Presentazione del libro Max Dvořák. Genealogia del contemporaneo
Antologia di scritti su tutela, arte e architettura con una scelta di saggi critici
Seminario di studi
Martedì 5 maggio 2026, 10:15 – 13:15
Sala Gerola, Castello del Buonconsiglio, Trento
Max Dvořák (1874-1921), grande esponente della Scuola di Vienna, fu allievo e poi successore di Franz Wickhoff alla cattedra di Storia dell’arte e di Alois Riegl alla carica di Conservatore generale della tutela austriaca. Dei due maestri conservò lo spirito profetico retrospettivo. La sua notorietà si deve soprattutto al Catechismo per la tutela dei monumenti (1916), considerato la “Marsigliese della conservazione” e uno dei fondamenti della disciplina, accanto alla Carta del restauro di Camillo Boito (1883), a Il culto moderno dei monumenti di Riegl (1903) e alla Carta di Venezia (1964).
Ma il suo contributo maggiore fu quello di gettare un ponte tra storia dell’arte e tutela, che il presente volume ripercorre. Dvořák ha riportato l’arte al centro della tutela, ma in un’accezione della prima talmente dilatata da comprendere il quadro urbano, territoriale e ambientale; della seconda come fattore propulsivo della tendenza dell’arte e dell’architettura contemporanea.
Il volume raccoglie i manoscritti, tradotti per la prima volta, dei due cicli di lezioni universitarie sulla tutela tenute nel 1906 e 1910; un articolato panorama dei cantieri di conservazione di importanti capitali culturali e artistiche, quali Vienna, Spalato, Cracovia, Praga, Aquileia; le attestazioni della considerazione dell’Italia come paese simbolo dell’arte; i profili istituzionali che rendono originale la tutela austriaca e che la legano alla tradizione della Scuola viennese di storia dell’arte; pionieristici interventi in materia di arte dei giardini, storia del restauro e conservazione alla scala urbana, sulla tendenza architettonica e sulla ricerca artistica contemporanea.
Nel loro insieme, questi contributi gettano nuova luce sul Catechismo, proposto in versione integrale, che pure ne costituisce il baricentro, anche temporale. Completano l’introduzione del curatore, che illustra come considerare l’attività di conservatore di Dvořák “storia dell’arte applicata”, i saggi di commento di Geza Hajós, Hans Aurenhammer, Achim Hubel, Tomáš Valena, Andreas Lehne, Mauro Manzoni e la postfazione di Gianni Contessi, che traccia le coordinate critiche e spazio-temporali del recupero di questo capitolo della cultura europea.
Programma
10:15 Registrazione partecipanti
10:30 Saluti istituzionali: Cristina Collettini (Museo Castello del Buonconsiglio), Angiola Turella (PAT Soprintendenza per i Beni Culturali), Rossano Albatici (Università di Trento)
10:45 Il libro: dove nasce
Con Sandro Scarrocchia (Accademia di Brera), Gianni Contessi (Università di Torino), Andreas Lehne (storico dell’arte)
Modera Cecilia Betti (PAT Soprintendenza per i Beni Culturali)
11:30 Il libro: dove porta
Con Fabio Campolongo (PAT Soprintendenza per i Beni Culturali), Alessandra Quendolo (Università di Trento), Eva Struhal (Università di Trento), Helmut Stampfer (Soprintendenza provinciale ai Beni culturali di Bolzano), Manuela Baldracchi (Italia Nostra)
Modera Giovanna A. Massari (Università di Trento)
12:45 Dibattito
Modera Cecilia Betti (PAT Soprintendenza per i Beni Culturali)
13:15 Chiusura dei lavori




