Italia Nostra ed il sistema delle aree protette: verso una nuova strategia nazionale. Di seguito una sintesi dell’intervento di Riccardo Picciafuoco al convegno “Tutela delle aree protette: una nuova legge a 35 anni dalla prima legge quadro” che si è tenuto alla Camera dei Deputati il 18 maggio 2026.
L’Italia dispone di un sistema articolato di aree protette, con centinaia di siti tra parchi nazionali, riserve terrestri e marine, che coprono una parte significativa del territorio nazionale. Tuttavia, questo sistema appare oggi frammentato e disomogeneo, caratterizzato da differenze gestionali, ritardi nella pianificazione e una scarsa integrazione tra le diverse componenti.
Alle criticità strutturali si aggiunge l’indebolimento progressivo degli strumenti di coordinamento nazionale previsti dalla legge quadro n. 394 del 1991, che, pur essendo stata una normativa avanzata e innovativa, ha subito nel tempo un depotenziamento funzionale.
Le cause del depotenziamento
Tra le principali criticità emergono:
- la perdita di organismi nazionali di indirizzo e coordinamento;
- il crescente peso delle dinamiche politiche locali nella gestione dei parchi;
- l’indebolimento del ruolo tecnico-scientifico degli enti parco;
- i ritardi nella redazione e approvazione dei piani di gestione.
Ne deriva un sistema meno efficace nella tutela del patrimonio naturale e più esposto a pressioni esterne, tra cui urbanizzazione, infrastrutture e cambiamenti climatici.
Dalla conservazione alla gestione attiva
Italia Nostra propone un cambio di paradigma: le aree protette devono evolvere da semplici spazi di conservazione a strumenti attivi di sviluppo sostenibile.
Accanto alla tutela, il documento introduce nuovi obiettivi strategici:
- promozione di economie sostenibili;
- valorizzazione culturale del paesaggio;
- rafforzamento del ruolo delle comunità locali;
- integrazione tra ambiente, sviluppo e coesione sociale.
In questa visione, i parchi diventano veri e propri territori sperimentali, in grado di generare benefici economici e ambientali, soprattutto nelle aree interne e montane. La visione più avanzata che dovrebbe emergere da una nuova legge sui parchi dovrebbe essere quella che consideri non solo il basilare concetto di salvaguardia ma anche quello di volano di generatore di “nuove economie” soprattutto nell’ambito dei servizi, dell’agricoltura e delle attività silvo-pastorali, del turismo, dello sport.
Il riferimento al contesto europeo
Il rilancio delle aree protette si inserisce nel quadro degli obiettivi dell’Unione Europea, in particolare nella Strategia per la biodiversità al 2030, che prevede:
- la protezione legale di almeno il 30% del territorio e delle acque;
- una tutela rigorosa per una parte significativa delle aree protette;
- sistemi di gestione efficaci e monitorati.
Per l’Italia, il raggiungimento di questi obiettivi passa necessariamente attraverso il rafforzamento del sistema nazionale e il superamento delle attuali discontinuità.
Verso una rete ecologica nazionale
Tra le proposte centrali emerge la costruzione di una rete ecologica nazionale interconnessa, capace di integrare:
- parchi nazionali e regionali
- riserve naturali
- aree marine protette
- siti della rete Natura 2000
- corridoi ecologici
Questa infrastruttura “verde e blu” consentirebbe di garantire la continuità ecologica dei territori e di migliorare la resilienza degli ecosistemi, superando la frammentazione attuale.
Pianificazione unitaria e governance partecipata
Si sottolinea la necessità di una pianificazione integrata, che unisca dimensione ambientale, paesaggistica e territoriale. Tra gli strumenti proposti:
- piani unici di gestione con valore cogente;
- politiche di azzeramento del consumo di suolo;
- strategie di connessione tra aree protette e territori limitrofi.
Parallelamente, grande rilievo è stato dato alla governance partecipata, con il coinvolgimento delle comunità locali, degli enti territoriali e del mondo scientifico.
L’istituzione di un sistema organico europeo a prevalenza naturalistica
All’interno di una visione organica e coerente delle diverse aree protette italiane si propone la creazione e l’istituzione per legge di un Sistema nazionale di Parchi, Aree Protette, Reti Ecologiche, Riserve naturali, sia terrestri che marine, interconnesse tra loro e con le aree della Rete Natura 2000 e OECM, che unisca alla tutela la necessaria continuità ecologica delle diverse componenti ambientali (flora, fauna, acque interne e marine, suoli) con una governance comunitaria territorialmente articolata (Enti locali) e controllata centralmente dallo Stato.
Si ritiene altresì importante, se non addirittura necessario, lavorare per l’istituzione di Aree Protette transnazionali, sia terrestri che marine, tali da costituire un Sistema organico europeo a prevalenza naturalistica, capace di evitare ulteriore perdita di ecosistemi e biodiversità e di garantire alla popolazione europea un elevato grado di benessere ambientale.
Il valore culturale dei parchi
L’associazione ribadisce che le aree protette non sono solo spazi naturali, ma espressione dell’interazione storica tra uomo e territorio. Il paesaggio viene quindi riconosciuto come bene culturale oltre che ambientale, da tutelare in modo integrato. Il futuro delle aree protette in Italia richiede un sistema più coordinato, partecipato e orientato alla sostenibilità.
Italia Nostra si propone come promotrice di questo processo, riaffermando il ruolo delle aree protette come strumenti fondamentali non solo per la tutela della natura, ma per la costruzione di un nuovo equilibrio tra ambiente, comunità e sviluppo.










