Italia Nostra

Settimana Patrimonio Culturale: «1922-1943: L’ Architettura Razionalista a Trieste»

13 Maggio 2026
settimana patrimonio culturale

Italia Nostra promuove annualmente, a livello nazionale e locale, un programma di incontri, conferenze, convegni ed altro denominato “Settimana del Patrimonio Culturale”. L’edizione 2026, la sesta, è dedicata agli edifici pubblici realizzati nel nostro Paese dall’Unità d’Italia al 1980. Un patrimonio spesso sottovalutato o comunque ignorato eppure degno di essere tutelato. Un periodo che abbraccia vari stili architettonici che hanno segnato gli edifici pubblici italiani, influenzati non solo dalle correnti artistiche e architettoniche dell’epoca ma anche dalle svolte politiche, le ambizioni civiche, gli avvenimenti bellici e i continui ripensamenti del rapporto tra Stato, cittadini e spazio urbano.

 

La tutela degli edifici pubblici di almeno 70 anni

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Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio tutela gli edifici pubblici di almeno 70 anni, salvo verifica di non interesse culturale da parte del Ministero. Un periodo su cui si è intervenuti nel 2011 con un decreto-legge (n. 70 del 13/5/2011), tra i tanti di “semplificazione”, che ha allungato il termine di tutela automatica da 50 a 70 anni, facendo di fatto uscire dalla lista dei beni tutelati una serie di edifici pubblici. Si tratta di edifici amministrativi, Ministeri, Regioni, Comuni, Tribunali, Poste e Telegrafi, Stazioni ferroviarie e marittime, Fari e stazioni di segnalazione marittima, Stazioni di trasporto pubblico locale (bus, funicolari, metro, tram, etc.), Aeroporti, Scuole, Musei, Teatri, Cinema, Case di riposo, Impianti sportivi, Colonie, Edilizia popolare, Monumenti ai caduti, etc.

 

Un patrimonio storico e culturale enorme

Come si può capire, un patrimonio storico e culturale enorme, di grande interesse, fatto di edifici pubblici che rappresentano le istituzioni in ogni regione, anche nelle aree più remote e isolate, e che garantiscono ogni giorno la coesione territoriale e sociale della nostra Repubblica. In occasione di questa importante settimana, la Sezione di Trieste di Italia Nostra ha scelto di organizzare un incontro volto a raccontare il percorso della città di Trieste nell’Architettura Razionalista, tra il 1922 e il 1943. Un periodo che raccoglie i sintomi di un cambiamento radicale nel linguaggio architettonico e che ancora oggi conferma il valore di costruzioni pubbliche. L’Architettura Razionalista, talvolta definita, anche se impropriamente, come Architettura del Ventennio, è caratterizzata da monumentalità massiccia, grandi volumi, marmi chiari, richiamo alla classicità, geometrie pure, superfici lisce, rifiuto della decorazione. Esempi a Trieste sono la Stazione Marittima, l’Idroscalo, la Casa del Lavoratore Portuale, gli Stabilimenti Balneari Ausonia, il Mercato coperto.

 

1922-1943: L’ Architettura Razionalista a Trieste

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Ne parleremo Venerdì 15 Maggio in Sottostazione Elettrica , in Porto Vecchio, dalle ore 17.00, con Edino Valcovich e Fabio Isman, autore quest’ultimo di “Andare per L’ITALIA RAZIONALISTA”, un libro che guida il lettore tra le architetture del periodo fascista, rivelando come scuole, ospedali e edifici pubblici abbiano plasmato città e borghi. L’itinerario muove dalle «piccole capitali» dove il movimento esordisce (Milano, Como, Roma), per raccontare piccoli gioielli anche di provincia, come Tresigallo, Sabaudia, Ivrea, Torviscosa, Cosenza e molti altri poco conosciuti che vanno riscoperti. Tra fotografie e analisi, il libro mostra il Razionalismo italiano come ponte tra modernità e tradizione. Interverranno nel dibattito Graziella Bloccari, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Trieste, Antonella Caroli, Presidente della Sezione di Trieste di Italia Nostra, e gli Architetti Enrico Torlo e Lucia Krasovec-Lucas.