Italia Nostra

21 Dicembre 2016

Ex-centrale idro-termoelettrica ENEL di Battiferro: segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località: Quartiere Navile (Battiferro) – Via del Navile – Via Beverara – Bologna

Tipologia generale: archeologia industriale

Tipologia specifica: centrale idro-termoelettrica

Configurazione strutturale: stabile abbandonato dal 1965 e di cui è stata recentemente (2015) demolita la grande ciminiera perchè pericolante

Epoca di costruzione: sec. XIX – XX

Comprende:  numerosi edifici storici allocati lungo l’asse del canale Navile che da Bologna conduce a Ferrara

Uso attuale: centrale non funzionante dal 1965 ed in stato di abbandono

Uso storico: centrale idro-termoelettrica

Condizione giuridica: proprietà del Comune di Bologna

Segnalazione: del 15 settembre 2016 – segnalazione della Sezione di Bologna di Italia Nostra – bologna@italianostra.org

 

Motivazione della scelta

Si tratta di una delle prime e più importanti centrali elettriche italiane e fu realizzata negli anni 1898-1901 da una delle Società più importanti d’Europa: la Ditta Ganz di Budapest che provvide anche all’illuminazione elettrica di parte della città.

L’Ex Centrale idro-termoelettrica dell’ENEL, costituita da numerosi fabbricati siti in Bologna (tra Via del Navile e Via della Beverara), è stata ceduta dall’Enel al Comune di Bologna in data 8/11/1989. L’immobile oggetto della compravendita trovasi allibrato alla Partita 13161 del NCEU del Comune di Bologna, Foglio 69 con i nuovi mappali 307 sub 9, 307 sub 6 et 307 sub 5 uniti. Si tratta quindi di un bene pubblico.

La struttura energetica utilizzava inizialmente un salto d’acqua che azionava un alternatore trifase mosso da una turbina idraulica, poi integrata da produzione termo-elettrica tramite due motrici a vapore della Ganz. Ha costituito la sorgente energetica più importante per la nascita, la crescita, lo sviluppo imprenditoriale e tecnologico della Città di Bologna tra la fine dell’800 e il 1965. A questa centrale si deve il merito maggiore se Bologna è divenuta la città importante che è attualmente.

L’Ex Centrale del Battiferro fa parte di un complesso di edifici storici, allocati lungo l’asse del canale Navile che da Bologna conduce a Ferrara, e sorge su un percorso di grande bellezza paesaggistica e di vitale importanza per le aree interessate, parzialmente valorizzato dal Museo del Patrimonio Industriale e dalla presenza della storica Chiusa del Canale Navile, attigua alla Ex Centrale stessa, risalente all’opera voluta da Papa Paolo III Farnese nel ‘500.

sostegno battiferro.png

Antico disegno rappresentante il sito del Battiferro

La Ex Centrale idro-termoelettrica — che potrebbe essere di nuovo messa in condizioni di funzionamento come centrale idro-elettrica con non trascurabile produttività energetica, oltre a consentire il posizionamento (sulle ampie superfici coperte degli stabili) di impianti fotovoltaici con un considerevole apporto energetico di tipo solare — sarebbe al centro di un vero e proprio parco di archeologia industriale e delle acque con un percorso fluviale e stradale urbano ed extra-urbano di grandissimo interesse ambientale e culturale per la collettività e per il turismo, favorendo la formazione di numerose forme dl occupazione.

Attualmente non è accessibile all’interno se non tramite speciali deroghe e in presenza di Vigili comunali. Il complesso della Ex Centrale Enel versa da diversi anni (1965) in completo abbandono. Questo comporta un avanzato stato di degrado dovuto prevalentemente alla totale assenza di interventi dl manutenzione. Il manto di copertura in molti capannoni è sconnesso e pericolante, pertanto permette la filtrazione delle acque meteoriche, che aggravano il degrado generale.  Gli elementi strutturali in acciaio delle coperture e delle strutture verticali sono fortemente ossidati. Le capriate in acciaio e gli elementi secondari, dalle verifiche statiche eseguite, risultano, ad eccezione di alcuni capannoni, molto sottodimensionati; in diversi punti sono, infatti, visibili notevoli distorsioni derivanti dall’instabilità degli elementi compressi.

Le murature portanti appaiono in buone condizioni sia strutturali (le sezioni risultano di considerevole spessore e senza particolari fessurazioni), sia come assenza di particolare degrado degli elementi in cotto. Si deve, però, segnalare che i grandi capannoni, internamente vuoti, mancano totalmente di irrigidimenti trasversali. L’assenza di lesioni fa pensare anche ad un buon assetto delle fondazioni.

La turbina, l’alternatore, le pompe, i dispositivi dl comando delle chiuse e i locali interrati che li contengono sono degradati a causa dell’abbandono e del disuso: in particolare i componenti in ferro presentano ossidazioni diffuse e manomissioni.

Numerosi sono i progetti per il suo recupero. Si tratta di progetti che utili a rendere la complessa struttura fruibile (museo), ma anche come recupero ambientale, in una zona di particolare interesse per le antiche strutture idrauliche circostanti, (porte vinciane, chiuse ecc.) e tratti di idrovie di collegamento verso Castel Maggiore, Malalbergo, Ferrara, Venezia.

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