Il PUMS avrà una validità di almeno dieci anni dalla sua approvazione e come obiettivo quello di indicare una soluzione valida ad avere una Mobilità Sostenibile nel tempo. Per essere sostenibile la mobilità deve ridurre le conseguenze negative dello spostamento di persone e merci; Il PIA ha ampiamente dimostrato come i cittadini di Ancona muoiano più del previsto causa l’inquinamento atmosferico dovuto al traffico, al riscaldamento ed all’inquinamento da traffico marittimo del porto. Non basta citare sui documenti del PUMS uno o due volte il PIA, quasi come per obbligo formale e poi rifarsi ai dati incompleti dell’ARPAM. Si ricorda come il PUMS si debba adeguare alle richieste/conclusioni del PIA ed è grave che del lavoro scientifico del PIA non vengano trattati i dati e le previsioni modellistiche.
Nel 2030 entreranno in vigore i nuovi limiti europei per gli inquinanti atmosferici
Nel 2030 entreranno in vigore i nuovi limiti europei per gli inquinanti atmosferici e noi già sappiamo che saremo fuori dei limiti, anche considerando i risultati minimizzanti della centralina della Cittadella che per noi, lo abbiamo sempre affermato, non è idonea a rappresentare l’inquinamento di fondo di Ancona. Alcune rilevazioni effettuate con l’ausilio anche di altre associazioni nazionali ed internazionali hanno dimostrato in aree della città un livello di inquinamento superante anche gli attuali limiti come per gli ossidi di azoto (NOx), come peraltro attestato fino al 2013 dalle centraline di traffico di via Bocconi, Porto, Torrette, prima che fossero dismesse. Dati confermati dal PIA.
Il Piano ed i limiti di legge
Il piano quindi si deve porre l’obiettivo in maniera ben più consistente, cosa che non fa, di rientrare dentro i limiti ormai prossimi di legge, indicando con precisione come pensa di farlo.
È sbagliato pensare ad una riduzione del 15 % del traffico in città senza stimare come ciascuna componente ipotizzata di soluzione possa contribuire a ciò. Inoltre, chi attesta che basti il 15% per rientrare nei prossimi limiti di legge?
Noi pensiamo che vada ben approfondita la necessità di localizzare più lontano dall’ingresso in città le “cerniere”, che a noi piace ancora chiamare, con il PRG del 1973, “parcheggi scambiatori” della mobilità. Ad esempio, esiste già il parcheggio del nuovo stadio del Conero che ha a disposizione la stazione ferroviaria, come a Torrette dove il traffico e le aree di sosta andranno riviste e potenziate dopo la realizzazione della bretella di uscita a Nord della città.
La rete di ZTL cittadine
È evidente, almeno per noi, come la città tutta e non solo il centro storico, debba diventare una rete di Zone a Traffico Limitato aperte ai residenti ed agli autorizzati in determinate fasce orarie con controllo a distanza.
Per i soli residenti vanno stipulate convenzioni con parcheggi di enti pubblici e privati che notoriamente la notte, i fine settimana ed i giorni festivi sono liberi dalle auto, come il parcheggio della Università agli Studi della ex caserma Villarey; il sistema ettometrico (risalite meccanizzate etc.) è da noi considerato superfluo ed impattante per il paesaggio, sia per il collegamento Mole-Largo Belvedere a fini turistici ed a Portonovo, va invece previsto per risalire nel centro urbano le vie scoscese attorno all’asse da Mare a Mare.
La circolazione rotatoria in entrata ed uscita da Ancona
Inoltre, ci sembra che si debba tenere conto l’ipotesi della circolazione rotatoria a senso unico per entrare ed uscire in Ancona già pubblicamente presentata nel 1995, con corsie riservate in senso contrario del TPL e semafori intelligenti. Una proposta lasciata cadere allora ma che oggi ci sembra ancora più necessario approfondire.
Un ultimo invito, prima di entrare nello specifico, come richiesto dalla Amministrazione: vengano usati termini giuridicamente corretti previsti dal codice della strada come ZTL (art. 7 CdS) e non indefinite ZAC.
Ed adesso le osservazioni punto per punto.





