Italia Nostra

A proposito di Palazzo Pepoli, Museo della Storia a Bologna

1 Febbraio 2012

Genus bononiae, il museo della città di Bologna

Dove sei Bologna?
Dove sei Bologna lucida, esigente, critica, reattiva, che mai fosti di facile contentatura? Non una voce non diciamo di esplicito franco dissenso ma almeno di timida rispettosa riserva. Nessuno che nei giorni della marcia trionfale del museo multimediale fantasmagorico, salutato dalla stampa entusiasta bolognese e nazionale, metta in discussione il ruolo delle Fondazione bancaria che nella situazione finanziaria di affanno della amministrazione comunale si è costituita in primario se non unico attore della politica culturale della città, in competizione vincente, si direbbe concorrenza sleale, con gli esausti e gloriosi musei civici, loro sì i veri musei della città. Con la legittimazione di una cospicua disponibilità finanziaria che viene dai risparmi della comunità e secondo i gusti e i personali convincimenti culturali del suo autorevolissimo presidente reduce da più di tre lustri di buon governo dell’università. Nessuno che abbia ricordato che la torre dell’epifania, così celebrata da chi l’ha disegnata, che ingolfa il cortile di Palazzo Pepoli Antico, passa attraverso una deroga alla norma di piano per il centro storico che pone il ferreo divieto di fabbricare i cortili del centro storico e specie degli edifici monumentali (sgarro ben più grave della candida palazzina bancaria di Riva Reno). Nessuno che ricordi che la torre è stata perdonata per pietà (ma a tempo limitato) da un infine sfibrato comitato tecnico –scientifico per i beni architettonici del ministero,  che si è preso il gusto di dirne tutto il male possibile: “Tale scelta progettuale non è stata accompagnata da una adeguata documentazione relativa alla conoscenza e alla stratificazione storica degli organismi edilizi interessati agli stessi interventi (cortile e prospetti prospicienti9 e non sembrano sufficientemente giustificate ed articolate le scelte legate alla alterazione della spazialità del cortile causata dalla realizzazione del nuovo manufatto”. […] “… nella soluzione in esame risultano altresì sacrificate le possibilità di apprezzamento di Palazzo Pepoli a vantaggio della nuova edificazione che accentra su se stessa l’interesse progettuale invece che  sul recupero e il restauro del palazzo storico”. Il Comitato tecnico scientifico rimane fermissimo  nel voler destinato alla rimozione il nuovo manufatto (con tutto quello che è costato) . Un’approvazione dunque  provvisoria, perché solo “in attesa e con l’auspicio di recuperare spazi all’interno di Palazzo Pepoli, da destinare allo stesso museo in modo da ridistribuire in futuro lo spazio occupato dalla nuova struttura, il Comitato esprime parere favorevole alla realizzazione della stessa a condizione che si intenda come reversibile”.  Nei giorni della glorificazione del genus bononiae non ci rimane che far valere il diritto alla memoria per rileggere il testo sofferto della severa consulenza ministeriale e associarci infine al Comitato, che lo ha dettato, nella sua stessa attesa.

Giovanni Losavio__________________Presidente sezione di Modena

Alessandra Mottola Molfino__________Presidente nazionale

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