Eventi calamitosi in Sicilia: Italia Nostra fa appello alle Istituzioni. Il Presidente nazionale Edoardo Croci ha inviato una missiva all’attenzione del Presidente del Consiglio, dei Ministri dell’Ambiente e della Protezione Civile ed al Presidente della Regione Siciliana sui gravi accadimenti che si sono verificati nei giorni scorsi in Sicilia con il passaggio del ciclone “Harry”.
La vulnerabilità del territorio
“(…) desidero soffermarmi sui gravi eventi che hanno recentemente interessato la Regione Siciliana – scrive Croci nella nota – confermando ancora una volta l’elevata vulnerabilità del territorio regionale sotto il profilo del rischio idrogeologico. Come noto, negli ultimi giorni si sono concentrati una serie di eventi calamitosi che hanno causato rilevanti danni lungo le coste a causa del ciclone “Harry” e una frana nel territorio del Comune di Niscemi. Tali eventi, pur nella loro specificità, si inseriscono in un quadro ormai ricorrente di criticità che interessa sia le aree costiere sia quelle interne della Sicilia”.
La carenza di politiche strutturate
“Sebbene si tratti di fenomeni naturali, appare evidente come la loro incidenza e la portata dei danni risultino fortemente aggravati dalla carenza di politiche strutturate di prevenzione e da un utilizzo non sempre adeguato degli strumenti di pianificazione territoriale. A ciò si aggiunge il ruolo sempre più rilevante del cambiamento climatico, che sta determinando una progressiva intensificazione degli eventi estremi, rendendo tali fenomeni prevedibilmente destinati a ripetersi con maggiore frequenza e violenza. La prevenzione del rischio idrogeologico non può pertanto prescindere da un impiego sistematico e aggiornato delle mappe di rischio, fondate sui dati scientifici rilevati da ISPRA e dagli altri enti competenti, e dalla loro effettiva integrazione nelle scelte di governo del territorio. Il mancato aggiornamento di tali strumenti e la loro limitata incidenza nei processi decisionali hanno contribuito, nel tempo, ad accrescere l’esposizione del territorio e delle comunità locali”.
L’abusivismo edilizio
In questo contesto, il persistente abusivismo edilizio rappresenta un ulteriore e rilevante fattore di aggravamento del rischio, in particolare nelle aree più fragili. L’occupazione e l’alterazione impropria del territorio compromettono gli equilibri naturali e aumentano sensibilmente la vulnerabilità di intere porzioni della regione.
Alla luce di quanto sopra, si esprime apprezzamento per il tempestivo stanziamento di aiuti economici immediato per le aree danneggiate accompagnato da fondi per contrastare il rischio idrogeologico, si chiede però anche una rinnovata attenzione alle politiche e misure strutturali, al di fuori della logica emergenziale, di prevenzione, attraverso l’aggiornamento della mappatura dei rischi, l’attuazione di interventi preventivi di messa in sicurezza del territorio e un contrasto efficace e non più rinviabile all’abusivismo edilizio. In tale contesto si chiede di provvedere con urgenza anche all’implementazione del piano nazionale di adattamento climatico, superando gli attuali ritardi, attraverso la specifica territorializzazione degli interventi, e di rendere efficace ed effettiva la sottoscrizione delle polizze catastrofali obbligatorie da parte dei soggetti previsti dalla legge, oggi largamente non rispettata. Solo un approccio strutturale e coordinato potrà infatti ridurre in modo significativo gli effetti di eventi che, in assenza di tali azioni, continueranno a produrre gravi conseguenze ambientali, sociali ed economiche.






