Italia Nostra

Giu’ le mani dalla Galleria Borghese

13 Maggio 2026
Giunge inaspettata e imprevedibile, dalla cronaca della stampa romana (Repubblica, 7 maggio 2026) la notizia che la direttrice della Galleria Borghese abbia pubblicato un bando per la “sponsorizzazione tecnica” di un progetto di “fattibilità tecnico economico” per un NUOVO EDIFICIO adiacente alla Villa. Se la notizia fosse vera (sarebbe il caso che la dirigenza della Galleria eventualmente confermasse) saremmo ad una svolta clamorosa.
 
All’esigenza di ampliare gli spazi espositivi i cui motivi non si comprendono, il Comune di Roma, nelle figure del Sindaco e degli assessori alla Cultura, all’Ambiente ed all’Urbanistica, insieme alla Sovrintendenza Comunale, ha “immaginato” una nuova fabbrica da affidare al progetto di un famoso architetto.
 
Questa visione di semplice mercato, ha già portato ai disastrosi risultati dello snaturamento dei luoghi della Cultura, favorendo solo lo sviluppo di un caotico e distruttivo turismo in cerca di selfie. Ha allontanato i cittadini dai propri musei, contrabbandando la palese mercificazione del patrimonio per “valorizzazione culturale” e declinando le incompetenze decisionali in una continua ed ottusa ricerca di incremento economico.
 
Parliamo intanto della Galleria Borghese, preziosa testimonianza del passaggio dal Manierismo al Barocco, che diede corpo alla villa nel nuovo senso dei tempi. Le lunghe fughe prospettiche ed il tessuto di una grande geografia che replicava il segno della città in un sistema di strade e di alberature, di boschi, di roseti, di frutteti, dove tutto al loro posto compone ancora oggi un’opera d’arte viva e vegeta: un equilibrio tra natura e cultura rimasto immutato per oltre quattro secoli che consolidano il luogo nella prospettiva del futuro. Un luogo strategico e ricchissimo per il patrimonio dell’intera città.
 
Vogliamo forse costruire in mezzo al Parco dei Daini o occupare lo spazio antistante la Galleria o il giardino dei Quadri? A ridosso dell’Uccelleria? Vicino la “Meridiana” o davanti alla fontana delle Piramidi? Magari con una copia nostrana della piramide del Louvre o l’idea sublime di un artista? Rompere la cristallizzata armonia di un singolare contesto che tutto il mondo oggi viene a ossequiare? È certamente un grande delitto!
 
Vogliamo lasciare nelle mani dei vandali questo tesoro?
Italia Nostra Roma e l’Associazione Bianchi Bandinelli si oppongono fermamente a questo ipotetico scempio e chiedono pubblicamente alle autorità del Ministero della Cultura ed alla Direttrice della Galleria di chiarire quella che sembra un’abnorme e spropositata idea!