dopo le proteste dei sindaci del Palermitano contro il Piano, mentre lo stesso assessore Scarpinato ha motivato pubblicamente il ritiro con la volontà di venire incontro alle esigenze degli amministratori locali e delle comunità interessate. «Una coincidenza che non può essere ignorata. La tutela paesaggistica non può essere ridisegnata sulla base delle pressioni politiche del momento. La procedura prevede espressamente la pubblicazione del Piano e la possibilità per i Comuni e per gli altri soggetti interessati di presentare osservazioni. È questa la sede istituzionale nella quale sviluppare il confronto e valutare eventuali modifiche, nel rispetto delle finalità di tutela».
 
L’annullamento produce inoltre una conseguenza concreta e particolarmente grave: vengono meno le misure di salvaguardia collegate all’adozione del Piano, con la perdita di quel livello di tutela aggiuntivo che avrebbe dovuto operare fino alla sua approvazione.
 
 

La voce delle associazioni

 
Le associazioni richiamano il valore costituzionale e culturale della pianificazione paesaggistica. Il Piano non è un semplice atto amministrativo, né uno strumento urbanistico da modificare in funzione di esigenze contingenti: è uno strumento fondamentale di conoscenza, salvaguardia e corretta gestione del patrimonio paesaggistico e culturale del territorio. Un Piano che giunge all’adozione dopo oltre venticinque anni di studi, approfondimenti e attività istruttoria costituisce un patrimonio di conoscenze e un riferimento per le future scelte di governo del territorio, che non può essere disperso senza motivazioni puntuali e adeguatamente documentate. La tutela del paesaggio, sancita dall’articolo 9 della Costituzione, non costituisce un ostacolo allo sviluppo delle comunità locali, ma una condizione essenziale per uno sviluppo equilibrato, rispettoso dei valori storici, culturali, ambientali e identitari dei luoghi. Il confronto con i Comuni e con le comunità interessate è certamente necessario, ma deve svolgersi nell’ambito delle procedure previste dalla legge e senza compromettere le garanzie che la pianificazione paesaggistica è chiamata ad assicurare. «Gli eventuali errori materiali devono essere individuati, circoscritti e corretti con interventi proporzionati, preservando il lavoro istruttorio già compiuto e garantendo la continuità delle tutele. Il paesaggio non appartiene a un’amministrazione, a una maggioranza politica o a una singola generazione: è un bene comune, un’eredità da trasmettere alle generazioni future».
 
 

Le richieste delle associazioni

 
«Se l’obiettivo è migliorare il Piano, siamo pronti al confronto. Ma la tutela non può diventare una variabile dipendente dalle pressioni politiche. Uno strumento su misura, dunque, ma su misura di chi?».
 
Le associazioni Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, LIPU e Italia Nostra Sicilia chiedono pertanto all’Assessorato regionale dei Beni culturali di rendere pubblici e documentare puntualmente gli errori che hanno determinato il provvedimento, di ritirare l’annullamento integrale del Piano e, qualora siano necessarie correzioni, di intervenire esclusivamente sulle parti effettivamente errate, salvaguardando il lavoro istruttorio già svolto e ripristinando quanto prima le misure di tutela.
 

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Nella Tranchina
Presidente Consiglio Regionale Italia Nostra Sicilia e Vice-Presidente IN sez. di Melilli